Buonasera, a seguito di una mammografia di screening, sono stata contattata per ulteriori approfond
Buonasera, a seguito di una mammografia di screening, sono stata contattata per ulteriori approfondimenti; è stata effettuata una tomografia e nello stesso giorno un'ecografia, mentre l'ecografo effettuava l'ecografia, l'infermiera mi spiega il funzionamento di un ulteriore esame, mammotone , che stavano programmando per me. Sul referto della tomosintesi mammografica bilaterale e ecografia mammaria bilaterale si legge: La mammografia di screening ha evidenziato un diffuso addensamento fibroghiandolare con rilievo di aeree di microcalcifiche bilaterali con analoghe caratteristiche, rispettivamente a sinistra in sede supero- esterna (2 cm) a destra in sede retroareolare (1,4 cm) ed in see superiore (2 cm). I reperti descritti , senza riscontro clinico nè ecografico, trovano confermaallo studio con tomosintesi. Non adenopatie ascellari. Premetto che le aeree microcalciche prescritte sono presenti da moltissimi anni e controllate anche da una risonanza con liquido di contrasto, oltre che dalle mammografie e ecografie precedenti che il medico non ha voluto neppure guardare. Nessuno in passato mi ha fatto pensare alla possibilità di fare una biopsia, per il modo in cui mi è stato proposto, facendo leva sul dubbio, ho avuto l'impressione di essere già stata programmata all'esame mammotome ancor prima della tomosintesi ed ecografia effettuata. In una situazione del genere quello che chiedo, un esame così invasivo è assolutamente necessario? Potrei fare ancora un risonanza con liquido di contrasto, come negli anni passati per tranquillizzarmi? Grazie Elisabetta
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