Buona sera Sono un uomo di 50 anni Dopo qualche anno di terapia psicologica (sospesa e ripresa in
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Buona sera
Sono un uomo di 50 anni
Dopo qualche anno di terapia psicologica (sospesa e ripresa in accordo con Psicologo) ho iniziato sempre su indicazione dello Psicologo un percorso affiancato con Psichiatra da ottobre con relativa cura farmalogica per stato d'ansia fluttuante con leggeri sintomi depressivi
i Farmaci che assumo sono Sentralina e Lorazepam
Sentralina ho iniziato con ma visto che la situazione non cambiava radicalmente mi è stata gradualmente aumentata fino ad oggi che ho preso per la prima volta sempre post cena
Lorazepam pastiglia prima di coricarmi
Sicuramente dall'inizio terapia sto meglio...ma non sto ancora bene nel senso che alterno settimane benino e settimane di down
Il problema principale è che la mia testa quotidianamente non sti stacca mai da questo " mio problema"....e ad ogni "segnale strano del mio corpo" associo il tutto a questo mio problema e continuo a rimuginare.
Percepisco costantemente durante il giorno sensazioni di pesantezza stomaco legate a "vampate di calore" ed uno stato di debolezza e stanchezza durante tutto l'arco della giornata (sbadiglio in continuazione)
La mattina mi sveglio "scarico" dormo poco e anche quando dormo la testa mi accorgo non riposa.
Il tutto però non mi impedisce di portare avanti i miei compiti Famigliari Professionali e di Hobby
Mi Fido assolutamente della professionalità di chi mi sta seguendo ma ci terrei ad un parere altrettanto professionale sul mio stato attuale e sul percorso che sto facendo
La mia speranza era che con i farmaci la testa mi si "liberasse" e potessi essere + leggero e sereno ma al momento così non è ...ed è un periodo della mia vita dove "problemi reali grossi" per fortuna non ce ne sono
Per completezza di info , mensilmente o bimestralmente incontro il Mio Psicologo e lo Psichiatra di riferimento
Sono un soggetto allergico/asmatico e un paio di volte l'anno devo effettuare cura con Bifosfonati per morbo di padget.
In questo periodo è capitato che nel w.e. assumessi alcool(non all'eccesso ma nemmeno propio moderato)
Vi ringrazio anticipataente per il tempo dedicato e per Vostri consigli/pareri/opinioni in merito.
Sono un uomo di 50 anni
Dopo qualche anno di terapia psicologica (sospesa e ripresa in accordo con Psicologo) ho iniziato sempre su indicazione dello Psicologo un percorso affiancato con Psichiatra da ottobre con relativa cura farmalogica per stato d'ansia fluttuante con leggeri sintomi depressivi
i Farmaci che assumo sono Sentralina e Lorazepam
Sentralina ho iniziato con ma visto che la situazione non cambiava radicalmente mi è stata gradualmente aumentata fino ad oggi che ho preso per la prima volta sempre post cena
Lorazepam pastiglia prima di coricarmi
Sicuramente dall'inizio terapia sto meglio...ma non sto ancora bene nel senso che alterno settimane benino e settimane di down
Il problema principale è che la mia testa quotidianamente non sti stacca mai da questo " mio problema"....e ad ogni "segnale strano del mio corpo" associo il tutto a questo mio problema e continuo a rimuginare.
Percepisco costantemente durante il giorno sensazioni di pesantezza stomaco legate a "vampate di calore" ed uno stato di debolezza e stanchezza durante tutto l'arco della giornata (sbadiglio in continuazione)
La mattina mi sveglio "scarico" dormo poco e anche quando dormo la testa mi accorgo non riposa.
Il tutto però non mi impedisce di portare avanti i miei compiti Famigliari Professionali e di Hobby
Mi Fido assolutamente della professionalità di chi mi sta seguendo ma ci terrei ad un parere altrettanto professionale sul mio stato attuale e sul percorso che sto facendo
La mia speranza era che con i farmaci la testa mi si "liberasse" e potessi essere + leggero e sereno ma al momento così non è ...ed è un periodo della mia vita dove "problemi reali grossi" per fortuna non ce ne sono
Per completezza di info , mensilmente o bimestralmente incontro il Mio Psicologo e lo Psichiatra di riferimento
Sono un soggetto allergico/asmatico e un paio di volte l'anno devo effettuare cura con Bifosfonati per morbo di padget.
In questo periodo è capitato che nel w.e. assumessi alcool(non all'eccesso ma nemmeno propio moderato)
Vi ringrazio anticipataente per il tempo dedicato e per Vostri consigli/pareri/opinioni in merito.
