Ho 22 anni, sono a tre esami dalla laurea e non ce la faccio più. Sto studiando Beni Culturali, ho

52 risposte
Ho 22 anni, sono a tre esami dalla laurea e non ce la faccio più.
Sto studiando Beni Culturali, ho dato un esame dietro l'altro, non mi sono mai fermata, ma ora che sono a un passo dalla fine non riesco a fare l'ultimo sforzo.
Ho sempre avuto un metodo di studio pessimo, tanto che mi son sempre sentita ripetere "si vede che studia, ma sembra non collegare/collocare bene/non sviluppa il discorso" etc.
Effettivamente passo quasi tutti i giorni sui libri, ma poi ricordo pochissimo ed espongo male.
Arrivata alla fine, la situazione è ancora più grave. Leggo per giornate intere e faccio tabula rasa. Ripeto, guardo video sull'argomento, faccio quiz, leggo articoli. Nulla sembra aiutarmi.

Questa situazione mi fa davvero male e lede la mia autostima, mi sento profondamente stupida, nonostante sia circondata da persone che apprezzano le mie iniziative, la mia voglia di mettermi in gioco e il mio lavoro. Questo aspetto sta assorbendo tutto quello che ho di buono. Perdo la voglia anche di lavorare su quello che amo, non ho desiderio di avere rapporti sessuali, mi sento solo in trappola in una situazione che nonostante odiassi (visto che i miei genitori mi obbligarono ad iscrivermi all'università), ho superato, ma ad un passo dalla fine non riesco ad uscirne completamente.

Il 30 marzo parto all'estero per il servizio civile e non so se sia il caso di lasciare tutto in stand-by per quest'anno.

Potrei essere in burnout, ma onestamente non so. Negli ultimi mesi ho rallentato parecchio, ma per tre anni ho lavorato, studiato e frequentato un'Accademia per non abbandonare i miei sogni.
Forse proprio ora che ho rallentato, il mio fisico sta presentando il conto, non lo so.

Alla fine di questo percorso mi sembra di aver ottenuto solo rogne. Ansia continua, bassa autostima e anche vari disagi fisici come mal di pancia, emicrania fortissima, nausea frequenti ed emorroidi.

Ora vorrei trovare una soluzione, ma l'unica cosa che risolverebbe tutto sarebbe solo sprofondare.
I miei genitori ancora una volta vorrebbero mettersi in mezzo, facendomi aiutare da una professoressa. Credo che purtroppo non potrebbe farlo, non ha la bacchetta magica e sicuramente la mia memoria non cambierà grazie a lei che mi ripete le stesse cose lette, ripetute, schematizzate mille volte.

Non so che fare, voglio solo partire e lasciarmi tutto questo alle spalle.

Grazie a chi mi leggerà.
Gentilissima, per riprendere le sue parole, “l’unica cosa che risolverebbe tutto” non sarebbe - come dice - “sprofondare”, ma rivolgersi ad uno psicoterapeuta cui racontare le sue riflessioni come fa qui con noi nel suo messaggio. Coraggio, e’ ancora molto giovane, tutto può essere risolto. L’ingrediente necessario è quello di volerlo fare. A disposizione per dubbi o chiarimenti, un caro saluto, Marta Corradi.

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Carissima, attraverso le sue parole riesco a percepire un forte senso di frustrazione e di questo me ne dispiaccio molto. Lo stress a cui è sottoposta, il desiderio di eccellere e il continuo impegno investito nello studio inevitabilmente la appesantiscono e questo può avere delle conseguenze sulla memoria. Al contrario, uno stato di tranquillità e serenità potrebbero aiutarla a memorizzare più facilmente i concetti per cui per quanto possibile tenga a mente questo collegamento, allontanando l'autocolpevolezza e l'autosvalutazione. Vorrei invece spronarla a considerare quelli che sono i suoi punti di forza e le sue capacità, esistono, lei ne è ricca! Siccome a breve deve partire, le consiglio magari qualche colloquio con un professionista della sua zona non tanto per iniziare un percorso (se non ha tempo a disposizione) quanto per riferire ciò che a scritto qui e poter osservare tutto questo da un altro punto di vista. Le faccio un grande in bocca al lupo

