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Esperienze

Su di me

Psicoterapeuta EMDR Corso di psicologia oncologica biennale conseguito presso l'IFO di Roma.


Patologie trattate

  • Ansia
  • Stress
  • Disturbi dell'umore
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Formazione

  • Mi sono laureata all'università La Sapienza di Roma; Specializzata in Psicoterapia della Gestalt All'istituto Gestalt di Firenze,
  • Master Universitario di II livello in Neuropsicologia Clinica Organizzato dall'Università europea di Roma e dall'Istituto Skinner di Roma,
  • Corso di psicologia oncologica biennale conseguito presso l'IFO di Roma.

Specializzazioni

  • Psicoterapia della Gestalt
  • Neuropsicologia


Competenze linguistiche

Italiano, Francese

Prestazioni e prezzi

I prezzi indicati sono quelli per pazienti senza assicurazione sanitaria

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore

ho conosciuto un ragazzo 1anno fa, dopo il primo appuntamento mi sono resa conto che non era il mio tipo, ma che avrei voluto mantenere l’amicizia.Da subito lui era preso ed è rimasto male del mio rifiuto, Soffre di bassissima autostima e io a mio modo pure.Abbiamo continuato a vederci e sentirci finché durante un incontro io ho iniziato a percepire attrazione e il desiderio di baciarlo.Comunicavo però a lui tutti i miei dubbi e lui soffriva la mia confusione. Ci sono state difficoltà legate alla pandemia, quando chiusure venivano annunciate lui andava in ansia, mentre io ero sicura che la situazione fosse gestibile. E’ iniziata una relazione di 3 mesi.Lui voleva sempre molte attenzioni, che non sembravano bastargli mai. Stavamo anche 4h al telefono ogni sera, a volte mi sembrava troppo tempo e mi pesava. Il lavoro per lui è motivo di stress e rabbia.Una sera l’ho ascoltato per parecchie ore. La mattina seguente io non ho ricambiato un “mi manchi” perché mi sentivo ancora un po’ satura dalla sera prima e questo ha dato via a un forte litigio.Lui mi ha bloccato. Allora io ero ormai arrivata a essere molto coinvolta e ho sofferto quella brusca fine.Per 5 mesi non ci siamo più visti, né sentiti.Con difficoltà dopo mesi l’ho cercato.Mi diceva che aveva provato dolore, rabbia e odio nei miei confronti, aveva reagito cercando nuove cose per stare bene e non voleva cadere in un nuovo vortice di negatività di cui io ero causa.Su richiesta mia di vederci, siamo riusciti ad organizzare: nel momento in cui l’ho avuto davanti a me ho avuto subito la conferma del mio sentimento, non era solo mancanza. Mentre realizzavo che ero innamorata, lui mi parlava in modo freddo, dicendomi di non voler riaprire nulla e additandomi di negatività. Ho chiesto di darmi la possibilità di dimostrargli che fossi una persona positiva e siamo riusciti ad andare insieme ad un concerto (ci teneva a dire “da amici”). Finalmente abbiamo iniziato a viverci in attività che non avevamo potuto fare.La stessa sera ci siamo ritrovati più vicini, io provavo forte attrazione e sentivo il bisogno di avvicinarmi di più, lui era in difficoltà, finché abbiamo avuto un rapporto; a parole dichiarava che si trattasse solo di istinto e che questo non comportasse nulla ed io ho accettato consciamente.Lui poi ha provato grandi sensi di colpa per quel rapporto sessuale, si giudicava e credeva di avermi usato, io ero tranquilla. Mi ripeteva che non riusciva ad avere leggerezza con me, perché aveva rispetto e stima. Abbiamo continuato a vederci, vivendo momenti felici e non definendo la relazione a parole, che a tutti gli effetti era ripresa. è durata altri 3 mesi. Io per prima gli ho detto di amarlo e glielo ripetevo spesso. Ho dimostrato tanto.Lui è riuscito a dirmelo 1volta sola, dichiarandomi che il sentimento c’era ma per lui era difficile dire quelle parole, usava più "ti voglio bene". ho sentito che venivo messa sempre alla prova. Ogni piccolo pretesto diventava motivo per mettere in discussione tutto. Nell’ultimo mese ci sono state molte litigate.Un commento sul taglio di capelli, diventava motivo di insicurezza fisica per