Salve, stando a quanto scrive sembra che sia la farmacoterapia sia la psicoterapia abbiano aiutato ma che possano essere migliorate. Al suo posto, direi allo psichiatra che non è ancora soddisfatto del miglioramento raggiunto, e chiederei quindi un intervento ulteriore da parte sua. Per quanto riguarda la psicoterapia invece, se ha scritto correttamente, incontri mensili o bimestrali sono assolutamente insufficienti nel consentire un miglioramento per mezzo della psicoterapia. Le consiglierei di affidarsi a un bravo cognitivista o a un bravo analista e intraprendere un percorso psicoterapeutico serio, almeno settimanale, se ha la motivazione e il tempo per sostenerlo
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Buonasera,
dal suo racconto emerge un quadro compatibile con un disturbo d’ansia con componente ruminativa e lieve sintomatologia depressiva, attualmente in trattamento integrato psicoterapia + sertralina + lorazepam.
Il fatto che lei riesca a mantenere funzionamento familiare, lavorativo e sociale è un elemento molto positivo. Significa che, pur con sofferenza soggettiva, la struttura complessiva tiene.
L’andamento “a onde” (settimane meglio e settimane più faticose) è frequente nei primi mesi di stabilizzazione con SSRI. La sertralina richiede in genere alcune settimane a dosaggio terapeutico pieno per esprimere al meglio l’effetto; inoltre, nei disturbi d’ansia il miglioramento è spesso graduale più che “radicale”.
La sensazione che la testa non si stacchi mai dal problema e l’interpretazione dei segnali corporei (pesantezza allo stomaco, vampate, debolezza) rientrano nei meccanismi tipici dell’ansia anticipatoria e dell’ipervigilanza somatica. In questi casi il farmaco può ridurre l’intensità dell’attivazione, ma il lavoro psicoterapeutico è centrale per interrompere il circolo rimuginio–sensazione corporea–preoccupazione.
Alcuni aspetti meritano attenzione e confronto con il suo psichiatra:
– qualità del sonno (risveglio non ristoratore e mente attiva)
– sonnolenza diurna e sbadigli frequenti (che possono essere sia sintomo ansioso-depressivo sia effetto collaterale farmacologico)
– eventuale impatto dell’alcol nel fine settimana, che può interferire sia con il sonno sia con l’assetto dell’ansia nei giorni successivi
– interazioni con altre terapie in corso, che vanno sempre considerate dal medico curante.
È comprensibile la sua aspettativa che “la testa si liberi”. Talvolta però il miglioramento nei disturbi d’ansia non è la scomparsa immediata dei pensieri, ma una loro progressiva perdita di centralità e di carica emotiva. Questo processo può richiedere tempo.
Il percorso che sta facendo appare coerente con le linee guida (integrazione tra psicoterapia e SSRI). Se la sensazione di beneficio parziale dovesse persistere nel tempo, sarà il suo psichiatra a valutare eventuali aggiustamenti di dose o strategie alternative.
Continui a mantenere un dialogo aperto con i professionisti che la seguono: la fiducia che esprime verso di loro è un fattore prognostico importante.
dal suo racconto emerge un quadro compatibile con un disturbo d’ansia con componente ruminativa e lieve sintomatologia depressiva, attualmente in trattamento integrato psicoterapia + sertralina + lorazepam.
Il fatto che lei riesca a mantenere funzionamento familiare, lavorativo e sociale è un elemento molto positivo. Significa che, pur con sofferenza soggettiva, la struttura complessiva tiene.
L’andamento “a onde” (settimane meglio e settimane più faticose) è frequente nei primi mesi di stabilizzazione con SSRI. La sertralina richiede in genere alcune settimane a dosaggio terapeutico pieno per esprimere al meglio l’effetto; inoltre, nei disturbi d’ansia il miglioramento è spesso graduale più che “radicale”.
La sensazione che la testa non si stacchi mai dal problema e l’interpretazione dei segnali corporei (pesantezza allo stomaco, vampate, debolezza) rientrano nei meccanismi tipici dell’ansia anticipatoria e dell’ipervigilanza somatica. In questi casi il farmaco può ridurre l’intensità dell’attivazione, ma il lavoro psicoterapeutico è centrale per interrompere il circolo rimuginio–sensazione corporea–preoccupazione.
Alcuni aspetti meritano attenzione e confronto con il suo psichiatra:
– qualità del sonno (risveglio non ristoratore e mente attiva)
– sonnolenza diurna e sbadigli frequenti (che possono essere sia sintomo ansioso-depressivo sia effetto collaterale farmacologico)
– eventuale impatto dell’alcol nel fine settimana, che può interferire sia con il sonno sia con l’assetto dell’ansia nei giorni successivi
– interazioni con altre terapie in corso, che vanno sempre considerate dal medico curante.
È comprensibile la sua aspettativa che “la testa si liberi”. Talvolta però il miglioramento nei disturbi d’ansia non è la scomparsa immediata dei pensieri, ma una loro progressiva perdita di centralità e di carica emotiva. Questo processo può richiedere tempo.
Il percorso che sta facendo appare coerente con le linee guida (integrazione tra psicoterapia e SSRI). Se la sensazione di beneficio parziale dovesse persistere nel tempo, sarà il suo psichiatra a valutare eventuali aggiustamenti di dose o strategie alternative.
Continui a mantenere un dialogo aperto con i professionisti che la seguono: la fiducia che esprime verso di loro è un fattore prognostico importante.
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