Buongiorno, il percorso universitario può essere molto pesante soprattutto per chi è un po' insicuro o con un livello di autostima non proprio elevato. Credo che potrebbe trarre molto giovamento da un percorso psicoterapeutico che la aiuti ad accrescere i livelli di autostima e autoefficacia in modo tale da poter prendere in mano la sua vita. Cordiali saluti

Buongiorno, penso che la sua autostima sia molto solida, in realtà: non è facile arrivare a tre esami dalla laurea "sentendosi in trappola" in una situazione che i suoi genitori le hanno sostanzialmente imposto.
Ciò detto, diversi sono gli elementi che lei apporta e che necessiterebbero di un approfondimento: il rapporto con i genitori, sicuramente; la sua vita sessuale; le sue aspirazioni.
E, ovviamente: le sue difficoltà nel "dire", che forse travalicano l'ambito dello studio.

I migliori auguri, mg

Buonasera, le sue considerazioni sul quadro generale sembrano precise e attente. Lasciarsi tutto alle spalle, però, ci rende liberi quando riusciamo a farlo anche dentro di noi. In quest’ottica provi magari a consultare uno psicoterapeuta per permettersi di partire senza mettere in valigia anche le ansie di cui parla nel suo messaggio. Un caro saluto Dott.ssa Elisa Galantini

Salve, leggendo le sue parole mi viene da pensare che stia attraversando un momento di confusione e sconforto legato ad un passaggio evolutivo importante che si sta presentando all'orizzonte (la laurea). Le "crisi" fanno parte del processo di crescita e di cambiamento e se ben utilizzate possono essere un'occasione per scoprire nuovi aspetti di sé. Si conceda la possibilità di esplorare e comprendere meglio le sensazione di insoddisfazione e di mancanza di senso di cui parla, potrebbe essere il modo migliore per dare nuovi significati al suo dolore e poter attingere alle sue risorse interne ed esterne che al momento sembrerebbe non essere in grado di vedere. Un saluto, Giuditta Sestu

Il 30 marzo è vicino. Le farà bene allontanarsi da tutto e ritrovarsi in un contesto completamente diverso.
Se le mancano solo tre esami vuol dire che il suo metodo di studio non è poi così fallimentare. A 22 anni non si ha ancora dimestichezza con la vita adulta. È successo a tutti senza eccezioni.

Caro giovane utente, il raggiungimento di un obiettivo, la fine di un ciclo, è sempre causa di ansia.
Il cambiamento è faticoso, perché ci proietta in una dimensione ignota dove facciamo i conti con le motivazioni del percorso fatto finora e le nostre paure.
Non si abbatta, ma utilizzi questo momento di naturale difficoltà per indagare la sua interiorità ed acquisire nuovi strumenti di consapevolezza.
I suoi sogni, aspettano lei per essere realizzati!
Buona fortuna.
Giada Bruni

Salve , vista la data dell'imminente partenza, si prenda una pausa di riflessione. Forse è necessario capire dentro di lei se quel percorso di studi è quello che lei vuole. Spesso fare quello che desiderano gli altri ci porta a negare a noi stessi i nostri desideri. Parta e al ritorno forse vedrà tutto più lucidamente. In caso non lo fosse ancora si rivolga ad uno psicoterapeuta.
Dott.ssa Milvia Verginelli

Gentilissima,
da quanto descrive emerge chiaramente il disagio che sta provando; lei si trova di fronte a una situazione di passaggio che può provocare molti pensieri ambivalenti e difficoltà emotive. Approfitti di questo momento e, se le è possibile, si rivolga a uno psicoterapeuta per intraprendere un percorso di approfondimento che la sostenga e la aiuti ad orientarsi con maggior consapevolezza.
Cari auguri.
Dott.ssa Gullone

Buon giorno,
leggendo le sue parole sento un senso di frustrazione e di forte auto-critica.
In tutti questi anni ha messo in campo strategie, metodi, comportamenti positivi che andrebbero rivisti e valorizzati per i risultati a cui l’hanno portata, nonostante tutto.
Sarebbe opportuno consultare un/una collega psicoterapeuta in questa fase di crisi e come dice lei “Stand by”.
Poter insieme risolvere il conflitto tra necessità di ricarica e frustrazione per non aver terminato gli studi, vivendo davvero questo periodo di servizio civile come auto-ricarica e riflessione sulle sue aspettative.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Barbara Assaiante

