Bruciore e pesantezza dopo terapia prolungata con pantoprazolo Il 17 giugno ho avuto un episodio im

Bruciore e pesantezza dopo terapia prolungata con pantoprazolo Il 17 giugno ho avuto un episodio improvviso di dolore molto forte nella parte alta dell’addome, tanto da recarmi in Pronto Soccorso. Nei giorni precedenti avevo assunto Brufen e mi è stata ipotizzata una possibile gastrite o lesione gastrica da FANS, non ancora confermata mediante esofagogastroduodenoscopia. Dal 18 giugno ho assunto pantoprazolo: per i primi 14 giorni, poi 20 mg al giorno, insieme a Esox One al bisogno. Dopo la prima settimana il dolore era completamente scomparso e per diverse settimane sono stato molto bene, senza bruciore né pesantezza. Negli ultimi 7–10 giorni sono invece comparsi lieve bruciore dopo i pasti, pesantezza e una sensazione di “stomaco non in equilibrio”. Non ho più assunto FANS, non bevo alcol né caffè e ho seguito un’alimentazione prudente. Questi sintomi mi provocano molta apprensione, perché temo il ritorno dell’episodio acuto. Poiché il pantoprazolo può causare disturbi digestivi, ho esposto alla mia dottoressa il dubbio che potesse contribuire ai sintomi. Con il suo consenso ho sospeso la terapia dopo circa sei settimane. A circa 27 ore dall’ultima compressa avverto ancora un lieve bruciore, ma meno fastidioso rispetto al giorno precedente. Sto assumendo Esox One al bisogno. L’esofagogastroduodenoscopia è prenotata per il 10 settembre. Vorrei chiedere: 1. È plausibile che pesantezza e lieve bruciore siano effetti del pantoprazolo dopo diverse settimane di terapia? 2. Dopo la sospensione può comparire acidità di rimbalzo, e quanto può durare? 3. Il bruciore potrebbe invece dipendere da una mucosa non ancora completamente guarita? 4. Sarebbe opportuno eseguire nel frattempo un test per Helicobacter pylori? Grazie

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Buongiorno. Il quadro che descrive, soprattutto considerando il precedente utilizzo di Brufen e il netto miglioramento iniziale con pantoprazolo, è compatibile con una problematica gastrica/acido-correlata, ma sarà la gastroscopia già programmata a fornire informazioni più precise. Rispondendo alle sue domande: 1. Il pantoprazolo può causare disturbi gastrointestinali, ma bruciore e pesantezza dopo i pasti non sono necessariamente effetti del farmaco. Possono appartenere anche alla patologia per la quale il pantoprazolo era stato prescritto o a una concomitante dispepsia. Il fatto che sia stato bene per diverse settimane durante la terapia rende difficile attribuire con certezza i nuovi sintomi al farmaco. 2. Dopo la sospensione di un PPI può verificarsi una temporanea ipersecrezione acida di rimbalzo, soprattutto dopo alcune settimane di trattamento. Può manifestarsi con bruciore, acidità o rigurgito nei giorni successivi alla sospensione e generalmente tende progressivamente a ridursi nell'arco di alcuni giorni o settimane. Pertanto non giudicherei l'effetto della sospensione dopo appena 27 ore. 3. È certamente possibile anche che la mucosa gastrica non sia ancora completamente guarita oppure che il problema iniziale non fosse esclusivamente legato ai FANS. Senza gastroscopia non possiamo sapere se vi fosse effettivamente una gastrite, un'erosione o un'ulcera. Il fatto che il dolore intenso iniziale sia scomparso e che attualmente presenti soltanto disturbi lievi è comunque un elemento rassicurante. 4. Per quanto riguarda Helicobacter pylori, verificarne la presenza è ragionevole. Tuttavia i PPI possono determinare risultati falsamente negativi sia con alcuni test non invasivi sia con i test eseguiti durante la gastroscopia. In genere, per breath test, antigene fecale e test bioptici è consigliata una sospensione dei PPI di circa 2 settimane, quando clinicamente possibile. Visto che la gastroscopia è già fissata per il 10 settembre, informerei quindi l'endoscopista della data esatta dell'ultima assunzione di pantoprazolo: potrà decidere come ricercare H. pylori e, se necessario, programmare successivamente un test affidabile. Nel frattempo eviterei naturalmente i FANS e continuerei a seguire le indicazioni della sua dottoressa senza modificare autonomamente la terapia. Se invece dovessero ricomparire un dolore intenso come quello iniziale, vomito persistente, sangue nel vomito, feci nere, marcata debolezza o altri sintomi importanti, sarebbe opportuna una rivalutazione urgente. Nel complesso, con sintomi attualmente lievi e una gastroscopia già programmata a breve, non vedo nel suo racconto elementi che debbano far pensare automaticamente al ritorno di una complicanza acuta: l'esame permetterà soprattutto di chiarire finalmente quale sia la causa dei disturbi.

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