Buona sera, ho 32 anni e purtroppo ho vissuto, nel 2015, nel 2019 e forse nel 2023, 2-3 eventi psico
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Buona sera, ho 32 anni e purtroppo ho vissuto, nel 2015, nel 2019 e forse nel 2023, 2-3 eventi psicotici di tipo NAS.
Il primo è durato 2-3 giorni senza ricovero e senza che venisse notato da altri (ho realizzato successivamente parlandone con uno specialista). In quel periodo ero in cura con antidepressivi e benzodiazepine per una grave depressione.
Il secondo è durato 3 settimane, inizialmente con arrivo in pronto soccorso e 2 settimane di ricovero in un centro specializzato con firma da parte mia per il ricovero volontario. L'ultima settimana l'ho passata a casa con supervisione di familiari e dello specialista che mi aveva e mi ha tutt'ora preso in carico.
In entrambi i casi sono stato curato prima con Risperidone (a cui sembro essere ipersensibile al trattamento) e successivamente con Aripiprazolo, che tutt'ora assumo secondo le dosi prescritte, con occasionali integrazione di Alprazolam per lo stress e l'ansia e sempre secondo prescrizione medica.
Aggiungo che nel 2015 fumavo regolarmente 20 sigaretta al giorno, mentre nel 2019 fumavo 20-30 sigarette al dì, inoltre in quest'ultimo caso avevo smesso di fumare in blocco una settimana prima dell'episodio psicotico.
Ho ripreso successivamente a fumare raggiungendo le 40 sigarette attuali.
Ho probabilmente vissuto un terzo evento psicotico nel 2023 (ero già in cura con Aripiprazolo), che si è placato la sera dello stesso giorno (ho riportato appena possibile l'accaduto allo psichiatra curante). Quest'ultimo episodio era caratterizzato in particolar modo da una cefalea tremenda, tanto da dovermi recare al pronto soccorso. La cefalea si è placata solo con il cortisone datomi per endovena al pronto soccorso.
Le uniche cose che ho notato in comune a tutti questi eventi è una violenta e implacabile cefalea o emicrania iniziale e un forte malessere psichico.
A memoria non sono mai stati eseguiti approfondimenti fisiologici, ma solo psicologici.
Infine aggiungo che soffro di cefalea ed emicranie moderate e forti fin dall'infanzia, queste non sono mai passate usando benzodiazepine o antidolorifici, l'unica volta che sono passate è stata appunto quando mi hanno somministrato il cortisone in pronto soccorso e durante il periodo successivo di calo progressivo del Deltacortene che mi era stato prescritto.
Sottolineo che la terapia a base di Aripiprazolo è stata aumentata pochi giorni fa perché ho riportato un possibile peggioramento, riscontrato dallo psichiatra che mi ha in cura. La settimana precedente c'è stato anche un aumento consistente della cefalea e dell'emicrania.
Dato che mi sento oramai una bomba ad orologeria a livello psichico e comincio a faticare a sopportare queste cefalee ed emicranie croniche, che posso fare?
N.B.: ho già riportato tutto allo psichiatra e allo psicologo che mi hanno in cura, compresa l'ultima affermazione.
Se possibile vorrei dei pareri o consigli a che specialista rivolgermi in modo da chiarire il quadro complessivo a livello fisiologico. A livello psicologico e psichiatrico ribadisco che i problemi elencati stanno già venendo affrontati.
Il primo è durato 2-3 giorni senza ricovero e senza che venisse notato da altri (ho realizzato successivamente parlandone con uno specialista). In quel periodo ero in cura con antidepressivi e benzodiazepine per una grave depressione.
Il secondo è durato 3 settimane, inizialmente con arrivo in pronto soccorso e 2 settimane di ricovero in un centro specializzato con firma da parte mia per il ricovero volontario. L'ultima settimana l'ho passata a casa con supervisione di familiari e dello specialista che mi aveva e mi ha tutt'ora preso in carico.
In entrambi i casi sono stato curato prima con Risperidone (a cui sembro essere ipersensibile al trattamento) e successivamente con Aripiprazolo, che tutt'ora assumo secondo le dosi prescritte, con occasionali integrazione di Alprazolam per lo stress e l'ansia e sempre secondo prescrizione medica.
Aggiungo che nel 2015 fumavo regolarmente 20 sigaretta al giorno, mentre nel 2019 fumavo 20-30 sigarette al dì, inoltre in quest'ultimo caso avevo smesso di fumare in blocco una settimana prima dell'episodio psicotico.
Ho ripreso successivamente a fumare raggiungendo le 40 sigarette attuali.
Ho probabilmente vissuto un terzo evento psicotico nel 2023 (ero già in cura con Aripiprazolo), che si è placato la sera dello stesso giorno (ho riportato appena possibile l'accaduto allo psichiatra curante). Quest'ultimo episodio era caratterizzato in particolar modo da una cefalea tremenda, tanto da dovermi recare al pronto soccorso. La cefalea si è placata solo con il cortisone datomi per endovena al pronto soccorso.
Le uniche cose che ho notato in comune a tutti questi eventi è una violenta e implacabile cefalea o emicrania iniziale e un forte malessere psichico.
A memoria non sono mai stati eseguiti approfondimenti fisiologici, ma solo psicologici.
