Buonasera, mio padre di 83 anni deve sottoporsi all’intervento di cataratta. Assume da anni terazosi

Buonasera, mio padre di 83 anni deve sottoporsi all’intervento di cataratta. Assume da anni terazosina per ipertrofia prostatica benigna, che non si può né sospendere, per rischio di blocco urinario, né sostituire (verificato con un urologo). È davvero così rischioso l’intervento di cataratta associato all’assunzione di questo farmaco? L’iride a bandiera può portare a conseguenze gravi per la vista ? Grazie

7 risposte


Gentile paziente, l'utilizzo di tali farmaci puo' rendere l'intervento chirurgico più complesso per il chirurgo, in quanto la pupilla tende a non dilatarsi in modo massimale ( miosi), riducendo così il campo operatorio e l'iride tende ad essere piu' floscia con tendenza al prolasso e ad ondeggiare (Sindrome dell'iride a bandiera). Non è compromettente per la vista in quanto tale, ma rende l'intervento piu' complesso del normale, con qualche rischio in piu' per la riuscita, ciò non significa che non si possa assolutamente fare, ma ci sono dei rischi di complicanze in piu' che suo padre è giusto che debba sapere, non potendo sospendere il farmaco. In bocca al lupo Cordiali Saluti

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La sospensione del farmaco in questione non determina una riduzione del rischio di IFIS o sidrome dell'iride a bandiera intraoperatoria (in realtà sono moltissimi i farmaci che possono portarla, ma in pochi li conoscono) e questo è stato dimostrato da molti anni. Questo è dovuto al fatto che i farmaci per l'ipertrofia prostatica e molti altri farmaci determinano un'atrofia del muscolo sfintere della pupilla, muscolo che ovviamente non si rigenera alla sospensione del farmaco. Non risulta pertanto necessario sospendere il farmaco, ma il chirurgo deve essere bravo a gestire questa eventuale, non certa, complicanza.


Buonasera, non è necessario sospendere il farmaco in previsione di intervento di cataratta. Qualora presente, la sindrome dell'iride a bandiera (Intraoperative Floppy Iris Syndrome - IFIS) è generalmente ben gestita durante la chirurgia e non influisce in modo significativo sul decorso dell'intervento.


Buongiorno, io non faccio mai sospendere alcun farmaco ai pazienti che devo operare per cataratta, semplicemente l’uso di farmaci per l’IPB rende l’iride flaccida e l’intervento potenzialmente più complicato per scarsa dilatazione pupillare ma di solito non è un problema per chi fa molti interventi di cataratta.


Guardi, la rassicuro subito: l'intervento si può fare assolutamente in sicurezza. L'urologo ha perfettamente ragione a non sospendere la terazosina: interromperla non servirebbe a evitare il problema all'occhio e rischierebbe solo di provocare un blocco urinario. È vero che questo farmaco causa la cosiddetta "iride a bandiera", rendendola più flaccida e instabile durante l'operazione. Tuttavia, questo non danneggia direttamente la vista: rende solo le manovre del chirurgo più delicate. Il pericolo reale si corre solo se il chirurgo viene colto di sorpresa. Sapendolo in anticipo, l'oculista utilizzerà farmaci appositi o piccoli dispositivi per tenere l'iride ferma e la pupilla ben aperta per tutta la durata dell'intervento.


La terazosina può aumentare il rischio di sindrome dell’iride a bandiera durante l’intervento di cataratta, ma questo non significa necessariamente che l’intervento sia controindicato. È fondamentale che il chirurgo ne sia informato prima dell’operazione, perché esistono strategie specifiche per gestire questa situazione. Le consiglio una visita preoperatoria approfondita con il chirurgo che effettuerà l’intervento.


Attualmente non viene più sospesa d'ufficio la terazosina prima dell'intervento di cataratta, quindi a mio avviso non è controindicazione all'intervento. L'iride a bandiera può essere difficile da gestire durante l'intervento di cataratta (l'iride risulta più morbida e mobile e "intralcia" le normali manovre chirurgiche) ma è un'occorrenza quasi routinaria per un chirurgo, e ci sono soluzioni farmacologiche e dispositivi che se necessario possono ridurne l'impatto durante la chirurgia. Cordialità

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