Buongiorno...
Il fatto che abbia descritto con grande consapevolezza il suo percorso, a partire da una iscrizione alla università un po' indotta, ci dice che forse è pronta per una riflessione più approfondita sui suoi sogni o obiettivi.
Partire per il servizio civile potrebbe essere un buona occasione per lasciare dentro lo spazio di far emergere la sua vera decisione. Non si giudichi di fallimento. Prima stabilisca se sta seguendo quello che lei desidera o se invece, come facciamo spesso tutti, sta cercando di accontentare le aspettative di altri. Questo è un "check" che tutti dovremmo fare tutti i giorni, dato che siamo fatti anche di ciò che ci hanno trasmesso con l'educazione.
Solo le consiglio di affidarsi ad un professionista. Anche a distanza può avviare delle consulenze che le potranno essere molto utili.
Comunque già il fatto di aver scritto qui è un grande passo avanti.
Le auguro ogni bene.
Donatella Ponterio

Carissima,
tanti studenti alle soglie della laurea cadono in uno stato di sconforto, non riescono più a studiare e mollano tutto. Da ciò che racconti sembra che tu abbia una grande forza, ma che l'abbia esaurita sforzandoti per sopportare una situazione che ti stava stretta. In questo momento di crisi, in cui sembra che non ci sia possibilità di riscatto, non lasciarti abbattere. Hai le risorse che ti servono dentro di te, solo che ora sei stremata. È chiaro che andare avanti nello stesso modo non ti porta benefici, hai bisogno di un cambiamento. Cambiamento che riguarda in primis te stessa, le tue scelte e il modo di affrontare la tua vita. Ti suggerisco di rivolgerti ad uno psicologo/a per sbrogliare la matassa che si è creata e per recuperare le tue energie, liberandoti di ciò che ti appesantisce. In questo modo ritroverai la linfa necessaria per completare il tuo cammino e andare oltre. Ti consiglio anche, poi, di svolgere un percorso di orientamento professionale, per poter costruire un adeguato percorso professionale da perseguire. Cerca nella tua zona un professionista, o se vuoi contattami online. Ti auguro il meglio.
Dott.ssa Manuela Di Leonardo

Buongiorno,
mentre leggo, quello che immagino è una ragazza che ha dato il meglio senza risparmiarsi e senza concedersi nulla oltre i doveri. ha esposto coraggiosamente quanto le sta accadendo e tutti i sintomi che il suo corpo le sta dando come campanelli d'allarme. Ora, lei ne è consapevole perché li ha ben esposti. Ed è consapevole che l'aiuto di cui ha bisogno non è avere una docente che le ripeta le cose. Prenda un po' di tempo per se, senza rinunciare ai suoi sogni. Utilizzi di nuovo il coraggio che ha mostrato di avere e scelga un terapeuta con cui elaborare e ricostruire quanto vive. In bocca al lupo.
Giorgia Tolio

Buongiorno. Non so se lei abbia un metodo di studio pessimo, ma di sicuro si aspetta moltissimo da se stessa. Ha affrontato l'università studiando, lavorando e al contempo coltivando le proprie passioni, attraverso la frequentazione di un'Accademia, inoltre sembra avere aspettative anche sul proprio essere donna. Per fare tutto quello che ha fatto avrà dovuto mettere in campo una gran quantità di energie ed é probabile che abbia esagerato, soprattutto nell'aspettarsi di fare tutto e farlo al meglio. In questo suo equilibrio di vita si é creata una falla che l'avverte che c'è qualcosa che non va, che va rivisto, messo in discussione. Parla dei suoi genitori dicendo che cercano di aiutarla decidendo come farlo, senza ascoltare ciò di cui lei ha bisogno. Io credo che lei potrebbe trarre grande beneficio da uno spazio terapeutico e che potrebbe manifestare questa sua esigenza proprio ai suoi genitori, chiedendo il loro aiuto, ma decidendo lei come questo debba essere messo in atto. In tal modo avrebbe uno spazio all'interno del quale confrontarsi con se stessa, imparando ad accettare i propri limiti e apprezzare le proprie risorse, per trovare un equilibrio nuovo che le permetta di mantenere alto il desiderio vitale (erotico, intellettuale, sociale, ecc.). Cordiali saluti, dott. Gualazzi.

