Buonasera, Ho bisogno di un parere. Sono una ragazza di 30 anni, circa due anni fa durante un peri
Buonasera, Ho bisogno di un parere. Sono una ragazza di 30 anni, circa due anni fa durante un periodo di forte stress ho iniziato a sentire un fastidio in gola. Da lì a poco non sono più riuscita a deglutire correttamente . Inizialmente continuavo a masticare il cibo in bocca senza più trovare il momento giusto per deglutire. Poi si è bloccata la deglutizione completamente . A seguito di logopedista leggermente è migliorata la cosa . io penso che come visto da fibroscopia sia stata colpa di un reflusso laringo faringeo silente . Sentivo anche un calore salire dalla base della gola. Ora però è come se non riuscissi più a deglutire in modo normale, o meglio, con le cose liquide non ho problemi, con le cose solide sembra che “sbattano” in gola . Altezza pomo d’Adamo. Può essere un problema al muscolo cricofaringeo? Noto anche che quando sbadiglio lo sbadiglio si blocca a metà . Ho notato anche che quando mangio ( vellutate principalmente, o frullati, o cose tipo purè e polenta ) inizio subito tantissime eruttazioni ma è come se sono “alte” in gola.. Non riesco a capire cosa ho . Non voglio prendere psicofarmaci perché io mentalmente sto bene. Cosa ne pensate ? Sto perdendo molto peso e sono parecchio preoccupata vorrei uscire da questa situazione. Ammetto che la sensazione di cibo che “ sbatte “ in gola come se si fermasse altezza pomo d’Adamo mi ha creato un po di paura di soffocare. Ma credo a chiunque farebbe paura . Prima di questo periodo ho sempre deglutito di tutto e di più senza problemi. Qualsiasi cibo e qualsiasi consistenza. Sono disperata .. voglio uscire da questo incubo. Vi ringrazio per l aiuto
2 risposte
Non servono psicofarmaci,ma terapie mirate a combattere efficacemente il probabile reflusso “alto” di cui soffre. QUI però non é consentito consigliare terapie farmacologiche di qualunque tipo. Se crede mi contatti altrove ( vedi mio profilo)
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Buongiorno. La sua descrizione merita un approfondimento specifico della deglutizione, soprattutto perché attualmente riesce ad assumere prevalentemente consistenze morbide/liquide e riferisce una perdita di peso importante. Il reflusso laringo-faringeo può provocare irritazione, sensazione di corpo estraneo, necessità di schiarire la gola e alterazioni della sensibilità faringea, ma non attribuirei automaticamente al reflusso una difficoltà così importante nell'assunzione dei solidi. La sua ipotesi sul muscolo cricofaringeo è una delle possibilità, ma dai sintomi non è possibile stabilire se il problema sia realmente a quel livello. Esistono disturbi della fase oro-faringea della deglutizione, alterazioni dello sfintere esofageo superiore e disturbi della motilità esofagea che possono dare sensazioni simili. Inoltre il punto in cui si percepisce il cibo “fermarsi” non corrisponde necessariamente al punto in cui si trova il problema. Nel suo caso valuterei quindi un percorso presso un centro che si occupi specificamente di disfagia, coinvolgendo gastroenterologo, otorinolaringoiatra e logopedista esperto nella deglutizione. Tra gli accertamenti che possono essere indicati vi sono la valutazione endoscopica della deglutizione (FEES) o una videofluoroscopia; in base ai risultati possono essere necessari anche gastroscopia con eventuali biopsie esofagee e, se indicato, manometria esofagea ad alta risoluzione, che permette di studiare anche il funzionamento degli sfinteri e la coordinazione della deglutizione. Le numerose eruttazioni “alte” durante il pasto potrebbero inoltre essere legate anche a un'ingestione involontaria di aria o a eruttazioni sovragastriche, fenomeni che possono associarsi alla difficoltà deglutitoria e alla paura di soffocare. Il fatto che tutto sia iniziato durante un periodo di forte stress e che la logopedia abbia prodotto qualche miglioramento è interessante, ma non significa che debba assumere psicofarmaci né che il problema sia necessariamente psicologico. La paura di soffocare può comprensibilmente instaurarsi dopo mesi di difficoltà e successivamente contribuire a rendere la deglutizione ancora più controllata e difficoltosa. La priorità adesso è però un'altra: sta perdendo molto peso perché non riesce ad alimentarsi normalmente. Non aspetterei quindi semplicemente che il problema passi e chiederei una valutazione specialistica in tempi brevi, anche per impostare nel frattempo un supporto nutrizionale adeguato. Se dovesse arrivare a non riuscire a deglutire neppure liquidi o saliva, se un boccone rimanesse realmente bloccato, oppure comparissero difficoltà respiratoria o episodi importanti di aspirazione del cibo, è invece necessaria una valutazione urgente. Il quadro può essere affrontato, ma prima di decidere che si tratti di reflusso, cricofaringeo o componente funzionale bisogna identificare con precisione in quale fase della deglutizione nasce il problema.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

