Buonasera Dottori, sono un uomo di 48 anni ed ho avuto un comportamento sessuale a rischio (sesso o
Buonasera Dottori, sono un uomo di 48 anni ed ho avuto un comportamento sessuale a rischio (sesso orale a partner femminile occasionale) circa due mesi fa. Dopo una decina di giorni dall'evento ho cominciato ad avere forte mal di gola, febbre alta e altri sintomi influenzali (tosse e raffreddore). Col passare dei giorni i sintomi più acuti si sono risolti, ma a distanza di diverse settimane continuo ad avere mal di gola persistente (tonsille, faringe e credo anche esofago arrossati), bocca impastata, patina bianca sulla lingua, sapore amarognolo in bocca, senso di oppressione con muco ai bronchi, voce alterata e rauca e negli ultimi giorni anche diarrea e infiammazione orifizio anale con comparsa di emorroidi. In sostanza, mi sembra di avere un'infiammazione generalizzata alle mucose interne. In base ai sintomi che ho indicato, potrebbe trattarsi di malattie sessualmente trasmissibili come Clamidia, Gonorrea, Mononucleosi o HIV o eventualmente altro? Che tipo di esami mi consigliate di fare e a quale specialista mi potrei rivolgere? Vorrei fare gli esami per le malattie sessualmente trasmissibili per togliermi se non altro il dubbio. Un medico mi può gentilmente indicare la denominazione degli esami per Clamidia, Gonorrea, Mononucleosi e HIV da comunicare al laboratorio di analisi? Grazie.
1 risposta
Buonasera, il tipo di contatto che descrive (sesso orale) comporta un rischio generalmente basso per infezioni sessualmente trasmissibili, ma non nullo. I sintomi che riferisce sono piuttosto aspecifici e più frequentemente legati a condizioni infiammatorie delle vie respiratorie o del tratto gastrointestinale, piuttosto che a una specifica infezione sessualmente trasmissibile. Detto questo, se desidera chiarire definitivamente il dubbio, è assolutamente sensato eseguire uno screening mirato. Gli esami che può richiedere direttamente a un laboratorio di analisi sono: - HIV test di IV generazione (Ag/Ab combinato); - Sierologia per sifilide (TPHA e VDRL); - HBsAg e anticorpi anti-HBs (per valutare infezione o immunità per epatite B; se non vaccinato o se lo stato vaccinale non è noto); - Anticorpi anti-HCV; - Chlamydia trachomatis e Neisseria gonorrhoeae DNA (PCR) su tampone faringeo e/o urine; - Eventualmente sierologia per virus di Epstein-Barr (EBV) se si vuole valutare una possibile mononucleosi. A distanza di circa due mesi dall’episodio, questi test risultano già affidabili dal punto di vista diagnostico. Un cordiale saluto. Dott.ssa Donata D'Ambros
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