Salve, vi pongo una domanda, illustrando la mia situazione... a metà dicembre scorso, durante una se

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Salve, vi pongo una domanda, illustrando la mia situazione... a metà dicembre scorso, durante una sessione di allenamento in spiaggia (allungamenti, squat, corsa in spiaggia, ripetute, scatti, esercizi "pesanti" per le gambe ma senza pesi) ho avvertito un forte dolore nella regione inguinale.
In realtà coinvolgeva inguine, testicolo sinistro , aspecifico insomma e sempre più a sinistra.
Il medico di base, dopo esame clinico,escludeva una ernia classica e faceva riferimento ad un "principio di ernia" (da non operare) prescrivendomi il semplice riposo. Non mi allenavo per 18giorni... il fastidio adesso non è più persistente come prima ma è presente nella regione inguinale (sinistra). Decido di fare l'ecografia qualche giorno fa, sperando di togliere ogni dubbio. Nonostante le manovre di ponzamento molto energiche, il referto non rileva "immagini da riferire ad ernie. Non significative linfoadenomaglie". Il dottore che ha fatto l'ecografia ha escluso subito l'ernia, raccomandandomi però di praticare bici piuttosto che corsa ed esercizi senza carico (ma credo più per un discorso articolare che altro). Il fastidio adesso permane. Premetto che soffro di Crohn (tenuto bene a bada con Humira)ed ogni tanto ho fastidi articolari. Vi.chiedo: posso essermi beccato una "semplice" pubalgia, visto che ad un mese.di distanza ancora mi dà noie?Mi sono sempre allenato con i pesi (a volte avvertivo fastidi articolari) Sto praticando ciclismo ed esercizi con bassissimo carico y, soprattutto plank per rafforzare la parete addominale(lo sport mi ha sempre aiutato contro il Crohn)ma quel fastidio permane. E non solo quando mi alleno. Sono un soggetto che fa sempre esami (emocromo ok, calproptectina ok) ...mi sorprende una ipotetica pubalgia o uno stiramento di siffatta durata. Vi ringrazio, è la prima.volta.che uso questo strumento. Buona giornata
Buongiorno, sarebbe opportuna una visita osteopatica per capire innanzitutto se il Crohn possa incidere nel suo dolore, oppure se è un problema di carattere mio-fasciale (che dunque sfocia in pubalgia). Con un Fisiotetapista potrebbe approfondire le varie attività motorie svolte, così da capire se ci sono dei cambiamenti particolare dei sintomi in base allo specifico esercizio.
Saluti e buona guarigione!

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Leggendo la sua descrizione la sensazione che ho è che si sia creato un disequilibrio biomeccanico e che questo abbia poi portato a un'infiammazione della zona inguinale. Questa zona è cardine di numerosi passaggi vascolo nervosi, tendino-legamentosi nonché muscolari. Sicuramente le consiglierei una visita osteopatica in modo che il professionista possa avere visione completa della sua situazione e individuare il blocco primario.
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Salve, in questo caso è importante fare una visita osteopatica per comprendere con esattezza la causa del problema e poi stabilire un trattamento terapeutico adeguato. Ci possono essere vari motivi per questo fastidio. Le auguro di risolvere in fretta. Cordiali saluti.

salve, l'osteopatia è una disciplina molto vasta che cura l'individuo nella sua globalità. esistono infatti manovre di osteopatia viscerale così come tecniche articolari di mobilizzazione diretta e indiretta, nonchè tecniche cranio sacrali che utilizzate in maniera specifica possono aiutarti a superare la tua condizione e continuare a eseguire la tua intensa attività sportiva.

Buongiorno, per quello che è emerso quel distretto non ha alcun problema patologico per cui, avendo lei dolore, è fondamentale analizzare quali siano le sollecitazioni meccaniche che incidono negativamente sul comparto. Possono essere degli eccessi (ad esempio errori di allenamento), oppure carichi adeguati ma “mal sopportati” da un comparto (quello lombo-pelvico) che, per i disequilibri che le hanno già ipotizzato i colleghi, non hanno la possibilità di tollerare quello che per altri individui è normale. In altri termini e se le strutture sono integre come emerge dalla sua sintesi, il dolore manifestato riconducibile alla pubalgia, non ha ancora le lesioni effettive documentabili in quella che è la sindrome retto-adduttoria. In questi casi il riposo può ridimensionare il dolore ma, se non vengono individuate e trattate le cause effettive, alla ripresa dell’attività il problema tornerà a manifestarsi. Come ciò che può accadere all’auto di ognuno di noi, nel caso abbia problemi all’impianto di trasmissione, se “la cura” è lasciarla per un poco in garage. Disponibile per chiarimenti.
Ancora un saluto

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