Buonasera dottori, vi scrivo perché sono molto preoccupata per la mia situazione e psicologicamente

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Buonasera dottori, vi scrivo perché sono molto preoccupata per la mia situazione e psicologicamente sto molto giù. Sono certa che possiate aiutarmi a capire come devo comportarmi per stare meglio e vi ringrazio anticipatamente per le risposte esaurienti che mi darete.
Sono una ragazza di 19 anni, peso 59 chili. Due mesi fa ne pesavo circa 63, quindi ho perso due chili in due mesi di dieta e attività fisica, nella mia famiglia solo mia zia ha il diabete. Mi è stata diagnosticata la sindrome dell'ovaio policistico all'età di 16 anni, momento da cui ho iniziato a prendere la pillola. Ma prima di prendere la pillola, la ginecologa mi ha prescritto la curva glicemica e insulinemica di cui riporto i risultati (le analisi in questo caso sono del 2016).
Glicemia basale 94
Glicemia dopo 30 minuti: 180
Glicemia dopo 60 minuti: 174
Glicemia dopo 90 minuti: 142
Glicemia dopo 120 minuti: 119

Insulina basale: 12,94
Insulinemia dopo 30 minuti: 110,20
Insulinemia dopo 60 minuti: 200,60
Insulinemia dopo 90 minuti: 191,30
Insulinemia dopo 120 minuti: 168,60

La mia prima ginecologa non mi ha mai parlato di insulino resistenza, condizione che quindi so di avere per certo da due mesi, motivo per cui ho iniziato una dieta specifica, perciò in questi quattro anni non sono mai stata attenta particolarmente all'alimentazione, che devo ammettere esser stata molto ricca di carboidrati, spesso ipercalorica e ricca di dolci, torte, biscotti...due mesi fa, preoccupata per i valori tutti in neretto, ho deciso di rivolgermi ad un endocrinologo che mi ha consigliato di seguire una dieta di tipo mediterraneo, ricca di pesce, verdure e pochi carboidrati (40 grammi di pane tre o quattro volte a settimana , pasta o riso integrali cinque o sei volte a settimana, sempre abbinati a verdure, pesce o carne. A colazione mangiavo latte e due fette biscottate integrali senza niente, o due fette di pane tostato, o una merendina senza zuccheri aggiunti tipo Misura, e due frutti come spuntino mattutino e serale). L'endocrinologo mi ha consigliato di seguire questa dieta due mesi fa, sulla base delle analisi di cui ho riportato i valori, nonostante fossero del 2016, consigliandomi di ripetere le due curve subito dopo la fine della dieta per vedere se avesse fatto effetto e se nel corso dei quattro anni l'insulino resistenza fosse migliorata. Ho fatto le analisi due giorni fa e ne riporto i risultati:
Glicemia basale 79
Glicemia dopo 30 minuti: 135
Glicemia dopo 60 minuti: 115
Glicemia dopo 90 minuti: 95
Glicemia dopo 120 minuti: 103

Insulina basale: 4,23
Insulinemia dopo 30 minuti: 31,20
Insulinemia dopo 60 minuti: 18,30
Insulinemia dopo 90 minuti: 19,20
Insulinemia dopo 120 minuti: 26,80

