A seguito di un ovariectomia, in base a cosa si sceglie di somministrare la chemioterapia adiuvante

A seguito di un ovariectomia, in base a cosa si sceglie di somministrare la chemioterapia adiuvante o preventiva? Può essere somministrata anche a seguito di esami istologici negativi? Inoltre una chemioterapia adiuvante quanto è meno potente e meglio tollerata di una “normale” chemioterapia? Per concludere fino a quanto, parlando in termini statistici, riesce a ridurre le possibilità di recidive suddetta cura?

1 risposta


Salve, se ho ben capito ha rimosso l’ovaio per sospetta patologia. Se fosse tumore ovarico questo richiederebbe una adeguata stadi azione chirurgica per rimuovere tutta l’ eventuale malattia macroscopicamente visibile e poi terapia adiuvante. Ma tutto ciò è strettamente legato al tipo istologico e allo stadio. Diversamente, se la patologia rimossa è benigna non deve fare nessun tipo di trattamento

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