Buona sera, ho 28 anni. Soffro di depressione reattiva con sintomatologia simile a disturbo post tr
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risposte
Buona sera, ho 28 anni.
Soffro di depressione reattiva con sintomatologia simile a disturbo post traumatico da stress in seguito a due eventi che si sono succeduti e che provo brevemente a descrivere:
- nel 2019 la persona con cui stavo sparisce nel nulla (storia tormentata e a distanza) negandosi ogni volta che provavo a contattarla per sapere che fine avesse fatto. Aggiungo che la sparizione è avvenuta dopo avermi detto cose del tipo "tu puoi fare quello che vuoi, se anche mi facessi un male atroce, io non sparirò mai"
- nei tre anni successivi, il ragazzo con cui stavo prima di avere questa relazione, si avvicina a me e mi tira su, letteralmente, mi rimette in piedi apparentemente senza nessun rancore (nonostante fosse stato lasciato proprio per l'altro). Dopo due anni decidiamo di riprovarci. Parte per un viaggio di lavoro e non torna più ripetendomi ogni giorno che vorrebbe tanto tornare, ma non ci riesce perché nei tre anni precedenti ha accumulato rancore e odio e avverte nei miei confronti solo desiderio di vendetta.
Io sto molto male, al punto che non sto riuscendo a tornare a lavorare (non perché non mi senta di farlo, ma perché il lavoro è nella città in cui ho vissuto entrambe le storie e in cui ora sarei completamente sola a contemplare le macerie della mia vita distrutta). Soffro di attacchi di ira in media una- due volte al giorno. Io e il primo ragazzo non ci sentiamo più (a eccezione di un messaggio di qualche settimana fa in cui ribadiva di non sentirsela di avere rapporti con me), io e il secondo ragazzo ci sentiamo invece quotidianamente.
Io credo di non poter avere una vita senza di lui (la storia in tutto, è durata 15 anni, togliendo i tre anni in cui stavo con l'altro). Mi sento rifiutata da entrambi, nonostante le belle parole di quello che dice che vuole tornare che, però, da mesi rimangono solo parole.
Prendo quietapina 3 volte al giorno e gocce di EN in caso di bisogno e seguo percorso di psicoterapia da ottobre. Il tutto prescritto dalla psichiatra a cui mi sono rivolta. Non vedo miglioramenti, anzi il fatto di non poter lavorare ha certamente peggiorato tutto. Avverto una solitudine mostruosa da cui mi sento divorata. Il sintomo che avverto più spesso è,però, un'inconciliabilità tra la mia mente e la realtà. Non sopporto la mia vita. Attualmente vivo con i miei che fanno di tutto per capirmi e supportarmi ma non sempre ci riescono, comportandosi come se le manifestazioni del mio stato dipendessero da me. Da qui derivano forti agitazioni da parte loro e frasi del tipo: "tu stai male ma credi che noi a vederti così stiamo meglio?". Da sola al momento non potrei vivere anche perché da diverse settimane ho ormai smesso di mangiare regolarmente e sono estremamente debole.
Soffro di depressione reattiva con sintomatologia simile a disturbo post traumatico da stress in seguito a due eventi che si sono succeduti e che provo brevemente a descrivere:
- nel 2019 la persona con cui stavo sparisce nel nulla (storia tormentata e a distanza) negandosi ogni volta che provavo a contattarla per sapere che fine avesse fatto. Aggiungo che la sparizione è avvenuta dopo avermi detto cose del tipo "tu puoi fare quello che vuoi, se anche mi facessi un male atroce, io non sparirò mai"
- nei tre anni successivi, il ragazzo con cui stavo prima di avere questa relazione, si avvicina a me e mi tira su, letteralmente, mi rimette in piedi apparentemente senza nessun rancore (nonostante fosse stato lasciato proprio per l'altro). Dopo due anni decidiamo di riprovarci. Parte per un viaggio di lavoro e non torna più ripetendomi ogni giorno che vorrebbe tanto tornare, ma non ci riesce perché nei tre anni precedenti ha accumulato rancore e odio e avverte nei miei confronti solo desiderio di vendetta.
Io sto molto male, al punto che non sto riuscendo a tornare a lavorare (non perché non mi senta di farlo, ma perché il lavoro è nella città in cui ho vissuto entrambe le storie e in cui ora sarei completamente sola a contemplare le macerie della mia vita distrutta). Soffro di attacchi di ira in media una- due volte al giorno. Io e il primo ragazzo non ci sentiamo più (a eccezione di un messaggio di qualche settimana fa in cui ribadiva di non sentirsela di avere rapporti con me), io e il secondo ragazzo ci sentiamo invece quotidianamente.
Io credo di non poter avere una vita senza di lui (la storia in tutto, è durata 15 anni, togliendo i tre anni in cui stavo con l'altro). Mi sento rifiutata da entrambi, nonostante le belle parole di quello che dice che vuole tornare che, però, da mesi rimangono solo parole.
Prendo quietapina 3 volte al giorno e gocce di EN in caso di bisogno e seguo percorso di psicoterapia da ottobre. Il tutto prescritto dalla psichiatra a cui mi sono rivolta. Non vedo miglioramenti, anzi il fatto di non poter lavorare ha certamente peggiorato tutto. Avverto una solitudine mostruosa da cui mi sento divorata. Il sintomo che avverto più spesso è,però, un'inconciliabilità tra la mia mente e la realtà. Non sopporto la mia vita. Attualmente vivo con i miei che fanno di tutto per capirmi e supportarmi ma non sempre ci riescono, comportandosi come se le manifestazioni del mio stato dipendessero da me. Da qui derivano forti agitazioni da parte loro e frasi del tipo: "tu stai male ma credi che noi a vederti così stiamo meglio?". Da sola al momento non potrei vivere anche perché da diverse settimane ho ormai smesso di mangiare regolarmente e sono estremamente debole.
Salve,
è già seguita da uno specialista ed insieme potrete trovare la strada farmacologica e psicoterapeutica che potrà aiutarla a risollevarsi da questa situazione. Il fatto che per ora non ci siano miglioramenti indica che state ancora costruendo il percorso adeguato.
Una buona giornata
è già seguita da uno specialista ed insieme potrete trovare la strada farmacologica e psicoterapeutica che potrà aiutarla a risollevarsi da questa situazione. Il fatto che per ora non ci siano miglioramenti indica che state ancora costruendo il percorso adeguato.
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