Buongiorno, mi ha molto colpito la tua frase “ma ora che sono a un passo dalla fine“ io approfondirei i tuoi sintomi ansiosi in relazione a tale affermazione, è possibile trovare un modo insieme. Rivolgiti a chi ti dà fiducia ed inizia con lui un percorso.

Buongiorno,
comprendo il suo vissuto emotivo riguardo questo imminente traguardo. E' importante che lei si stia soffermando su queste emozioni e sulle sensazioni fisiche che le stanno mandando segnali di un malessere forse, come lei accenna, ben più radicato. E' fondamentale infatti osservare ciò che succede in noi per gestire meglio le situazioni e non sentirsi in balia degli eventi. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per capire e affrontare tale momento di cambiamento e di "svolta".
Le auguro un buon proseguimento e la saluta cordialmente.
Stefania Consonni

Buongiorno.
Il tuo corpo sta parlando, anzi urlando, e forse è ora di ascoltarlo. Forse sta dicendo i no che non hai potuto dire a voce .
Hai vissuto tre vite contemporaneamente, almeno una è stata per te? Il percorso che stai seguendo, anche se imposto, alla fine risponde almeno ad una parte delle tue esigenze o è solo un pezzo di vita regalato ad altri? Hai lavorato molto e duramente, sembra un peccato buttare tutto all'aria, ma forse devi prenderti il tempo per decidere e scegliere se questa strada è o è diventata o vuoi che diventi una cosa tua o di altri . A cosa dire si e a cosa o a chi dire no. Una pausa per riposare e per scegliere consapevolmente potrebbe essere una buona cosa . Buona Vita.

Buongiorno, a dispetto di quello che scrive, ovvero la mancanza di energia, io sento una potenziale esplosione di energia positiva!
Il nostro cervello è programmato per prestare attenzione 45 minuti alla volta, poi necessita di una pausa di ricarica...ma mi sembra di capire che non si è concessa e non si è potuta concedere questa pausa rigenerante. Rigenerante perchè, in questa pausa, si dovrebbe fare ciò che ci piace e ci carica.
Mettere in stand by lo studio per un anno per dedicarsi a qualcosa di piacevole sente possa essere la soluzione? Bene, allora si ascolti, senza giudizi.
E se potesse, le consiglio anche di fare qualche colloquio con uno specilialista che la possa aiutare a ritrovare se stessa e la sua motivazione.
Buona vita!

Buongiorno,
inutile dirle che la paura di fallire negli obiettivi che ci prefiggiamo, accompagna ognuno di noi nelle nostre quotidianità. I nostri progetti molto spesso coincidono con quello che siamo, cioè con le capacità che sentiamo possedere e con gli interessi che ci piace coltivare, quindi è inevitabile avere un po' di paura del fallimento; questo si accompagna spesso alla sensazione di perdere anche una parte di noi, anche se ovviamente non è così. Al contempo però, proprio per quanto detto, abbiamo la possibilità di impegnarci per raggiungere i target prefissati, il dovere di farlo. I piccoli o grandi risultati che sicuramente ha già ottenuto, devono esserle da esempio delle sue possibilità nel mondo e da stimolo per affinare ancora di più le sue capacità. Attenzione, potrebbe accadere che non sempre tutto vada per il verso giusto, è nella logica delle cose, ma per lo stesso motivo potrebbe capitare che tutto diventi perfetto, proprio come nei suoi sogni. La differenza di significato sta nell’impegno che sicuramente applica già a dovere nella sua quotidianità, è questo aspetto che deve dar conto di lei e portarla ad essere già molto soddisfatta di quello che è. Il resto verrà da sé. Appare chiaro che in situazioni di tensione come quello che sta vivendo, in individui inclini a manifestare stati d’ansia o stress, il corpo tende “a farsi vivo” con lo stato psicofisico che diventa la guida delle proprie giornate. Ogni significativa alterazione dell’intensità di alcuni segnali che anche normalmente viviamo (sudorazione, tensione interna, tensione muscolare ecc) tende ora a diventare consapevole e può, via via, generare un’immediata sensazione di pericolo che può facilmente trasformarsi in uno stato d’ansia di variabile intensità.

