Buonasera, ho avuto una Lacerazione vagino rettale ad asola a tutto spessore di circa 3 cm (retto) s
Buonasera, ho avuto una Lacerazione vagino rettale ad asola a tutto spessore di circa 3 cm (retto) suturata post parto avvenuto 2 mesi fa. Sono spuntate emorroidi, ragade e marisca. Si può guarire completamente o la zona operata rimarrà sempre delicata e soggetta a complicanze? Che esami posso fare per monitorare il decorso?
1 risposta
Buongiorno. A soli due mesi dal parto e dalla riparazione di una lacerazione retto-vaginale a tutto spessore, la guarigione non può ancora considerarsi definitivamente completata. I tessuti del perineo continuano infatti a cicatrizzare e rimodellarsi per diversi mesi. È assolutamente possibile arrivare a una guarigione completa e tornare a una normale qualità di vita. Aver avuto una lesione importante non significa che la zona rimarrà necessariamente fragile per sempre. È però corretto effettuare un follow-up più accurato rispetto a quello di un parto senza complicazioni, soprattutto per verificare l'integrità e la funzione degli sfinteri anali. A questo punto consiglierei una visita proctologica/coloproctologica dedicata al pavimento pelvico. Gli esami più utili, quando indicati, sono l'ecografia endoanale, che permette di verificare come sono guariti gli sfinteri e se esistono eventuali difetti residui, e la manometria anorettale, che ne valuta invece la funzionalità. A due mesi dal parto possono già essere eseguiti. È inoltre utile una valutazione del pavimento pelvico con eventuale percorso fisioterapico specifico, particolarmente importante dopo una lacerazione ostetrica di questo tipo. Emorroidi, ragade e marisca possono comparire dopo gravidanza e parto e non significano necessariamente che la sutura retto-vaginale abbia ceduto. La ragade va però curata adeguatamente, mantenendo soprattutto le feci morbide ed evitando sforzi, perché dolore e stitichezza possono ostacolare il recupero. Segnalerei invece rapidamente al medico l'eventuale comparsa di difficoltà a trattenere gas o feci, urgenza evacuativa importante, passaggio di aria o feci dalla vagina, secrezioni persistenti, dolore crescente o infezioni, perché richiederebbero una valutazione specifica. Quindi non partirei dall'idea che la zona resterà per sempre compromessa: a due mesi è ancora presto per giudicare il risultato definitivo, ma proprio questo è un buon momento per programmare un controllo specialistico con ecografia endoanale e, se indicato, manometria, così da verificare sia la guarigione anatomica sia quella funzionale.
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