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Esperienze

Sono uno psicologo e psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico e lavoro in questo campo da circa 20 anni. Ho incontrato e aiutato l’elaborazione di sofferenze e vissuti molto diversi.

Rispondo alle situazioni di disagio e sofferenza dell’adulto, dell’adolescente, del bambino e della coppia.

 

Perché e quando contattarmi

Queste sofferenze segnalano la presenza di problematiche che richiedono una attenzione di ordine professionale.

Ciò che porta un paziente in seduta a chiedermi aiuto è la sua sofferenza e il suo sintomo. La sofferenza e il sintomo sono articolati alla materialità dell’inconscio, fatto di cose dette al soggetto che gli hanno fatto male, di cose impossibili da dire che lo fanno soffrire o essere arrabbiato, dal cogliere che nella sua vita c’è una ripetizione di uno stesso evento: ad esempio un dolore o un conflitto analoghi in diverse situazioni relazionali.

 

Effetti terapeutici

La seduta è il luogo in cui possono allentarsi i “modi di fare” più stabili con cui il soggetto è fissato in modo inconsapevole. Il susseguirsi delle sedute permette una presa di distanza nei confronti delle abitudini e delle identificazioni a cui il paziente si assoggetta in modo involontario nelle relazoni significative al di fuori della seduta.

 

Durata

Non è detto che un percorso terapeutico a orientamento psicoanalitico sia di lunga durata. Ci sono cure di poche sedute, di qualche mese o di alcuni anni.

La varietà della situazione e delle età della vita a cui la psicoanalisi è stata applicata permette di ritenere che la durata della cura sia definita come “su misura”.

Una cura è condotta sino a che il paziente sia sufficientemente soddisfatto di ciò di cui ha fatto l’esperienza, fino a che il soggetto abbia trovato un accordo con sé stesso. (cfr. É. Laurent, Principi della psicoanalisi).

 

Esperienze lavorative

Da circa venti anni ricevo pazienti presso il mio studio.

Ho avuto esperienze di lavoro in diverse strutture e istituzioni che sono state per me molto significative e che hanno allargato il mio orizzonte di comprensione e approccio dei problemi psicologici.

Sono membro partecipante della Scuola lacaniana di psicoanalisi e uno dei responsabili della Segreteria di Pisa della Scuola lacaniana di psicoanalisi.

 

Ho lavorato nelle Scuole della provincia di Arezzo come:

·         responsabile dello Spazio di ascolto psicologico

·         formatore agli insegnanti e agli educatori

·         a diretto contatto con studenti con difficoltà e bisogni educativi speciali

 

Ho svolto supervisioni presso:

·         centri educativi

·         centri di accoglienza migranti

·         convitti nazionali

·         aziende informatiche e di telecomunicazioni.

 

Ho lavorato in un Consultorio di psicoanalisi applicata.

Ho tenuto gruppi terapeutici per genitori adottivi e affidatari.

Ho lavorato in Centri terapeutici per bambini e adolescenti autistici e con difficoltà psichiatriche.

Ho lavorato presso comunità per minori con difficoltà familiari e penali.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicoterapia
  • Psicoterapia psicoanalitica

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Consulenza online

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Primo colloquio psicologico

    50 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    50 €

  • Sostegno psicologico

    50 €

  • Sostegno alla genitorialità

    50 €

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Studio di Psicoterapia dott. Giacomo Gherardini

Francesco Petrarca 26, Arezzo 52100

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Studio di Psicoterapia dott. Giacomo Gherardini Montevarchi

Via Vasarri 9, Montevarchi 52025

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4 recensioni

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  • A

    Avevo provato altri psicoterapeuti in città, ma non mi sono trovata bene.
    Finalmente, dopo tanti tentativi e percorsi che non mi portavano miglioramenti, ho trovato il dottore giusto con cui mi sono potuta aprire..

     • Studio di Psicoterapia dott. Giacomo Gherardini superamento di eventi traumatici  • 

    Giacomo Gherardini

    La ringrazio per il suo feedback.
    Mi fa piacere che si sia sentita libera di potersi aprire.
    Giacomo Gherardini


  • F

    Sono arrivata in consulto dal dott. Gherardini in un momento complicato della mia vita. Sentivo forte il senso di fallimento, soprattutto come donna nella vita privata, sentimentale e ciò si rifletteva anche nella mia vita professionale.
    Ho deciso di chiedere aiuto e ho trovato, dopo alcuni tentativi, una persona, un professionista che ha accolto la mia sofferenza con serietà e il suo supporto mi è tutt'oggi di grande aiuto.

     • Studio di Psicoterapia dott. Giacomo Gherardini psicoterapia individuale  • 

    Giacomo Gherardini

    La ringrazio per le sue parole che dimostrano che la sofferenza vuol dire qualcosa. In un percorso di psicoterapia è possibile cogliere cosa questa sofferenza voglia dire e farne una elaborazione che permetta di uscirne. Insomma trovare una risposta a quella sofferenza.