Ps: se pensa di essere davvero sofferente, non rinunci alla possibilità di una consulenza con qualche professionista, la saprà sicuramente rassicurare ed aiutare ad affrontare al meglio la sua quotidianità.

Buongiorno, Lei si trova in questo momento in una fase di passaggio cruciale, dove la laurea rappresenterebbe il giro di boa verso una nuova fase adulta della sua vita. Ogni passaggio è doloroso e può incontrare delle resistenze se sono presenti degli ostacoli che la chiamano a dover prima affrontare aspetti irrisolti di se stessa. La invito ad confrontarsi con un bravo terapeuta, per aiutarla ad uscire da questo blocco. Un cordiale saluto
Dottoressa Daniela Germano

Buongiorno,
Non si scoraggi, è quasi al traguardo e non può mollare. Esistono strategie di studio efficaci che le possono alleggerire la fatica che sente che comprendono anche le strategie per ricordare meglio. Il blocco della performance nello studio è frequente ma si può superare. Si faccia aiutare non da un professore che le fa ripetizioni ma da uno psicologo che conosce tecniche e strategie per superare le difficoltà che ha descritto. Sono a sua disposizione per ulteriori informazioni. Un cordiale saluto

Buongiorno, ha ben descritto la corsa che sta effettuando e alla quale sembra essersi sottoposta. Si tratta di tornare al di sopra per ritrovare il posto che più le piace e che più la soddisfa. Le sue attività e i suoi impegni sono in attesa della soluzione che lei riterrà opportuna per raggiungere la meta che intende conseguire. Farsi aiutare per poter ordinare i pensieri e quindi le azioni è sempre un atto di apprezzabile consapevolezza.
Cordiali saluti
Studio dr. G. Gramaglia - Torino

Buon giorno e grazie per aver condiviso con noi la sua situazione. Non credo che la soluzione migliore sia sprofondare forse è quella più facile che vede al momento. Siamo però sicuri che sia la più opportuna? Io ritengo che in queste situazioni sia più opportuno provare a fermarsi e a fare luce e chiarezza su ciò che si sta vivendo. Se da sola fatica può rivolgersi a uno psicoterapeuta che la può aiutare a trovare le giuste strategie da seguire. Cordialmente Gian Piero Grandi

Gentile studentessa,
lei è ad un passo dal conseguire quella laurea per la quale ha lavorato tantissimo.
Penso che con qualche aiuto da parte di uno psicoterapeuta ( pochi colloqui)
concludere il suo percorso accademico e sentirsi più libera e soddisfatta. E' frequente il caso di chi ad un passo dalla meta si sente disorientato, anche perchè si cambia status: non si è più studenti ed occorre assumere un nuovo ruolo, cosa non sempre facile. Augurandole ogni bene, la saluto.
Susanna Bertini Torino

Ciao, partire sembra a molte persone la soluzione migliore per staccarsi dai propri problemi e a volte può essere un buon momento per prendere una pausa dalla vita in cui ci si trova incastrati e ritrovare se stessi, le proprio passioni e il proprio mondo interiore. Ma se il viaggio é per fare qualche altra cos, il rischio é che al ritorno quello da cui si era scappati sia ancora lì, immutato. Anche una terapia può essere un viaggio, e quello che ci aspetta al ritorno può essere cambiato solo se siamo noi stessi a cambiarlo. Capisco la tua sofferenza e ti consiglio di iniziare un percorso terapeutico per capire l'origine della tua sofferenza e trovare una strada per vivere più serena e in salute.
Ti auguro il meglio
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Ben venga un rallentamento! Tutto fa pensare che abbia impiegato tanta, troppa energia nell'inseguire una performance di studio all'insegna dell'eccellenza...forse perché nulla al di sotto sarebbe accettabile?
Gli spunti di riflessione e analisi che emergono dal suo scritto sono molti (quanto pesa l'ingerenza dei genitori? Quanto la scelta del corso di laurea si distanzia dai propri "sogni"? Trova difficoltà a realizzare il processo di separazione - individuazione dalla propria famiglia?) e andrebbero affrontati in un percorso individuale.
L'esperienza che sta per intraprendere è un'ottima occasione per prendere le distanze da una situazione divenuta opprimente (una "trappola"). Non dev'essere letta come una fuga ma come un'opportunità per osservare questa fase difficile della vita da una nuova prospettiva.
Dott.ssa Santoro

