Buonasera. Mio padre, 54 anni, ha avuto la cirrosi epatica (ha sempre avuto l’epatite c, da piccolo)

Buonasera. Mio padre, 54 anni, ha avuto la cirrosi epatica (ha sempre avuto l’epatite c, da piccolo) e dopo aver seguito una cura, il liquido presente all’interno del fegato si è assorbito. Successivamente sono stati riscontrati due noduli all’interno del fegato, uno di 4,6cm e un altro di 1,2cm. Vi porgo gentilmente delle domande: É possibile che in ospedale hanno scelto come via migliore il trapianto di fegato? Non é mai stata fatta la biopsia…solo con la TAC addome completo con e senza MDC, i medici dicono che é un tumore maligno, é possibile? E se invece di un trapianto che comunque é rischioso si provasse a bruciare? Vi scrivo di seguito i risultati della tac: Fegato di volume normale, a margini bozzuti e densità disomgenea macro/micronodulare. All'VII segmento si apprezza area nodulare (4,6 cm circa) che presenta precoce enhancement contrastografico e rapido washout compatibile con eteroplasia primitiva; presenza di sottile pseudocapsula periferica. Analoga più piccola areola (1,2 cm circa) si apprezza al VII segmento. Utile rivalutazione clinica. Centimetriche nodulazioni linfonodali si apprezzano in sede interporto-cavale e celiaca. Vie biliari intra ed extraepatiche non ectasiche. Milza megalica, a densita omogenea. Pancreas morfo-volumetricamente nei limiti della norma senza estasia del dotto Aspetto regolare dei surreni. Reni in sede, con conservata la funzionalità escretoria senza segni di stasi urinaria. Minima falda fluida in scavo pelvico. Vescica distesa, a pareti regolari e contenuto omogeneo. Subcentimetriche nodulazioni linfonodali si apprezzano in scavo pelvico. Vi chiedo perfavore delucidazioni, dato che la paura e le preoccupazioni sono ai massimi livelli…

1 risposta


Buonasera, nel paziente affetto da cirrosi epatica HCV correlata, la presenza alla TAC trifasica di un nodulo con enhancement arterioso precoce, wash-out nelle fasi portale/tardiva e pseudocapsula è diagnostica di epatocarcinoma (HCC). In questo contesto la biopsia non è indicata, in quanto per la diagnosi ci si basa su alcuni criteri radiologici (criteri LI-RADS) e una biopsia non apporterebbe benefici diagnostici aggiuntivi a fronte di un aumento dei rischi. Il trapianto di fegato, rispetto ad altri trattamenti, consente di curare sia il tumore che la cirrosi, che rappresenta la condizione predisponente allo sviluppo dell’HCC. Per questo motivo il trapianto è considerato l’unico trattamento realmente curativo sia del tumore sia della malattia epatica di base. Nell’ambito della gerarchia terapeutica dell’HCC su fegato cirrotico, il trapianto garantisce la migliore sopravvivenza a lungo termine rispetto ad altri trattamenti. La scelta rispetto ad altre opzioni (resezione chirurgica, ablazione o trattamenti endoarteriosi) dipende, tuttavia, da diversi fattori quali le dimensioni della neoplasia, il numero dei noduli, la funzionalità del fegato, la presenza di varici esofagee o altri segni di ipertensione portale e dalle condizioni cliniche generali del paziente.

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