Buonasera. Oggi sono stata dal dentista per chiedergli di farmi un impianto dentale dell'arcata supe

Buonasera. Oggi sono stata dal dentista per chiedergli di farmi un impianto dentale dell'arcata superiore, però lui ha detto che non lo consiglia perché prendo bisfosfonati per l'osteoporosi. Si rischia la necrosi. C'è un'altra soluzione? Grazie

6 risposte


Il collega ha fatto le sue valutazioni e noi, in assenza di controlli clinici non possiamo aggiungere altro. Cordiali saluti

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Quali molecole ? quali dosaggi? da quanto tempo li assume? senza queste valutazioni e senza visitarla non posso rispondere.


Non è una questione su cui si può dare un parere così su 2 piedi. Deve essere visitata, portare una ortopanoramica, esibire la terapia farmacologica in atto, e confrontarsi col suo medico curante.


La questione va valutata con attenzione. Dipende da quale farmaco prende, come lo prende e da quando. Se viene a trovarmi in studio le spiego tutto per bene. Poi c'è un esame del sangue che indica orientativamente l'accumulo del bifosfonato nel sangue. Se non eccessivo si può procedere a fare l'impianto.


Solo su quello che ci scrive lei purtroppo impossibile pronunciarsi..se di Roma ci contatti sul numero di cellulare che trova su questo sito o ci scriva su wa..dopo visita e dopo aver chiarito il suo quadro clinico sarà possibile pronunciarsi


A parte la specificità del Suo caso particolare su cui, ovviamente, è impossibile esprimersi senza un'analisi completa, in linea di massima per ridurre gli effetti indesiderati nei pazienti sottoposti a terapia con bifosfonati si consiglia la sospensione del farmaco almeno due mesi prima di un eventuale intervento chirurgico e la ripresa dell'assunzione dello stesso non prima di due mesi dopo l'intervento. Tenga però presente che l'inibizione del riassorbimento osseo indotta dai bifosfonati (con riduzione anche della rete capillare all'interno dell'osso con la risultante di una necrosi ossea avascolare) è mantenuta per almeno cinque anni dopo la cessazione della terapia. In altre parole: nessuno può garantirLe per iscritto l'azzeramento del rischio di necrosi ossea. Pertanto: ne vale la pena?

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