lui, qualcosa che secondo lui io non avevo il diritto di dire. Se cercavo di spiegare le miei intenzioni, rimaneva della sua convinzioni.Diventava rabbioso e la comunicazione risultava difficile.Ci sono state litigate perché ho ritardato, per lui una cosa inaccettabile, o per aspetti della mia vita ( il mio rapporto con i miei genitori, la mia ricerca del lavoro), aspetti che stavo cambiando PER ME, già da prima di conoscerlo.Le prime volte mi sosteneva ma in poco tempo diventava insofferente; non aveva la pazienza di aspettare.Mi ha lasciato un mese fa.Mentre io gli dicevo che mi stavo impegnando in tutto al massimo, lo invitavo nell’attesa di questi cambiamenti a non restare passivo ma di pensare a cosa potesse fare lui per la coppia. Niente, secondo lui tutti i miglioramenti dipendevano da situazioni mie. Anzi reagiva male, dicendo che dovevo fare autoanalisi, anziché puntare il dito.Quando mi ha lasciata diceva che la decisione era di testa, mi amava ma andare avanti significava continuare a discutere.Il giorno dopo mi diceva di voler la mia felicità augurandomi ogni bene, di avermi amato al massimo, mi invitava a prendermi cura di me, dicendomi che per lui sarebbe stata difficile la separazione e non sarebbe stato sicuro di farcela. Poi si colpevolizzava di essere stato di peso per me e di aver aggiunto del carico alle mie situazioni. Mi ha cercato tutti i giorni seguenti, con continue colpevolizzazioni, manifestando il bisogno di sentirmi e allo stesso ogni volta dicendomi che mi rubava del tempo.Per un paio di settimane ci siamo rivisti, anche se con un pò di spaesamento da parte di entrambi, non riuscivamo a lasciarci andare,Qualche approccio fisico ci è stato, ma mai un rapporto completo. Mi desiderava molto, ma si colpevolizzava e si bloccava. Sentiva di usarmi, Una sera mi ha invitato ad un evento, però mi ha avvertito che se venivo con le mie preoccupazioni, non ero gradita, avrei rovinato la sua serata.Io volevo semplicemente stare con lui, ma quel monito mi faceva sentire inibita, ferita ed ho preferito non andare. Lui reagiva in maniera difensiva dicendo che era una mia decisione e mi rimproverava di volergli attribuire la colpa.Quella è stata la discussione finale di chiusura del rapporto.Pochi giorni dopo io l’ho cercato,speravo che quell’arrabbiatura fosse superabile; lui era ancora rancoroso, io ho reagito ringraziandolo per i momenti felici e dicendogli che gli volevo bene, lui ha cambiato atteggiamento e ha ricambiato.Quella stessa notte mi ha scritto un messaggio che ha cancellato, mi ha detto poi che era un messaggio straziante e che poteva risparmiarmelo. Diceva che non mi bloccava, ma che aveva bisogno di stare da solo e di capire come reagire alla situazione, non sapeva da dove ripartire. Io non sono riuscita a mantenere il distacco, l’ho cercato.Lui ha reagito male , ribadendo di non approfittare del fatto che non fossi bloccata. Aveva bisogno di trovare la sua serenità da solo, non era con me, in 1anno non era stato sereno. Diceva che stava attraversando problematiche, penso legate al lavoro.Quando io gli dicevo che magari attraversato quel momento buio separati, avremmo avuto poi la possibilità di stare bene di nuovo assieme, mi diceva che lo turbavo e gli sembravo morbosa e di non riporre speranze vane in noi, ma di metterle nella mia vita, di rispettarlo per il bene che ci vogliamo e di essere sicuro sapeva che stavolta sarei riuscita a rispettare il suo desiderio di non cercalo. Altrimenti lui sarebbe stato costretto a bloccarmi nuovamente. Ma non voleva farlo. E mi ha detto “non venire a cercarmi a casa che non ti apro”.Mi ha detto che aveva bisogno di lavorare sui suoi difetti e che in un futuro gli sarebbe piaciuto immaginarmi una persona sorridente e piena di luce.Dovevo solo scoprirmi.Diceva che gli dispiaceva d’aver fallito con noi. Non sapeva ora dove ricominciare.Questi sono stati gli ultimi messaggi.Io sento di amarlo molto. Di volerlo comunque nonostante le difficoltà e cerco di lasciarlo libero.