Buongiorno, da quello che ci scrivi, mi permetto di darti del tu vista la tua giovanissima età, mi sembri molto consapevole del tuo attuale stato fisico e riesci anche ad individuarne chiaramente le cause.
Penso che un supporto da parte di un/una professionista possa aiutarti ad attraversare questo momento di sofferenza di cui ci stai raccontando e possa aiutarti ad approfondire le origini di questa sofferenza.
Mi sento anche di consigliarti anche la possibilità di valutare percorsi di rilassamento psico fisico come il training autogeno che ti aiuterà a rilassare il corpo che ti sta chiaramente comunicando un disagio (con corpo intendo anche la tua memoria) e anche percorsi esperenziali di Mindfulness per la riduzione dello stress (di gruppo) dove la componente corporea è fondamentale e in cui le pratiche portano la nostra mente a ri-centrarsi su aspetti che sembrano banali del nostro vivere quotidiano, momento per momento, e la condivisione con gli altri è un punto fondamentale delle pratiche e dell'esperienza.
Ti auguro tutto il meglio.
Un caro saluto.


Salve. Raccolgo benvolentieri il suo sfogo dal quale, mi perdoni, non si evince una chiara richiesta di aiuto. Mi sembra tuttavia arrivato il momento per lei di "arrendersi" ad una psicoterapia che restituirebbe "senso ed energia" ad una vita che ha speso con generosità e passione.
Ne trarrà giovamento.
Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli.

Buon giorno,
il circuito dello stress( attivazione sana e normale del corpo per rispondere a minacce immediate nel breve periodo funziona bene se protratto troppo a lungo il nostro corpo-mente non sono fatti per reggere in quella modalità... come se la macchina andasse sempre con il piede sull'acceleratore)funziona proprio cosi . Lei lo riconosce bene nel suo scritto( forse sono in burn out) e descrive bene tutto lo stile di vita che ha portato a questo( "solo studio, niente altro per anni ecc...: ... ora il corpo mi sta presentando il conto" ...)
Che ora lei non ce la faccia più e non provi più desiderio per nulla e nessun piacere neppure sessuale e senta solo di sprofondare purtroppo è normale. Si faccia aiutare da un professionista a cambiare lo stile di vita( più attività fisica, mindfulness, momenti di riposo e piacere ecc) ed esplori con un collega psicologo-psicoterapeuta tutto il resto. Se ne esce ma è importante lasciarsi aiutare in questo processo. Credo lei abbia ragione: non è detto che la professoressa in questo momento sia sufficiente. Rendersi conto di essere in stress è già metà della soluzione. Lei è già a metà strada , si prenda cura anche dell'altra metà...Buon processo di guarigione ...
Silvia Bianchi

La psicologia non da risposte preconfezionate, si lavora con il paziente per fare emergere i motivi della crisi, cosa si vuole realmente, come ridurre i sintomi d'ansia e recuperare la concentrazione.
Sarebbe necessario chiedersi e lavorare sui seguenti punti:
- C'è preoccupazione per il dopo laurea? la condizione di studente è protettiva....
- La reazione somatica potrebbe essere derivata dall'ansia?
- Come sono i rapporti con i genitori ?
- La difficoltà di concentrazione potrebbe essere correlata alla preoccupazione di sostenere il passaggio dallo studio al lavoro? o alla sfiducia nelle proprie risorse?
- oppure ci sono altre motivazioni che non emergono chiaramente dalla domanda ? I colloqui psicologici potrebbero aiutare a chiarire e rilassare la propria condizione di vita.
Dott. Francesco Coppola, Napoli.