  • M

    Per dei gravi problemi ho visto nella mia vita svariati terapeuti, col dott. Gerardini però mi sono sentito ascoltato in modo nuovo, in modo diverso. Non so spiegare bene, ma sento questo percorso efficace.

     • Studio di Psicoterapia dott. Giacomo Gherardini psicoterapia  • 

    Giacomo Gherardini

    Grazie per avere condiviso l'esperienza di sentire che il percorso che stiamo facendo insieme è efficace per lei.


  • G

    All' inizio mi sembrava che il dott. Gherardini mettesse l'accento su cose marginali. Poi mi sono accorto che la sua attenzione ai particolari era fondamentale.

     • Studio di Psicoterapia dott. Giacomo Gherardini psicoterapia  • 

    Giacomo Gherardini

    La ringrazio per quello che ha scritto. In effetti lei mette in risalto che l'inconscio è sempre "marginale", ma è attraverso questi "dettagli marginali" che possiamo leggere in modo nuovo un evento importante o traumatico della nostra vita.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su Ansia

Salve
Sono una ragazza di 28 anni, ho iniziato a soffrire di attacchi di ansia e panico da quando avevo 15 anni. All'epoca andai da uno psichiatra che mi prescrisse Xanax in gocce e Cipralex (ora non ricordo le dosi), e non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Tramite l'aiuto del mio medico curante abbiamo scalato tutto, e contemporaneamente ho iniziato un percorso con una psicologa. Il percorso è durato diversi anni, con discontinuità: quando vedevo che iniziavo a stare bene, mollavo. Quando ricominciavo a stare male, ricercavo la psicologa e lei è sempre stata disponibile ad accogliermi. Ho fatto grandissimi passi avanti da quando iniziai la psicoterapia, ma anche tanti passi indietro soprattutto quando lasciavo. Non avevo più problemi di ansia, nel senso che sì chiaramente è sempre rimasta ma ho imparato a gestirla e usarla nel giusto modo, ho imparato a gestire le mie emozioni.
Negli ultimi due anni avevo preso una brutta dipendenza dall'alcol, arrivando a pesare 120 kg. Bevevo di sera, quando i pensieri si facevano più insistenti. E mi aiutava a pensare meno. Questo mi ha non solo dato problemi a livello fisico per via dell'aumento di peso, ma soprattutto a livello psicologico perché cercavo di scacciare i pensieri negativi, mi dicevo "vabbè stasera bevo e non ci penso, se ne parla domani". Questo mio continuo procrastinare e cercare di godermi il momento senza pensare alle conseguenze, ha fatto riemergere i miei problemi di ansia. La mia ormai vecchia psicologa, ha deciso di non seguirmi più dopo diversi tentativi nel cercare di riportarmi sulla retta via, nonostante io abbia fatto dei passi enormi allontanandomi dall'alcol da sola. Ho smesso di bere 11 mesi fa e non ho più toccato nemmeno un goccio. Mi sono messa a dieta e ho perso 40 kg da Febbraio. Ma nonostante questo ha deciso di non seguirmi più perché continuavo a ricadere nel mio loop del "mi godo il momento e alle conseguenze ci penso dopo", sotto altri aspetti. Il lavoro ad esempio.
Sono sempre stata una ragazza responsabile, lavoro e vivo da sola da quando avevo 18 anni. E sul lavoro sono sempre stata precisa, puntuale, e mi assentavo solo se ero davvero impossibilitata. Anzi, delle volte sono andata anche con la febbre pur di non saltare un giorno.
Invece negli ultimi tempi, la mattina mi svegliavo, mi dicevo "ho paura di andare a lavoro, quindi resto a casa perché mi sento al sicuro". Da considerare il fatto che ho passato un inverno a casa in disoccupazione perché non riuscivo nemmeno ad andare al supermercato, figuriamoci lavorare. Poi, a maggio, ho deciso di ricominciare. Lavoro in un call center, non è il lavoro dei miei sogni ma mi permette di sopravvivere. Non sono diplomata né laureata, quindi in questi anni mi sono sempre dovuta accontentare di lavori precari come questo, oppure nella ristorazione.
Detto tutto questo, la mia ansia da diversi mesi è aumentata a dismisura. Soprattutto da quando ho lasciato il percorso con la psicologa per sua scelta..
Sono andata dal dottore e mi ha prescritto Tavor. Inizialmente ero molto spaventata nel prenderlo per diversi motivi; avevo paura di un possibile effetto paradosso, ho paura di diventarne dipendente. Poi l'ho iniziato, il 16 settembre. la mattina e la sera, come mi ha prescritto il dottore. Oggi siamo al 13 ottobre, è passato quasi un mese. Ho visto dei miglioramenti, non ho più avuto attacchi di ansia o panico. Ma agitazione sì. Quella mi accompagna per tutto il giorno. E da ieri pomeriggio, è ricomparsa ansia forte, come prima di iniziare il farmaco, e non sono riuscita nemmeno a mangiare. L'ansia forte mi chiude lo stomaco e a volte mi è capitato di stare anche giorni interi senza mangiare. Con il farmaco invece avevo ripreso a mangiare, andavo tranquilla a lavoro, e non facevo più fatica ad addormentarmi. Però ripeto, da ieri pomeriggio è tornata forte, con pensieri negativi annessi ovviamente e mi sembra di stare impazzendo.
Vorrei intraprendere un nuovo percorso con un'altra/o professionista, ma ho tanti dubbi tra i quali: e se stavolta non riuscirò ad uscirne? E se incappassi nello psicologo/a sbagliato/a?
Non ho una situazione economica brillante, quindi non posso nemmeno permettermi delle sedute. Ho fatto richiesta del bonus psicologo, spero me lo accettino in modo tale che almeno sul fronte economico sono più tranquilla.
Dopo tutto questo papiro, e ringrazio chiunque lo abbia letto fino a qui, vorrei porre questa domanda;
le ricadute, si possono riguarire? Tornerò mai come prima? A condurre una vita normale senza questi pensieri che mi devastano e non mi fanno stare con i piedi per terra? Si può tornare a stare bene dopo una ricaduta così?
Vorrei anche stupidamente chiedere quanto tempo ci vorrà, ma so che ogni percorso è diverso e non si può prevedere la durata. Ma sono così tanto spaventata e terrorizzata. Ora nemmeno con il Tavor riesco a stare tranquilla.
Forse dovrei parlarne con il mio dottore che me lo ha prescritto, forse ci vuole un aumento del dosaggio? Altra ansia.. ho paura di doverne avere sempre più bisogno, che il mio corpo si abitui e che ne vorrò sempre di più.
Penso siano preoccupazioni normali, non lo so
So solo che vorrei tornare ad essere quella di almeno due anni fa. E ho paura che stavolta non ci riuscirò
Grazie a tutti per aver letto fino a qui

