Un lutto può provocare una sorta di demenza? Ovvero una depressione che porta a derealizzazione, inf

19 risposte
Un lutto può provocare una sorta di demenza? Ovvero una depressione che porta a derealizzazione, infantilismo e mancanza di inibizioni?
La perdita di una persona cara, soprattutto quando si tratta del compagno di una vita, può essere particolarmente difficile quando si è anziani. Rimanere vedovi dopo 30 o 40 anni di matrimonio espone a un elevato rischio di sviluppare un "lutto patologico", ossia uno stato di prostrazione e depressione che non si risolvono fisiologicamente nell'arco di 6-12 mesi come di norma avviene nella maggior parte delle persone, ma che si trasformano in un vero e proprio disturbo psichiatrico accompagnato dal ricordo pervasivo della persona defunta, dall'incapacità di prendere un'adeguata distanza dalla vita precedente e di ricostruirsene una propria, comunque appagante e positiva, nonostante l'inevitabile dispiacere.
Ora Lei nella domanda non fa cenno all'età della persona in questione, la risposta al suo quesito è relativa all'età e all'esperienza di vita dell'individuo che subisce il lutto.
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Gentile utente,
Certamente un lutto può dare luogo a reazioni di diverso genere e diverse per ciascuno, anche molto angoscianti come lei sembra descrivere. Ovviamente può essere un evento molto destabilizzante, ma ciò dipende anche molto dal posto che la persona venuta a mancare ha nella vita di ciascuno. Un simile evento è per questo spesso motivo di un inizio di un percorso psicologico.
Cordiali saluti
Alessia Vaudano

I sintomi della demenza provocano non solo decadimento cognitivo ma anche difficoltà relazionali, aggressività, perdita dell'indipendenza, disinibizione. Il lutto di per sé non genera una sorta di demenza ma possono essere presenti dei sintomi che permettono di fare diagnosi differenziale. Per avere un'idea più approfondita è necessario fare dei test neuropsicologici che vadano a verificare i domini cognitivi eventualmente in decadimento

Salve, nella sua domanda non ci dà nessuna notizia utile per poterle dare una risposta adeguata e poterla aiutare. Non ci dice l'età della persona che ha subito il lutto e che figura rappresentava per questa persona. senza queste notizie è difficile darle una giusta risposta. Cmq sicuramente subire un lutto in generale è sempre un evento doloroso che può causare un grande sconvolgimento nella vita di ognuno di noi e non reagiamo tutti nella stessa maniera, dipende da vari fattori, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Buongiorno. La parola demenza indica un declino cognitivo in cui le funzioni superiori (memoria, astrazione, controllo inibitorio etc) vengono intaccate per motivi organici (atrofia neuronale). Spesso dopo lutti gravi (morte del coniuge o di un figlio) si verificano le cosiddette pseudemenze depressive ovvero depressioni con sintomi più organici che psicogeni. L'unica vera risposta è portare in visita la persona. Se si tratta di una persona anziana è molto probabile che lo stato che ci descrive sia compatibile con quanto detto

Ogni evento traumatico viene elaborato in funzione delle condizioni mentali e dell'equilibrio psicologico precedente ad esso. In certe condizioni un lutto può essere destabilizzante e alterare anche in modo permanente l'equilibrio, ma connettere la demenza, perdita di realtà e inibizioni ad un lutto non è corretto.

Buongiorno, certamente sì. Tra l'altro in pochissime righe descrive benissimo cosa accade e la dinamica utilizzando anche termini appropriati. Credo abbia centrato la questione.

Il modo in cui reagiamo alla perdita di qualcuno di molto significativo per noi può variare molto da persona a persona. Non mi sorprenderebbe incontrare qualcuno che per un periodo presenti sintomi simili a quelli che ha descritto. Ci sono molte variabili da considerare in un caso esposto così genericamente. La invito ad approfondire con un collega psicoterapeuta in abbinata ad un medico.

Buongiorno. Quello che ciascuno vive dopo un lutto è veramente unico ed indefinibile. Dipende molto anche da come questo lutto avviene. Da quello che lei descrive l'evento luttuoso potrebbe essere stato inaspettato ed immediato (incidente stradale o infarto ad esempio) e per questo non si è avuto il tempo per iniziare nemmeno a "pensare" che la persona in questione potesse lasciarci per sempre. Ciò avrebbe aumentato lo stress traumatico subito in quelle ore. Per questo sarebbe proprio utile, ripercorrere verbalmente insieme ad un esperto, i momenti più intensi vissuti con la persona defunta, per riappropriarsi dell'emotivita' positiva quale risorsa per il suo presente e futuro.

