Buonasera, da piccolo ho sofferto di allergia ai farmaci ovvero agli antibiotici. Si sono presentati
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Buonasera, da piccolo ho sofferto di allergia ai farmaci ovvero agli antibiotici. Si sono presentati i sintomi attraverso eruzioni cutanee dopo 3 dosaggi. Ad oggi che ho 26 anni non ho più utilizzato antibiotici o meglio solo una tipologia per paura di avere nuovamente lo sfogo allergico. Ad oggi vorrei provare a fare le prove allergiche ad antibiotici ma come si procede? E molto rischioso? Devo essere ricoverato in ospedale?! Grazie mille per laDisponibilità.
Sarebbe opportuno rivolgersi ad un allergologo in ambito ospedaliero per effettuare il test di provocazione da farmaco.
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Buongiorno,
gli antibiotici non sono un'unica famiglia ma comprendono tante molecole distinte in base alla struttura chimica ed al meccanismo d'azione, non è quindi corretto parlare di allergia agli antibiotici in senso lato perché già questo implica di considerarli tutti alla stessa stregua; Penicilline, Macrolidi, Chinolonici, Tetracicline sono categorie diverse e differiscono per struttura e funzioni, quindi una reazione avversa ad una Penicillina, non rappresenta rischio generico ad assumere un macrolide. è quindi essenziale definire bene quale molecola è stata scatenante, quali sintomi, dopo quanto tempo dall'assunzione dell'ultima compressa, per stabilire quale tipo di reazione immunologica o non immunologica possa aver causato la reazione stessa e, di conseguenza, per ogni categoria e per ogni tipo di reazione, si seguono diversi protocolli di indagine.
La cosa che le consiglio di fare è una visita presso un centro specializzato per questo tipo di reazione, dove verrà valutato come procedere-
Cordiali saluti
Mauro Martelli
gli antibiotici non sono un'unica famiglia ma comprendono tante molecole distinte in base alla struttura chimica ed al meccanismo d'azione, non è quindi corretto parlare di allergia agli antibiotici in senso lato perché già questo implica di considerarli tutti alla stessa stregua; Penicilline, Macrolidi, Chinolonici, Tetracicline sono categorie diverse e differiscono per struttura e funzioni, quindi una reazione avversa ad una Penicillina, non rappresenta rischio generico ad assumere un macrolide. è quindi essenziale definire bene quale molecola è stata scatenante, quali sintomi, dopo quanto tempo dall'assunzione dell'ultima compressa, per stabilire quale tipo di reazione immunologica o non immunologica possa aver causato la reazione stessa e, di conseguenza, per ogni categoria e per ogni tipo di reazione, si seguono diversi protocolli di indagine.
La cosa che le consiglio di fare è una visita presso un centro specializzato per questo tipo di reazione, dove verrà valutato come procedere-
Cordiali saluti
Mauro Martelli
Buongiorno. Il problema che riferisce è comune a molti. Spesso nell'infanzia i genitori e i pediatri assistono a delle reazioni cutanee dopo che il bambino ha assunto antibiotici spesso in corso di infezioni batteriche o a volte virali. La causa può essere in alcuni casi una vera allergia alla molecola del farmaco somministrata oppure, più frequentemente, una manifestazione dell'infezione in corso (malattie esantematiche= malattie che si manifestano con esantemi (rossore o bolle) sulla pelle) o dell'interazione patogeno-virus come nel caso della mononucleosi, ad esempio.
La visita allergologica, anche da adulti, serve a liberalizzare l'uso di antibiotici alterantivi che il paziente può assumere in caso di necessità. E nei casi in cui, attraverso l'anamesi, si identifichi una bassa probabilità di allergia al farmaco che ha dato la reazione (come nel caso delle reazioni ritardate (dopo le 6 ore dall'assunzione del farmaco) e solo cutanee, senza segni di allarme) si valuta la somministrazione di quella stessa classe di antibiotici in ambiente ospedaliero (challenge), così da liberalizzare anche l'uso di quella classe di farmaci. Per altre condizioni o alcune classi di farmaci, si possono fare anche dei test sulla cute o nel sangue a seconda della valutazione clinica e anamnestica. Non serve il ricovero.
La visita allergologica, anche da adulti, serve a liberalizzare l'uso di antibiotici alterantivi che il paziente può assumere in caso di necessità. E nei casi in cui, attraverso l'anamesi, si identifichi una bassa probabilità di allergia al farmaco che ha dato la reazione (come nel caso delle reazioni ritardate (dopo le 6 ore dall'assunzione del farmaco) e solo cutanee, senza segni di allarme) si valuta la somministrazione di quella stessa classe di antibiotici in ambiente ospedaliero (challenge), così da liberalizzare anche l'uso di quella classe di farmaci. Per altre condizioni o alcune classi di farmaci, si possono fare anche dei test sulla cute o nel sangue a seconda della valutazione clinica e anamnestica. Non serve il ricovero.
meglio in ospedale
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