Infine aggiungo che soffro di cefalea ed emicranie moderate e forti fin dall'infanzia, queste non sono mai passate usando benzodiazepine o antidolorifici, l'unica volta che sono passate è stata appunto quando mi hanno somministrato il cortisone in pronto soccorso e durante il periodo successivo di calo progressivo del Deltacortene che mi era stato prescritto.
Sottolineo che la terapia a base di Aripiprazolo è stata aumentata pochi giorni fa perché ho riportato un possibile peggioramento, riscontrato dallo psichiatra che mi ha in cura. La settimana precedente c'è stato anche un aumento consistente della cefalea e dell'emicrania.
Dato che mi sento oramai una bomba ad orologeria a livello psichico e comincio a faticare a sopportare queste cefalee ed emicranie croniche, che posso fare?
N.B.: ho già riportato tutto allo psichiatra e allo psicologo che mi hanno in cura, compresa l'ultima affermazione.
Se possibile vorrei dei pareri o consigli a che specialista rivolgermi in modo da chiarire il quadro complessivo a livello fisiologico. A livello psicologico e psichiatrico ribadisco che i problemi elencati stanno già venendo affrontati.
buon pomeriggio, si dovrebbe informare per l'esistenza di un centro cefalee nella sua zona, è gestito da neurologi, sono loro gli specialisti a cui rivolgersi per iniziare a valutare tale sintomatologia.
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Gentile utente,
Il fatto che i suoi episodi psicotici siano sistematicamente preceduti o accompagnati da una cefalea violenta che risponde solo al cortisone è un segnale clinico estremamente prezioso che non va trascurato. In medicina, questa associazione suggerisce che la causa potrebbe non essere esclusivamente psichiatrica, ma risiedere in una base organica di tipo infiammatorio o vascolare. La risposta positiva al cortisone, un potente antinfiammatorio e immunosoppressore, sposta infatti l'attenzione verso possibili quadri di neuroinfiammazione o di cefalee autonomico-trigeminali che, per l'intensità del dolore e il coinvolgimento biochimico, possono agire da "trigger" per scompensi psicotici in soggetti vulnerabili.
Per chiarire il quadro a livello fisiologico, lo specialista di riferimento a cui rivolgersi con priorità è un neurologo esperto in un Centro Cefalee, in team con un immunolofo, per poter escludere forme rare di encefalite autoimmune o vasculiti del sistema nervoso centrale che possono esordire proprio con emicrania intrattabile e sintomi psichiatrici. A livello di esami, oltre alla risonanza magnetica encefalica con mezzo di contrasto per studiare i vasi e le meningi, potrebbe essere utile un elettroencefalogramma (EEG) per escludere attività epilettica silente che talvolta mima la psicosi, e uno screening ematico completo per i markers dell'infiammazione e degli auto-anticorpi neuronali.
Altro dato utile è Il fatto che l'episodio del 2019 sia esploso dopo una sospensione brusca del fumo, che suggerisce che il suo equilibrio neurochimico sia estremamente sensibile alle variazioni metaboliche repentine. Un inquadramento diagnostico che includa anche una valutazione neuro-vascolare e immunologica potrebbe finalmente dare un nome a questa "scintilla" fisica, permettendo di affiancare alla terapia psichiatrica una cura specifica per la componente organica del dolore, riducendo così il rischio di nuove ricadute.
Cordialmente
Dottor Jacopo Musolino
Il fatto che i suoi episodi psicotici siano sistematicamente preceduti o accompagnati da una cefalea violenta che risponde solo al cortisone è un segnale clinico estremamente prezioso che non va trascurato. In medicina, questa associazione suggerisce che la causa potrebbe non essere esclusivamente psichiatrica, ma risiedere in una base organica di tipo infiammatorio o vascolare. La risposta positiva al cortisone, un potente antinfiammatorio e immunosoppressore, sposta infatti l'attenzione verso possibili quadri di neuroinfiammazione o di cefalee autonomico-trigeminali che, per l'intensità del dolore e il coinvolgimento biochimico, possono agire da "trigger" per scompensi psicotici in soggetti vulnerabili.
Per chiarire il quadro a livello fisiologico, lo specialista di riferimento a cui rivolgersi con priorità è un neurologo esperto in un Centro Cefalee, in team con un immunolofo, per poter escludere forme rare di encefalite autoimmune o vasculiti del sistema nervoso centrale che possono esordire proprio con emicrania intrattabile e sintomi psichiatrici. A livello di esami, oltre alla risonanza magnetica encefalica con mezzo di contrasto per studiare i vasi e le meningi, potrebbe essere utile un elettroencefalogramma (EEG) per escludere attività epilettica silente che talvolta mima la psicosi, e uno screening ematico completo per i markers dell'infiammazione e degli auto-anticorpi neuronali.
Altro dato utile è Il fatto che l'episodio del 2019 sia esploso dopo una sospensione brusca del fumo, che suggerisce che il suo equilibrio neurochimico sia estremamente sensibile alle variazioni metaboliche repentine. Un inquadramento diagnostico che includa anche una valutazione neuro-vascolare e immunologica potrebbe finalmente dare un nome a questa "scintilla" fisica, permettendo di affiancare alla terapia psichiatrica una cura specifica per la componente organica del dolore, riducendo così il rischio di nuove ricadute.
Cordialmente
Dottor Jacopo Musolino
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