Dott. Andrea Alessandrini

Psicologo · Altro

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Esperienze

A volte ci si può ritrovare a vivere momenti difficili, dolorosi, dove non si sa più che direzione prendere. E quando siamo presi da indecisioni o emozioni troppo intense, può essere d'aiuto prendersi un momento per chiedersi cosa sta succedendo. 
Chiedere aiuto e farsi aiutare è uno degli atti più coraggiosi che si possano mai fare nella vita.  

Sono uno psicologo clinico laureato presso l'università di Bologna e mi sto specializzando come psicoterapeuta della Gestalt, ad indirizzo fenomenologico-esistenziale. 
Nel mio studio, accolgo persone che stanno attraversando varie difficoltà esistenziali o più in generale momenti di criticità, cercando di costruire insieme alla persona un clima di fiducia, di rispetto e soprattutto un ambiente privo di giudizio.

Partendo dalla problematica o dal bisogno che viene portato, verrà accolto empaticamente il tuo vissuto, sarà promossa la consapevolezza rispetto a ciò, sarai accompagnato e supportato al fine di ridare un senso a ciò che stai vivendo per ritrovare quel benessere che tutti possono trovare. 

Negli ultimi 7 anni ho fatto diverse esperienze lavorative, alcune tutt'ora in corso, in contesti di comunità residenziali e semi-residenziali con minori con diverse problematiche psicopatologiche. Inoltre, per un periodo di tempo, ho lavorato in una struttura di accoglienza per persone senza fissa dimora, esperienza che umanamente e professionalmente mi ha regalato molto.

Voler ritrovare la bussola della propria esistenza è un atto di coraggio.  

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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  • Colloquio psicologico

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  • Consulenza online

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  • Colloquio psicologico clinico

    40 €

  • Colloquio psicologico individuale

    40 €

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Studio di Psicologia Dr. Andrea Alessandrini

Corso Cavour, 15, Cesena 47521

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ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera a tutti, mi chiamo Michele, ho 22 anni e vivo a Roma.
Nell’ultimo periodo mi sto trovando davvero in difficoltà, in balia di due persone a me molto vicine. Qualche mese fa mi sono fidanzato con una ragazza (S) con la quale mi trovavo molto bene, ridevamo, scherzavamo, insomma con lei ero me stesso. Il fatto è che la sua migliore amica (G) (che è anche la mia trall’altro), è sempre stata nei miei pensieri e per farvela breve tra noi due c’è sempre stata un’attrazione reciproca (repressa da sempre). Io e G ci conosciamo da quando siamo piccoli, siamo cresciuti insieme e col tempo si è instaurato quasi un legame fraterno, ci vogliamo un bene dell’anima. Il fatto è che io per tutti i mesi del fidanzamento/frequentazione con S non ho fatto altro che pensare alla mia migliore amica, e cercavo di scacciare questo pensiero perché mi faceva sentire estremamente in colpa.
Nel corso dei mesi G ha avuto un paio di problemi con il suo fidanzato, si sono lasciati e quindi ha cercato appoggio verso di me, che io le ho dato perché da amico ci sono e ci sarò sempre per lei. Purtroppo è capitato che una sera siamo usciti insieme in un pub, ci siamo ubriacati e abbiamo passato la notte insieme presi forse dalla foga del momento. La mattina seguente per me è stato uno shock ritrovarmi lì con lei, il senso di colpa mi stava uccidendo ma allo stesso tempo non riuscivo a dimenticarmi di quanto ero stato bene, perché io ero fortemente attratto da lei e lei da me.
Mi sono sentito uno schifo, un mostro, un essere immondo e non riuscivo più a guardare in faccia quella che era la mia “fidanzata”.
So di essere una persona pessima, un fidanzato orribile, ma al cuore non si comanda ed io penso di essermi messo con S per cercare di dimenticare G e della mia attrazione verso di lei, perché essendo la mia migliore amica avevo paura che il nostro rapporto si rovinasse per via del mio sentimento.
P.S. Io e S ci siamo lasciati poco tempo fa in seguito ad alcuni messaggi che ho visto sul suo telefono e che raffigura lei che si scriveva con un altro ragazzo. In seguito a ciò io e G abbiamo cominciato a frequentarci assiduamente e non c’è giorno in cui non stiamo insieme, che ci sentiamo o ci scriviamo. Io sono innamorato di lei, e credo di esserlo sempre stato, purtroppo è questa la verità.
Voi che consigli mi date? Scrivo anche a nome di G che si sente in colpa di star facendo “questo” alla sua migliore amica, ma pure lei la pensa come me e non riesce a reprimere il sentimento che prova nei miei confronti.
Scusate per il disturbo, grazie in anticipo per le risposte che mi darete

