Esperienze

  • 04/2016 – 09/2017 – Educatrice all’infanzia in comunità per minori, centri diurni ed educativa domiciliare, Cooperativa Sociale Nuova Dimensione, Perugia.

  • 04/2018 – 06/2019 – Operatrice socio-assistenziale in comunità mamma-bambino e negli incontri protetti, Cooperativa Utopia 2000, Bevagna (PG).

  • 09/2019 – 02/2020 – Conduzione di seminari formativi e informativi su tematiche psicologiche, Istituto Lennon, Sinalunga (SI).

  • 01/2021 – 03/2021 – Docente presso scuola primaria, Gessate (MI).

  • 12/2021 – Educatrice domiciliare, Cooperativa Sociale Esperia 2000, Siracusa.

  • 2021 – Educatrice domiciliare, Cooperativa Sociale Mondo Nuovo, Priolo (SR).

  • 2022 – in corso – Psicologa libera professionista presso Studio Associato Euthymia, Siracusa.

  • 2022 – in corso – Psicologa presso piattaforma online di supporto psicologico.

  • Dal 2022 – in corso – Convenzione per prestazioni di sostegno psicologico per le Forze Armate, SI.NA.FI – Sindacato Nazionale Finanzieri, Siracusa.

"Talvolta è necessario attraversare la tempesta per poter rinascere!"

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Parent training

    50 €

  • Psicoterapia di coppia

    60 €

  • Psicoterapia familiare

    65 €

  • Psicoterapia online


Indirizzo

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Dott.ssa Alessia Riela

Via Grottasanta, 225, Siracusa 96100

Disponibilità

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su Depressione

Buonasera,sono una signora di 54 anni.non ho avuto vita facile,nel senso che ho cresciuto mia figlia da sola,separandomi quando mia figlia aveva tre anni.mi mando'all ospedale con timpano perforato e me ne dovetti poi andare.i miei mi tenevano mia figlia mentre ero al lavoro,cioe'lavoravo 19 ore al gg pur di rifarmi una vita.ma era solo lavoro.scoppio a 40 anni un ipotiroidismo da stress e ho dovuto allentare la presa...dopo un compagno che mi e'morto di una malattia fulminante,sono.stata ferma due anni dal lavoro,perche non stavo bene .mia figlia volle stare comunque per un periodo dal papa,quando era piu grande,ma stava male un quanto si era rifatto un altra famiglia e lei non era considerata.qualche anno fa e morto anche il papa'di mia figlia.ma muore anche mio papa e mia mamma dal dispiacere perde la memoria...nel frattempo io mi sono rifatta una vita con una persona con la quale vivo da 10 anni,insieme finalmente a mia mamma e mia figlia.fino a che poco tempo fa scopro tradimenti virtuali suoi e altri segreti nascosti.che mi hanno fatta stare a ketto una settimana con calmanti .io non lavoro essendo caregiver di mia mamma,ma se ero sola me ne ero gia andata....ora mi sento triste,depressa e non so cosa fare....

Cara signora,
dal racconto mi arriva quanto tu abbia faticosamente affrontato momenti molto difficili nella vita: crescere tua figlia da sola, le perdite familiari, le malattie e le difficoltà nelle relazioni. È normale sentirsi tristi e sopraffatti: il tuo corpo e la tua mente stanno reagendo a tanto stress e dolore accumulato.
In questa fase può essere utile parlare con uno psicologo, così da avere uno spazio sicuro dove poter elaborare le emozioni, i lutti e le difficoltà legate al ruolo di caregiver. Anche piccoli passi, come dedicare tempo a te stessa e ascoltare i tuoi bisogni, possono aiutarti a ritrovare serenità. Cercare supporto non è un segno di debolezza, ma un modo per prenderti cura di te e della tua vita.
Abbi cura di te!
Dott.ssa Alessia Riela

Dott.ssa Alessia Riela

buongiorno dottori, vorrei esporvi e cercare altre risposte da voi, sono una ragazza di 25 anni, lasciata da poco diciamo con una persona molto piu grande di 20 anni, per vari motivi, tra cui il non sentirmi ascoltata , considerata e questo perché sono successi degli episodi in cui mi sono sentita messa in disparte, ma a detta sua erano tutte cose superflue le mie, solo per lamentarmi perché non mi starebbe bene nulla di quello che fa o non fa, ma lui non si interessa neanche di capire i miei bisogni o ciò che anche se non è cosi tanto importante per lui, a me fa male, o il fatto anche di parlare, non abbiamo mai un punto d'incontro e lui vuole sempre passare oltre e mai discutere. Il punto è che ho iniziato un percorso di terapia da qualche settimana, quello che mi è stato detto è che lui ha un comportamento manipolatorio, anche se comunque so che non lo fa apposta, perché lo vedo e vivendolo vedo come sia anche "innocente", anche con messaggi come a ricordarmi momenti passati o quando all'inizio mi mandava video su social come a farmi sentire in colpa per averlo lasciato, perché comunque lui sa come prendermi, come attirarmi a se e sa che mi piace e io a certe sue parole mi lascio andare e condizionare, al fatto che gli manco e altro, questo però che mi ha detto il professionista mi ha bloccato e messo un pò in un certo stato di ansia e paura, perché non mi aspettavo che potesse essere cosi, e può essere che un professionista dica cose anche a favore suo? Forse è una mia forma di difesa, non voler pensare che lui sia cosi e abbia questi atteggiamenti, insomma come un voler negare a me stessa questo comportamento e ciò che potrebbe dirmi il professionista per non volermi distaccare da lui? Non lo so, mi ha spaventato molto questo sentirmi dire queste cose perché è come se dovessi veramente distaccarmi, per non continuare a stare male..Cosa posso fare, calmare o iniziare a pensare più a me stessa? Anche se col pensiero a lui, col dispiacere di separarci e lasciarlo davvero..

Cara ragazza,
da quello che leggo emerge quanto questa relazione sia stata per te emotivamente significativa ma anche fonte di sofferenza. Comprendo la tua confusione i dubbi ed i sentimenti contrastanti, soprattutto nel momento in cui si cerca di prendere distanza da una persona a cui si è stati tanto legati.

Il fatto che provi ancora dispiacere, nostalgia o fatica a distaccarti non è insolito: nelle separazioni spesso convivono bisogno di proteggersi e desiderio di mantenere il legame. Questo può generare molta ambivalenza emotiva ed alimentare la confusione interna.
Rispetto a ciò che ti è stato detto nel percorso di terapia, è importante sapere che lo spazio terapeutico serve proprio a riflettere insieme sulle dinamiche relazionali, non a imporre etichette o decisioni. Se alcune parole o riflessioni del terapeuta ti hanno spaventata o messa in difficoltà, portare apertamente queste perplessità all’interno della terapia è un passaggio molto importante. Condividere i tuoi dubbi, le tue paure o anche le tue perplessità può aiutare il professionista a comprendere meglio come ti senti e a lavorare insieme in modo più sereno e chiaro.

Spero di esserti stata utile, un caro saluto.
Dott.ssa Alessia Riela

Dott.ssa Alessia Riela
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