Buona sera. Mio padre(76 anni) ha avuto diversi episodi febbrili da settembre. Sottoposto ad esami d
Buona sera. Mio padre(76 anni) ha avuto diversi episodi febbrili da settembre. Sottoposto ad esami del sangue risultano valori infiammatori alti. Eseguito tac con contrasto la quale reperta qualcosa di sospetto ai polmoni. Richiesta pet tac anche dallo specialista. Ma siccome l'infezione presunta non è stata ancora debellata nonostante gli antibiotici, ci sconsigliano di effettuarla per i falsi positivi. Una tac a fotoni può in qualche modo sostituire la pet almeno fin quando scompaiono gli episodi febbrili?
2 risposte
Buongiorno. Premetto che con il termine tac " a fotoni " immagino intenda la TC Photon Counting di recente introduzione nella pratica clinica. La risposta alla sua domanda è NO nel senso che i due esami di solito vengono utilizzati in contesti clinici differenti. Vero è che la PET 14 FDG risulta spesso positiva nei focolai infettivi polmonari difficimente distinguibili da un processo di altra natura (...). Nel suo caso sarebbe interessante effettuare 1) una revisione critica delle immagini della TC con contrasto già fatta in precedenza alla luce dell'andamento clinico (febbre ?tosse?) e dei valori ematochimici accompagnato da 2) accurata visita infettivologica 3) semmai monitorare con TC del torace a bassa dose. Un saluto
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Buonasera, capisco benissimo la vostra preoccupazione: quando ci sono febbre ricorrente, valori infiammatori alti e un reperto “sospetto” alla TAC, la gestione può diventare complessa e la PET TAC spesso viene richiesta proprio per fare chiarezza. Provo a spiegare con calma. Perché la PET è sconsigliata adesso? Perché qualsiasi processo infiammatorio attivo può accendersi in PET, dando falsi positivi che renderebbero molto difficile distinguere infiammazione da eventuale patologia tumorale. In altre parole: se c’è febbre e infiammazione in corso, la PET rischia di confondere, non chiarire. La TAC a fotoni può sostituirla? La TAC a fotoni (Photon-counting CT) è una tecnologia molto avanzata e ha diversi vantaggi: migliore risoluzione delle immagini, possibilità di caratterizzare meglio alcune lesioni, meno rumore e maggiore sensibilità per dettagli fini. Ma non sostituisce la PET, perché non valuta il metabolismo delle cellule, cioè l’aspetto “funzionale” che permette di capire se qualcosa è attivo, aggressivo, infiammatorio, ecc. Quindi sì, la TAC a fotoni può migliorare l’analisi strutturale del reperto polmonare, ma non può dare le informazioni metaboliche della PET TAC. Cosa può essere utile nell’attesa? Una TAC di controllo (anche a fotoni se disponibile) può essere molto utile per: vedere se la lesione cambia o rimane stabile, ridurre i dubbi legati alla qualità dell’immagine, distinguere meglio noduli infiammatori da noduli sospetti. Considerare una visita pneumologica/infettivologica, soprattutto perché febbre e infiammazione persistono nonostante antibiotici. Valutazione microbiologica o emocolture se non già fatte, per escludere infezioni resistenti. In sintesi La PET TAC meglio rimandarla finché la febbre non si è risolta, perché ora rischia di dare risultati poco affidabili. Una TAC a fotoni può essere un buon esame ponte, perché permette di monitorare e caratterizzare meglio la lesione. La PET sarà utile più avanti, quando il quadro infiammatorio sarà stabile. Se vuole, posso aiutarvi a interpretare meglio il referto TAC o suggerire quali approfondimenti potrebbero essere più mirati. Un caro saluto e un augurio di pronta risoluzione. Dott. Rosario Di Meo Specialista Radiologo
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