L'endocrinologo mi ha detto che il quadro generale è migliorato, ma che tuttavia sono comunque insulino-resistente perché i valori a 120 minuti si rialzano, ma purtroppo ultimamente non riesco a contattarlo perciò non so come comportarmi. Vorrei porvi alcune domande per togliermi ogni dubbio perché sono molto preoccupata.
1) Mi sto impegnando molto, ho eliminato dolci e merendine in questi ultimi due mesi seguendo la dieta in modo ferreo, perdendo 4 chili, ed è stata molto dura perché sono sempre stata una golosa e non ho mai potuto fare a meno dei dolci. Ha detto l'endocrinologo che posso concedermi uno sgarro una volta al mese (un dolce zuccherato, o una pizza al ristorante ad esempio). Possibile che solo una volta al mese per tutta la vita potrò concedermi un dolce o una cena fuori? Se si, questa limitazione varrà per tutta la vita? Potrò concedermi un dolce una volta a settimana invece o magari una pizza integrale anziché una sola volta al mese? Se si quando? Anche da ora? Ovviamente tenendo sempre in considerazione il fatto che continuerò a mangiare integrale, abbinando sempre verdure, proteine e carboidrati e continuando a praticare esercizio fisico ogni giorno per mantenere il peso raggiunto in questi due mesi.
2) si può guarire definitivamente da insulino-resistenza o dovrò conviverci per tutta la vita? Se è una condizione che può regredire del tutto, cosa mi consigliate affinché ciò avvenga? E per quanto tempo? Devo perdere altro peso?
3) l'endocrinologo mi ha detto che dalla fine della dieta, visti i risultati delle analisi che sono andate migliorando, non dovrò più seguirla alla lettera, l'importante è che mangi integrale e abbinando i vari macronutrienti ad ogni pasto, ma non ha specificato nulla circa le grammature riportate nella dieta e la frequenza con cui devo mangiare carboidrati, se deve essere la stessa della dieta. Faccio un esempio: a pranzo ho 200 g di insalata, 60 grammi di pasta al pomodoro, 100 grammi di petto di pollo. Il giorno dopo, sempre a pranzo ho 200 grammi di orata e 200 g di melanzane. Devo per forza rispettare le grammature? Posso mangiare pasta integrale ogni giorno o devo comunque rispettare la frequenza scritta nella dieta? (Ad esempio se ho la pasta oggi, non posso mangiarla domani se nella dieta non è scritto), posso sentirmi più libera di mangiare pasta tutti i giorni? E sempre 60 grammi come riportato nella dieta, di meno o di più? Così come il pane integrale che ho tre o quattro volte a settimana, ne devo mangiare per forza 40 g come riportato nella dieta e in soli tre giorni o posso mangiarne magari cinque volte a settimana 80 grammi?
Purtroppo l'endocrinologo non ha potuto rispondermi a queste domande, non so se devo continuare a rispettare le grammature e la frequenza di come ho mangiato i carboidrati nella dieta o se posso sentirmi più libera, mangiando comunque cose sane (quindi integrale, verdure, pesce e carni bianche). Mi preme inoltre la limitazione di uno sgarro al mese, ci sono persone che sgarrano una volta a settimana. Forse una volta al mese è troppo restrittivo? Magari posso mangiare marmellata senza zuccheri aggiunti a colazione anziché mangiare due fette biscottate senza nulla? Posso mangiare una merendina o fare un pranzo al MC Donald's una volta a settimana ad esempio, anziché in un mese? E per quanto tempo dovranno durare queste limitazioni? Vi chiedo di rispondermi ovviamente sulla base delle ultime analisi fatte, considerando che cercherò di mantenere il peso facendo attività fisica, e considerando che vorrei migliorare l'insulino resistenza, e non peggiorarla. Mangiando dolci una volta a settimana anziché in un mese o facendo un pranzo al ristorante, peggiorerò? Qual è la dieta che potrei seguire ora? Sono così importanti le grammature e la frequenza con la quale mangio pane integrale in questo momento? Se si, come mi consigliate di mangiare, e con quale frequenza e grammatura più o meno? Posso sentirmi più libera di mangiare quel che voglio ma in modo sano? Vi ringrazio tanto per l'ascolto e la disponibilità
Dr. Gianmaria Salvio
Endocrinologo, Andrologo, Diabetologo
Urbino
Ciao! L'insulino-resistenza è determinata da diversi fattori, ma una condizione che tipicamente si accompagna a un quadro come il tuo è proprio la sindrome dell'ovaio policistico ma il decremento ponderale che hai ottenuto è stato suffiiciente a migliorare notevolmente la situazione, che si è praticamente normalizzata. Non conosco la tua altezza, per cui non so se 59 chili siano troppo pochi per il tuo fisico, ma in ogni caso non cercherei di scendere ulteriormente. Proseguirei invece con l'attività fisica per mantenere un'adeguata percentuale di massa magra, che contrasta efficacemente l'insulino-resistenza. Visto lo stress che la situazione nel complesso ti sta creando, ti consiglierei di mantenere le buone abitudini che ti sono state trasmesse e di non fissarti troppo sulla grammatura degli alimenti. Qualche sgarro, ogni tanto, è concesso a tutti!

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