Buongiorno. Un lutto può determinare molte reazioni diverse, in quanto evento che sconvolge il normale corso della vita. Il percorso del lutto può complicarsi, quando la persona che soffre fa del male a se stessa o agli altri, o quando non riesce più a portare avanti le sue attività quotidiane. In questi casi è consigliabile chiedere un aiuto psicologico. Le reazioni che lei evidenzia vanno rapportate alla personalità di chi sta soffrendo per il lutto, e al suo senso critico: È consapevole che sta attraversando un periodo molto delicato, durante il quale i suoi comportamenti possono apparire strani e inconsueti, oppure non ne è consapevole o addirittura nega questa condizione "straordinaria"? A disposizione. Un cordiale saluto. Dott.ssa Cinzia Lucia Bugni Batte

Buongiorno
La situazione che descrive sembrerebbe derivare da uno stato ansioso e depressivo che probabilmente ha radici più profonde ed antiche che Il lutto ha slatentizzato. Inoltre dal punto di vista anatomico le zone coinvolte nell'espressione delle emozioni e mnestiche sono perlopiù le stesse e quindi ci può essere un decadimento di alcuni domini o la comparsa delle cosiddette pseudo demenze. Utile sarebbe una valutazione neuropsicologia e valutare poi lo step successivo che dovrebbe comunque comprendere un sostegno psicologico.

Dott.ssa Manuela Pacifici




Si, il lutto può provocare tutto questo. Di fronte ad una perdita importante siamo tutti esposti a sentimenti dolorosi, penosi, difficili da sopportare. Normalmente, attraveso l'elaborazione psichica, questi sentimenti scompaiono in tempi che possono variare da individuo a individuo. A volte però questo non succede e allora compare la depressione con i sintomi che lei ha ben descritto. E' necessario a questo punto, secondo il mio parere, rivolgersi ad un terapeuta che possa aiutare la persona a dare spazio a questi sentimenti per poterli esprimere, comprendere e superare.
Cordialmente. A.Riccioni

Gentilissima/o, anzitutto mi scuso se ripeterò qualcosa che hanno già detto i miei colleghi; non sono sicuro che il verbo "provocare" sia il più adatto: provo a spiegarmi meglio dicendo che il modo di reagire ad un lutto è, a mio avviso, personalissimo ed individualissimo e dipende molto dalle risorse e dalle vulnerabilità degli individui. Vale a dire che difficilmente si "creano" malattie e sintomi che non erano già propri della persona (magari non manifesti). Ovviamente a questo vanno aggiunti una serie di fattori contingenti alla situazione (penso all'età della persona, al momento storico che vive, all'affettività che lo lega al congiunto che perde). Tutto questo per dire che occorre un occhio che sappia tenere le fila di questa delicata e complessa situazione e che sappia tradurre in attraversamento ed accettazione, negli umani limiti del possibile, del lutto.

A mio parere non vi è limite a ciò che un dolore può provocare in una persona, questo poiché ciascuno di noi è unico e reagisce in maniera unica. Detto questo, prima imputare ad un lutto tutta una serie di problematiche occorre prendere in considerazione ed analizzare tantissimi fattori.

Ogni persona reagisce in modo proprio ad un lutto. È possibile vivere un momento di smarrimento che può portare se non compreso a uno stato di depressione. Dal suo racconto non mi è dato di comprendere se intorno a lei ci sono persone che la possano supportare. Se lo riterrà opportuno si rivolga a qualcuno che attraverso l'ascolto e l'accettazione la possa aiutare a vivere questo periodo.

La perdita di una persona cara può provocare infinite diverse reazioni (comprese quelle da lei elencate) che dipendono da infiniti fattori: età, contesto sociale, investimenti affettivi, attaccamenti, abitudine alla frequentazione, condivisione di spazi e attività, caratteristiche di personalità sia del defunto sia di chi resta. E' un periodo molto difficile, specie all'inizio, che perderà viva via la sua drammaticità in base al tempo che scorre e a una buona elaborazione del lutto. Certamente un aiuto psicoterapeutico può essere di grande aiuto.

Gentilissima/o, un lutto è a tutti gli effetti un trauma. La perdita poi di una persona che per noi ha rappresentato un riferimento, oltre al dolore, può provocare senso di sbandamento, di abbandono, con conseguente ricerca di attenzioni e di affetto. Come già accennato da altri colleghi, ciascuno di noi reagisce al lutto in maniera personale, e soprattutto il dolore viene interiorizzato o esplicitato in modi talvolta non prevedibili. Un lutto in quanto trauma, non va sottovalutato, ma ciò che mi sento di dirle è che il dolore, per essere superato, va vissuto e gestito attraverso risorse personali che talvolta ignoriamo. Parlarne certamente è un bene perché aiuta a non sviare il dolore ma ad affrontarlo col tempo e a prendere consapevolezza delle proprie risorse. Purtroppo davanti a queste esperienze, non si deve avere fretta ma darsi tutto il tempo necessario e di cui si ha bisogno.

Salve, certo che si. Ma direi meglio che è la difficoltà, o poca disponibilità inconscia, ad elaborarlo che possono sfociare in sintomi anche complessi. Saluti. Dr Pilia

Buongiorno, il lutto è un processo lungo, doloroso e delicato ed ognuno lo vive in modo diverso. Affrontare e superare la perdita di una persona di riferimento è un percorso che implica sofferenza e, a volte, è meglio farlo con il supporto di un professionista con esperienza in questa materia. Cordialmente



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