é molto dura per me, ma lo vedo come un atto d’amore. Mi manca molto.Ho passato con lui dei momenti di libertà assoluta e mi sono sentita vista per quello che ero.Ho preso di petto la mia vita, ma una parte di resta in attesa di un suo ritorno, è convinta che il suo sia un atteggiamento di difesa, in un momento di grande sofferenza e insofferenza. Lui stesso ultimamente mi aveva detto “ hai visto che in questo periodo sono insofferente a tutto”, “per me è un momento nero”.. Mi sembra di rivedere lo stesso schema che ha applicato nella prima separazione: nei momenti di forte tensione la fuga sia per lui l’unico modo per sopravvivere. A distanza ho valutato molti atteggiamenti come quelli di un personalità bordeline, ma non so se è corretto.Sicuramente è una persona che manca di autostima, che si arrabbia molto facilmente e vede tutto bianco/nero. Ha un animo profondamente buono e di valore ma fa fatica a vedere i bisogni altrui e tante volte ho percepito di non essere capita e mancanza di empatia. Tante scelte che lui muove ribadisce sono “per se stesso, per la sua serenità” e mi sembra che colpevolizzi l’altro di mancanze che prescindono dalla persona, che abbia un vuoto interiore talmente forte che nessuno può colmarlo.In passato lui aveva fatto un percorso di psicoterapia per quasi 2anni e lo psicoterapeuta aveva provato parlato di un trattamento farmacologico, ma lui subito ha bocciato la cosa. Ha interrotto poi la psicoterapia, dicendo che non gli era più utile e voleva fare da sé. Io nella 2a parte della relazione, l’ho spinto a tornare in terapia, perché sentivo che aveva bisogno di un supporto più significativo di quello che potessi dargli io standogli accanto. Purtroppo ha sempre reagito sulla difensiva, la scelta era sua, ma cercavo di dirgli che lo dicevo per il suo bene, a prescindere dalla coppia.Una settimana prima del nostro addio, è tornato dallo psicoterapeuta, all’inizio nascondendomelo. Non so se abbia continuato.Quando l’avevo invitato a parlare in terapia anche della dinamica di coppia, desisteva dicendo che la coppia la voleva gestire lui e di voler affrontare i suoi problemi individuali con il terapeuta senza altre influenze. Non ho mai capito questa sua visione, ma cercavo di fargli prendere in considerazione che parlare della relazione era anche parlare di lui.Non so se io sia un’ illusa che non voglia accettare la realtà, ma vorrei sapere se questa persona potrà mai tornare sui suoi passi.Io in fondo ho sempre voluto da parte suo solo il mettersi in gioco e non essere definitivo e statico nelle problematiche. Sapere che fosse tornato in terapia e che negli ultimi messaggi mi ha scritto “ ho bisogno di lavorare sui miei bruttissimi difetti”;sapere che pure io sto prendendo di petto le mie situazioni mi dava speranza. Vedere che non ha avuto una chiusura netta nei miei confronti, che invece ha con tutte le ex, mi illude che prima o poi possa esserci un ripensamento. Sono 2settimane che non ci parliamo e sento la spinta a volerlo cercare fortissima. Ho paura di una reazione, di un blocco definitivo.Cerco di resistere e di dirmi che quando vorrà e se mai vorrà sarà lui a DOVERMI, VOLERMI cercare. Ma ho paura di cedere all’emotività .Potreste darmi un vostro parere o un consiglio? Grazie

Gentilissima Signora, buona sera. Posso solo immaginare quanto sia difficile questo momento per lei, così ricco di emozioni forti ed a volte contrastanti che Lei ha descritto lungamente ed in modo approfondito. Quando le relazioni finiscono o non sono ben definite generano malessere toccando quei nuclei intimi che ci riportano alla modalità con cui viviamo il nostro stile di attaccamento e forse il ragazzo che ha descritto molto bene ed anche lei, vi state confrontando proprio con questo. Esplorare questi aspetti, prendersene cura facendosi aiutare da un professionista della relazione può, ad esempio per lei, aiutarla in questo momento a recuperare la serenità a rafforzare le sue risorse. Grazie per aver condiviso sentimenti e vissuti così preziosi per Lei. Dott.ssa Rita Pascucci

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