Esperienze
Sono il dottor Alfredo Ciriello, psicologo iscritto all'Albo A della Regione Lombardia, con esperienza nel supporto psicologico rivolto ad adolescenti, giovani adulti e adulti.
Accompagno le persone in percorsi personalizzati per affrontare e superare momenti di stress, ansia, lutto e tristezza. Offro consulenze individuali e di coppia, con l’obiettivo di favorire la comprensione profonda delle difficoltà personali e relazionali, per ritrovare equilibrio e benessere nella vita quotidiana.
Principali patologie trattate
- Autostima
- Difficoltà relazionali
- Ansia
- Crisi di coppia
- Ansia da prestazione
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Consulenza online
60 € -
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Consulenza psicologica
60 € -
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Prima Visita
60 € -
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Sostegno psicologico
60 € -
Indirizzo
Disponibilità
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ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
ho pensato molte volte di scrivere qui per ricevere un consiglio da parte di professionisti, e finalmente oggi (dopo quasi un anno) ho preso coraggio.
Nel mese di giugno dell’anno precedente, a un evento della mia città dove mi trovavo con una mia amica, ho conosciuto quest’uomo. Inizio premettendo che lui è 20 anni più grande di me…
Nonostante ciò, fin da subito ho sentito una leggera attrazione nei suoi confronti, non solo fisica - essendo molto affascinante - ma anche a livello caratteriale; fin da subito, chiacchierando con lui abbiamo notato molte cose in comune tra noi, insomma mi sembrava quasi di parlare con un mio coetaneo!
Per non portarla alla lunga, io e lui abbiamo parlato tutta l’estate, sviluppando una vera e propria confidenza, e d’estate, verso luglio, ci siamo visti alcune volte (classiche esperienze estive, ma oltre al bacio non si è andato oltre.)
Dopo qualche mese abbiamo spesso di parlare, ho troncato tutto io sia perché notavo da parte mia veri e propri sentimenti, sia perché ho provato ad iniziare una frequentazione con un mio coetaneo. Questa frequentazione - che si è tramutata in una relazione - è durata quasi mezzo anno, fino a quando le cose non sono iniziate ad andare male, e io in un forte periodo di stress (sia in questa relazione, che nella vita in generale, per degli eventi capitati) mi sono trovata nuovamente a pensare a quest’uomo, fino a quando non siamo tornati a chiacchierare/sentirci sporadicamente.
So di star facendo una cosa relativamente sbagliata, parlare con una persona più grande di me non so che fine abbia, né da parte sua che da parte mia. Ma quando parlo con lui mi sento compresa, capita. Cosa che non ho mai visto nella mia ultima relazione.
Ecco ora la mia domanda è: cosa c’è di sbagliato in me per trovarmi meglio con le persone con cui condivido una significativa differenza d’età?
Mi sono sempre reputata una ragazza molto più matura della mia età anagrafica - sarà anche perché sono dovuta crescere molto in fretta, affrontando il divorzio dei miei genitori in tenera età e non avendo mai avuto una figura paterna presente, non lo vedo e non lo sento da dieci anni -, e noto spesso questa differenza di maturità proprio con i miei coetanei.
Spero che la mia domanda (seppur molto lunga) non sia inopportuna, ma è un dubbio che mi tormenta da parecchio.
Mi scuso anche per qualche errore di battitura!
Grazie in anticipo.
Buongiorno, la sua domanda è molto carica di vissuto, ma cercherò di darle una risposta soddisfacente - per quanto possibile visto il mezzo. Sposterei innanzitutto il focus dal cosa c'è di sbagliato in me a "qual è il mio reale bisogno?". Non c'è nulla di sbagliato nel cercare un partner più grande, come giustamente afferma lei da lui si sente "capita" e questa risonanza emotiva è molto importante. Per quanto riguarda la tematica del divorzio dei suoi genitori, questo è un elemento che potrebbe essere ulteriormente approfondito in seduta.
Buongiorno, la relazione con il mio compagno è in difficoltà per via della sua tendenza a rientrare ubriaco.
Una volta al mese circa capita che dopo essere uscito con gli amici del calcio rientri a casa ubriaco, a me questo turba perchè sono astemia e non mi piace vederlo ubriaco.
Mi ha promesso che non avrebbe più guidato ubriaco, ma mi chiede di concedergli quest'uscita mensile per divertirsi.
Considerando che i suoi amici li vede ogni giorno per una birra al circolo, questa sua richiesta è normale o sono io esagerata?
Gentile utente, mi soffermerei più su cosa prova lei quando il suo compagno ritorna a casa ubriaco. Si sente svalutata? Non rispettata? Ha provato a parlare col suo compagno sul perché non vuole prendere un taxi o farsi accompagnare invece di guidare ubriaco? Sarebbe opportuno parlarne in modo più rilassato in seduta.
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