Buonasera Dottori, nel mese di gennaio 2023 ho avuto un rapporto a rischio (comunque protetto) dopo

Buonasera Dottori, nel mese di gennaio 2023 ho avuto un rapporto a rischio (comunque protetto) dopo il quale ho iniziato ad avere forti bruciori ai genitali e in tutto il basso ventre. Ho fatto tante analisi per ricercare la presenza di malattie sessualmente trasmissibili ma con esito sempre negativo. Nel mese di marzo 2023 lo specialista urologo mi aveva prescritto comunque venti giorni di terapia antibiotica con miraclin. Durante la terapia i bruciori erano passati e stavo di nuovo bene. Però dopo qualche giorno dalla fine della terapia antibiotica, i bruciori sono tornati e non sono più andati via. Da allora ho iniziato ad avere anche altri disturbi (scarsa lacrimazione, salivazione e sudorazione, dolori e bruciori diffusi in tutto il corpo, forte stanchezza e debolezza). Ho continuato a fare periodicamente analisi per la ricerca di mst ma sempre negative. A gennaio 2026 ho notato sangue abbondante nel liquido seminale e ho ripetuto una spermiocoltura che è risultata positiva alla clamidia. Ho rifatto una terapia antibiotica con bassado per dieci giorni ma i bruciori non sono comunque passati. Allora nel mese di aprile 2026 ho fatto una visita reumatologica per una sospetta malattia autoimmune (sindrome di Sjogren). Lo specialista mi ha spiegato che la causa scatenante potrebbe essere stata una infezione e mi ha consigliato di rivolgermi ad un infettivologo. Inoltre mi ha detto che esistono forme di clamidia resistenti agli antibiotici. Vorrei sapere per cortesia - quali infezioni possono scatenare le malattie autoimmuni e quindi quali analisi devo fare per ricercarle - come devo trattare la clamidia resistente agli antibiotici Grazie Saluti

1 risposta


Buonasera, il quadro che descrive è complesso e non può essere interpretato correttamente solo sulla base di una singola positività o di un singolo sintomo. È importante chiarire un punto: non è una malattia autoimmune che “mantiene” l’infezione, ma alcune infezioni possono, in soggetti predisposti, agire come possibile fattore scatenante o slatentizzante di una risposta infiammatoria/autoimmune. Questo però non significa che ogni sintomo persistente dopo un rapporto sessuale sia necessariamente dovuto a un’infezione ancora attiva. Per quanto riguarda la clamydia, prima di parlare di “resistenza” è fondamentale capire con quale metodica sia stata diagnosticata, su quale campione, se vi siano stati controlli molecolari successivi alla terapia e se sia stato valutato/trattato anche il partner. La persistenza dei bruciori dopo terapia non significa automaticamente fallimento antibiotico: può dipendere anche da infiammazione residua, prostatite/sindrome dolorosa pelvica cronica, irritazione mucosa o altre condizioni non infettive. La ricerca di eventuali infezioni correlate a un quadro autoimmune non dovrebbe essere fatta “a tappeto”, ma guidata dal sospetto clinico, dagli esami già eseguiti e dalla valutazione reumatologica. In questi casi ha senso un inquadramento integrato infettivologico e reumatologico, distinguendo ciò che va trattato come infezione attiva da ciò che invece appartiene a un quadro infiammatorio o autoimmune. Il problema che descrive va contestualizzato dopo un attento colloquio clinico, con revisione degli esami, delle terapie effettuate e della cronologia dei sintomi. Questo spazio può essere utile per un primo orientamento, ma non può sostituire una valutazione specialistica strutturata. Un cordiale saluto. Dott.ssa Donata D'Ambros

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