Buonasera, avevo scritto tempo fa di aver sofferto in passato di doc aggressivo e che ormai sono due

2 risposte
Buonasera, avevo scritto tempo fa di aver sofferto in passato di doc aggressivo e che ormai sono due anni che sto bene non ho più avuto sintomi.
Il doc si è presentato in un momento molto intenso dove avevo appena perso entrambi i nonni cambiato lavoro cambiato casa, insomma tanti cambiamenti tutti assieme e senza avere il tempo di metabolizzare.
Ora tutto si è stabilizzato, sono felice e serena.
Ho riniziato a seguire una terapia dalla psicologa per poter iniziare a scalare un integratore a base di iperico che assumo da quando avevo il doc.
Ora ne assumo una mattina e una sera, lo scalaggio è una mattina e mezza sera per un mese poi una mattina per un altro mese e poi mezza per un altro mese, il problema è che ne sono talmente terrorirazza nel toglierlo che proprio non ci riesco, la mia terapeuta dice che non ne ho motivo di assumerlo perché ora sto bene.
Ma io sono traumatizzata da quel doc e solo il pensiero di rivivere quello che go passato mi terrorizza.
La mia domanda l'iperico può essere stato fondamentale nella guarigione del doc??
E poi ora che sono in più periodo sereno sarebbe il momento giusto per toglierlo??
Grazie a chi mi dedicherá nuovamente del tempo.
Salve, l’iperico può avere un effetto di supporto su ansia e umore, ma non è un trattamento specifico né determinante per il disturbo ossessivo-compulsivo.
La sua difficoltà a ridurlo è comprensibile: non riguarda il farmaco in sé, ma il timore di rivivere una sofferenza passata. È una reazione frequente dopo un DOC significativo.
Alla domanda "È il momento giusto per sospenderlo?":dal punto di vista clinico sì: è stabile da due anni, sta bene ed è seguita da una professionista. Lo scalaggio proposto è graduale e adeguato.
Sospendere l’iperico non significa esporsi al rischio di “ricadere” automaticamente nel DOC . Oggi dispone di risorse e consapevolezze che probabilmente prima non aveva, anche grazie al lavoro che ha effettuato in psicoterapia. Eventuali lievi oscillazioni emotive non indicano una ricaduta, quelle ci saranno sempre, così come le quote ansiose, che non necessariamente sono patologiche. Continui il percorso terapeutico e proceda con gradualità, lavorando sulla fiducia nelle sue capacità di stare bene.

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Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentilissima,

la paura di abbandonare una terapia che si associa mentalmente al proprio benessere e alla fine di un incubo è una reazione psicologica molto comune e comprensibile.

Tuttavia, è importante analizzare la situazione distinguendo il piano farmacologico da quello emotivo.

L'Iperico possiede indubbiamente delle proprietà antidepressive documentate, agendo sul sistema della serotonina, ma solitamente la sua potenza clinica viene considerata efficace per forme depressive lievi o moderate.

Per un disturbo ossessivo-compulsivo definito aggressivo, le linee guida internazionali indicano solitamente la necessità di farmaci SSRI a dosaggi piuttosto elevati per ottenere una remissione completa.

È dunque verosimile ipotizzare che la sua guarigione non sia dipesa esclusivamente dall'integratore in sé, ma da un insieme di fattori che includono il riassestamento dei suoi equilibri di vita, l'elaborazione del lutto e dei cambiamenti avvenuti, e la sua stessa resilienza psicologica che ha permesso al sistema nervoso di ritrovare la stabilità.

L'integratore in questa fase sembrerebbe aver assunto per lei una funzione di oggetto transizionale, una sorta di "amuleto" o garanzia di sicurezza, e il terrore che prova all'idea di toglierlo è paradossalmente un residuo di quel meccanismo ossessivo di controllo che sta cercando di superare.

Il momento migliore per sospendere o scalare una terapia è proprio quando si sta bene da lungo tempo, come nel suo caso, perché il sistema è solido e in grado di reggere il cambiamento.

Mantenere una terapia, anche se naturale, solo per la paura di ciò che potrebbe accadere senza, rischia di confermare alla sua mente l'idea errata di essere fragile e dipendente dall'esterno per la propria serenità.

Si affidi alla sua psicoterapeuta per gestire l'ansia anticipatoria legata allo scalaggio, provando a vedere questa riduzione non come una perdita di protezione, ma come una certificazione della sua avvenuta guarigione e della fiducia nelle sue risorse personali.

Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.

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