Lei mette in evidenza che da ormai molti anni soffre di ansia e di attacchi di panico. Purtroppo i farmaci e l'alcool sono stati come una "coperta" messa sopra al "fuoco incandescente" dell'angoscia. Lei, attraverso un percorso serio di psicoterapia può dare una "lettura" di questo fuoco (che cosa la angoscia), in modo da non rischiare di mettere coperte (farmaci, alcool,... ma anche relazioni problematiche e tossiche...) senza cogliere che cosa accende questo fuoco e dunque poterlo spegnere.
Le auguro il meglio.
dott. Giacomo Gherardini - Arezzo

 Giacomo Gherardini

Domande su Insonnia

Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni e ho sempre sofferto di un sonno disturbato a causa dell’ansia. Diciamo che ho sempre avuto difficoltà a prendere sonno e alcune volte a mantenerlo, ma soprattutto a riuscire ad addormentarmi. Recentemente, circa 2-3 mesi fa, ho avuto una crisi d’ansia (non saprei come chiamarla) che mi ha portato a soffrire di insonnia pesante, a causa della quale per 2 settimane non ho chiuso occhio o comunque sono andata avanti a microsonni. La situazione era devastante, mi sembrava di impazzire, quindi ho sentito il medico e mi ha prescritto circadin (1 volta prima di dormire) e lexotan (potevo usarlo anche nel corso della giornata per 3 volte in quantità 5 gocce). Per fortuna ho superato questa crisi, ma ho continuato a usare il lexotan (ne prendo in genere 10 gocce prima di dormire) anche combinandolo con un po’ di melatonina in camomilla (meno di 1 grammo) perché comunque il mio sonno rimane quello che è, cioè veramente difficoltoso. Dopo questo preambolo, aggiungo il mio problema principale: il mio sonno è disturbatissimo, faccio sogni strani e disturbanti, ne faccio anche molteplici a notte e quando mi sveglio spesso mi sento turbata e insoddisfatta del sonno, che non è quasi mai ristoratore. Mi capita anche di risvegliarmi brevemente e poi cadere nel sonno di nuovo, il che è molto fastidioso perché è un risveglio “scomodo”, accompagnato da una sensazione sgradevole. Volevo chiedervi come potrei intervenire a riguardo, perché non so più cosa fare. Vorrei dormire anche solo una notte senza sogni, in un sonno profondo.

Ps. Alcune volte vedendo che non riuscivo a dormire ho preso altre 5 gocce, sommandole quindi a quelle prese precedentemente per prepararmi a dormire.

Grazie per le eventuali risposte.

Come le sue parole descrivono, il suo sonno è disturbato da ansia e da sogni che le impediscono di dormire.
I farmaci che lei ha preso o sta prendendo non intervengono su quella che è la causa interiore e psichica della sua ansia o sul significato di questi sogni che interrompono il suo sonno. Tenga conto che già dal contenuto del sogno lei potrebbe già ricavare una indicazione di ciò che la rende inquieta.
Potrebbe risolvere la causa dell'ansia e dei sogni disturbanti rivolgendosi a uno psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico o a uno psicoanalista.
Distinti saluti.
dott. Giacomo Gherardini - Arezzo

 Giacomo Gherardini

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