Ciao Michele,
Premesso che è difficile dare consigli senza una conoscenza diretta e all'interno di un contesto relazionale che possa accogliere e comprendere le molte sfaccettature di ciò che riporti, mi sembra di capire che te e questa ragazza (G) proviate sentimenti reciproci, come scrivevi te infatti "un'attrazione reciproca (repressa da sempre)". Le relazioni di amore sono una delle cose più belle che si possano esperire durante la vita. Ciò nonostante, sono anche difficili. Inoltre, i sentimenti che possiamo provare, soprattutto quelli che hanno a che vedere con l'amore, hanno una forte influenza su di noi, se non fosse così non proveremmo mai quelle bellissime emozioni di fronte alla persona a noi cara o alla persona che ci piace o verso cui siamo attratti. Un primo passo per capire meglio i propri sentimenti e decidere poi di mettere in atto determinate situazioni è quello di accogliere ciò che uno prova e sente, e avere uno sguardo compassionevole verso di sé, cercando di non giudicarsi. Seguire i propri sentimenti, d'altra parte, necessita di una presa di responsabilità, non in termini di colpa sia chiaro, bensì in termini dell' aver contezza che ogni scelta, nel bene e nel male, ha delle conseguenze piacevoli e/o spiacevoli. L'importante è seguire ciò che uno sente.
Purtroppo, non ho dei consigli precisi da darti su cosa fare o cosa non fare, sarebbe sciocco da parte mia dirti quale direzione sia giusta per te, perché ognuno di noi ha la propria bussola e, nel bene e nel male, ognuna indica una direzione diversa a seconda dei propri sentimenti e delle proprie storie di vita.
Con la speranza che tutto ciò possa esserti di aiuto, ti auguro una buona serata!

Dott. Andrea Alessandrini

Inizio con il dire che non é per me un bel periodo e che queste cose mi succedono spesso: Molto brevemente ultimamente mi sento tremendamente in colpa quasi da farmi schifo per esperienze di masturbazione che ho fatto quando ero piu piccolo .Quando avevo penso non so 16 anni circa o 17 adesso non ricordo bene. Mi é capitato durante la masturbazione di sperimentare con il mio corpo anche incuriosito tramite articoli che avevo trovato online. Senza entrare troppo nei dettagli qualche volta ho provato la pratica dell'auto fellatio senza neanche riuscirci benissimo in realta da quello che ricordo e avevo provato a stimolare il punto L che se non sbaglio si trova dietro la prostata e si puo stimulare attraverso il sedere.
Queste sono cosa molto lontane dalla visione che ho della vita ,sono una persona che tende a romanticizzare un po tutto ed é la cosa che mi piace molto di me, e ricordare queste esperienze mi fanno stare molto male e mi allontano dall"idea che vorrei avere di me e del mondo. Tendo a pensare che le persone se sapessero di queste mie esperienze non riuscirebbero ad amarmi perche penso di non riuscirci io in primis. Non so come fare , non penso di essere solo io al mondo ad aver provato queste cose eppure mi sento cosi male pensandoci,perche le altre persone riescono a lasciare andare e dimenticare mentre io no ?. Penso,nonostante i difetti che ho di essere una brava persona perche i miei amici me lo dicono spesso . Ma queste cose mi fanno dimenticare tutto cio e mi fanno sentire solo e non capito. Tendo ad avere il bisogno irrefrenabile di raccontare tutto di me per potermi sentire amato al 100% . Infatti con la mia ex ragazza avevo accennato una di queste esperienze e lei non ci aveva fatto per nulla caso in senso buono,infatti era stato per me come tirare fuori un macigno.Mi serve aiuto per poter stare meglio con me stesso e imparare ad amarmi perche sto davvero male.

Buon pomeriggio,
Innanzitutto vorrei rassicurarti dicendo che la curiosità verso il proprio corpo non è problema. Immagino e comprendo la difficoltà a parlare di questo ma volevo apprezzare il coraggio che hai avuto nello scrivere tutto ciò. Il sentimento della colpa nasce quando commettiamo un atto che viene giudicato o pensiamo che sarà giudicato come qualcosa di socialmente inaccettabile o quando tale atto ferisce una persona a noi cara. In questo caso, la masturbazione, come atto che una persona fa in autonomia per procurarsi piacere erotico, è un tema che a livello sociale e nella nostra cultura è stato per molto tempo visto come qualcosa di riprovevole se non peccaminoso, anche se in realtà non ha nulla a che fare con ciò. Anzi, molte ricerche a riguardo, dimostrano che la masturbazione può avere degli effetti benefici sulla salute. Al di là di ciò, molti preconcetti che "assorbiamo" durante l'infanzia e l'adolescenza influenzano il modo in cui viviamo le nostre esperienze, portandoci a giudicare negativamente noi stessi anche se non si è commesso nulla di particolare o di grave. Come mi piace dire spesso, avere uno sguardo compassionevole per sé stessi (che non vuol dire essere autoindulgenti o raccontarsela) e cercare di accogliere i propri bisogni, desideri ed emozioni, può aiutare a stare meglio con sé e a volersi un po' più bene.
Con la speranza che quanto detto possa esserti di aiuto, ti auguro un buon weekend!

Dott. Andrea Alessandrini

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