Buon giorno Dottore Vorrei gentilmente vostro papere sto facendo il mio 3 tentativo di fivet Due
Buon giorno Dottore Vorrei gentilmente vostro papere sto facendo il mio 3 tentativo di fivet Due precedenti erano 2 biochimiche Ho la prolattina 55 e sto prendendo dostinex 1/2 p 2 volte al settimana Dottoressa mi ha detto di prenderlo fino le beta Ieri al 3 giorno di stimolazione avevo progesterone 1,3 e com’è precedenti volte ho preso 0,5 di Decadron per abbassarlo La mia domanda è posso prendere Dostinex e Decadron durante stimolazione e poi Dostinex fino le beta o può influire negativamente su eventuale impianto di embrioni?E se eventualmente devo monitorare prolattina nel post transfer?Scusatemi se mi sono prolungata La ringrazio in anticipo per la risposta
4 risposte
Gentile utente entrambi le terapie sono compatibili con la preparazione ormonale a FIVET. Dal momento in cui le beta saranno positive sospende Dostinex come indicato dai colleghi. La prolattina nn va monitorata durante la gravidanza ovviamente (in caso ci fosse gia una diagnosi di adenoma ipofisario va invece monitorato tramite diagnostica strumentale e terapia orale cn bromocriptina). Si affidi al suo endocrinologo di fiducia, saluti
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Le due terapia sono perfettamente compatibili. C'è da valutare se continuare il farmaco per la iperPRL, che non è detto debba essere sospeso se permangono elevati livelli di PRL.
Buongiorno, la situazione che descrive è abbastanza comune nei percorsi di fecondazione assistita, soprattutto quando si associano alterazioni della prolattina o del profilo ormonale in fase di stimolazione. L’uso del Dostinex (cabergolina) per controllare la prolattina è in genere compatibile con i protocolli di stimolazione ovarica, e continuarlo fino al dosaggio delle beta, come indicato dalla sua ginecologa, non è in linea di massima controindicato. Analogamente, il Decadron (desametasone) viene talvolta impiegato per modulare il progesterone o altri parametri endocrini; se prescritto e dosato correttamente, non ci sono evidenze solide che interferisca negativamente con l’impianto embrionale, soprattutto nei brevi schemi usati in stimolazione. In ogni caso, la gestione ottimale richiede un monitoraggio attento, sia clinico che laboratoristico: in alcune pazienti può essere utile controllare la prolattina anche nel post-transfer, per verificare che resti ben regolata, ma la decisione va sempre personalizzata in base alla storia clinica e alla risposta alla terapia. Lavoro anche presso il Centro Palmer, dove da anni mi occupo di endocrinologia della riproduzione, e nei casi come il suo la strategia migliore è sempre quella di mantenere una stretta collaborazione tra ginecologo e endocrinologo, così da adattare le terapie passo passo e massimizzare le possibilità di impianto e di gravidanza evolutiva.
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