Buonasera, Ho 25 anni e da settembre 2025 durante un mal di gola ho notato una pallina al collo al

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Buonasera,
Ho 25 anni e da settembre 2025 durante un mal di gola ho notato una pallina al collo al lato SX e ho avvisato subito il medico di base.
A febbraio in seguito a due forti raffreddori sono tornata dal medico in quanto la pallina è ancora presente e non è cambiata di dimensione e mi ha prescritto un ecografia e viene riportato :
“ In sede laterocervicale bilateralmente, all'angolo mandibolare bilateralmente e nel contesto delle ghiandole parotidi si riconoscono alcuni linfonodi ovaliformi, con ilo riconoscibile, il maggiore a sin in corrispondenza della piccola tumefazione clinicamente palpabile di circa 1 cm di diametro massimo, di significato "reattivo", in prima ipotesi.
Ghiandole salivari maggiori sottomandibolari e parotidi nei limiti per dimensioni, margini ed ecostruttura.”
Il medico di base mi ha detto di ripetere l’ecografia tra 6 mesi e di tener controllato che non ingrandisca.
Non capisco però a cosa sia dovuto il fatto che dopo così tanto tempo anche quando non ero influenzata il linfonodo non sia diminuito di dimensione.
Premetto che è da un anno circa che uso il bite notturno dopo aver scoperto che soffro di bruxismo ed ho in escursione limitata a DX dell’articolazione temporo mandibolare.
Ultimi esami del sangue luglio 2025 comprensivo di tiroide ed erano ok.
Buongiorno, da quanto riporta, il quadro descritto dall’ecografia è rassicurante. La presenza di linfonodi ovaliformi, con ilo riconoscibile e definiti “reattivi” è tipica di linfonodi benigni, spesso legati a infezioni delle vie respiratorie, infiammazioni locali o stimoli infiammatori del distretto testa-collo. È abbastanza comune che un linfonodo, dopo un episodio infettivo, rimanga palpabile anche per molti mesi, talvolta stabilizzandosi intorno a dimensioni come 1 cm senza rappresentare una malattia. Il fatto che non sia aumentato di volume nel tempo e che l’ecografia non evidenzi caratteristiche sospette è un elemento molto positivo. Anche condizioni come bruxismo o problemi dell’articolazione temporo-mandibolare, così come infiammazioni dentarie o gengivali, possono contribuire a mantenere una lieve reattività dei linfonodi della zona.
La proposta del suo medico di ripetere l’ecografia a distanza di alcuni mesi è una strategia prudente e appropriata: serve semplicemente a confermare la stabilità del reperto nel tempo. In genere, i segnali che meritano una rivalutazione anticipata sono un aumento rapido delle dimensioni, la comparsa di dolore persistente, febbre prolungata, calo di peso non spiegato o sudorazioni notturne importanti. In assenza di questi elementi, la situazione descritta rientra molto spesso in una condizione benigna e frequente.
Un cordiale saluto. Dott.ssa Donata D'Ambros

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