Carissima, saro' breve perchè ha già ricevuto molte risposte. Vorrei solo aggiungere uno spunto di riflessione; poichè lavoro nell'orientamento dei giovani affinchè scelgano percorsi di studio in cui siano davvero motivati, mi sento di dirle che se lei odiava , come dice, iscriversi all'Università e l'ha fatto solo per compiacere i genitori...la soluzione l'ha già trovata. Ora si trova alla resa dei conti e non puo piu bleffare. Laurearsi apre il problema di doversi in seguito impagnare a cercare lavoro nel settore che proprio non le interessava.
Certo che non vanno in testa i concetti se studio completamente demotivata!
Cio che deve a mio parere risolvere è la sua mancanza di coraggio ad affermare ciò che lei veramente desidera e dire NO quando i desideri altrui non coincidono coi suoi!
Perchè non cominciare ad andare all'estero in marzo come vorrebbe? mi sembra di capire che sarebbe entusiasta di questo! cominci a corrispondere a ciò che sente vero in se stessa e poi si vedrà . Nessuno la obbliga a laurearsi. Pazienza, sarà stato un periodo di riflessione che le torna utile adesso per capire che non può andare avanti cosi.
Non è questione di esaurimento fisico o psichico. Prima o poi è necessario fermarsi a pensare chi si è realmente e cosa si vuole fare della propria vita. Che, tra l'altro, è sua e solo sua. I genitori non hanno diritto di imporle nulla e tanto meno il suo futuro. I miei auguri che ce la faccia!! non a laurearsi, ma a rispettarsi.
dott.ssa Paola Federici
Psicologa psicoterapeuta - Consigliere di Orientamento professionale -
Studio a Rapallo (Ge) e a BInasco U(Mi)


Buongiorno, la trappola in cui si è messa potrebbe finire è però non riesce a liberarsene. In effetti, basterebbe preparare gli ultimissimi esami e poi dedicarsi completamente a quello che le piace veramente. Il suo desiderio finora si è retto anche sulla impossibilità di soddisfarlo a causa dell'ostacolo costituito dallo studio universitario. Il venir meno dell'ostacolo rimette in discussione anche il desiderio, compreso quello che orienta le relazioni, la vita e la sessualità. Sembra dunque che sia emerso un nodo su cui riflettere. Forse partire per un po' può distrarla da questo conflitto, forse può fare dei buoni incontri. Tuttavia, mi sembra che sia giunto per lei il momento di andare a vedere quello che il suo sintomo di fallimento dice del suo desiderio. Perciò le consiglierei di intraprendere una psicanalisi, è proprio l'età per farlo, cioè in tempo per fare delle scelte senza perdere tempo. Cordiali saluti PG

Buon giorno cara. Percepisco molto disagio accompagnato da ansia, stanchezza e confusione non solo riguardo al suo stato ma anche rispetto al momento della sua vita ed ai suoi obiettivi e desideri. Quante imposizioni e sforzi ha dovuto fare fino ad ora per arrivare a questo stato di affaticamento fisico e mentale? Probabilmente la decisione di prendersi una pausa per rigenerarsi e per riflettere può essere utile. Così una volta recuperate le energie potrà affrontare questo momento importante della sua vita. Se nonostante ciò avesse difficoltà ad affrontare la sua situazione, non esiti a farsi aiutare da uno specialista che le potrebbe essere di supporto per comprendere meglio ciò che è importante per lei e aiutarla a mobilitare le sue risorse per il raggiungimento soprattutto di suoi obiettivi. Le faccio i miei più cordiali auguri.

Buonasera cara utente, la ringrazio molto per aver posto la sua riflessione e il suo malessere. Quello che per ora le posso consigliare da quello che si evince dal suo scritto è prendere il tempo necessario per ascoltarsi profondamente e comprendere quello che LEI desidera per la sua vita. A volte ci si può perdere soddisfando le aspettative di altre persone. Quello che conta è quello che il suo cuore e la sua mente desiderano realizzare.
A disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.
Cordialmente un grosso saluto.
Dottoressa Monica Pesenti

Buongiorno,
Quello che scrive è sicuramente una grande verità per lei e, dal modo in cui si esprime, risulta evidente la sua sofferenza. E sì, è proprio vero, la vita le presenta il conto. E glielo sta presentando proprio nel momento in cui lei stava spingendo al massimo e forse non si aspettava di crollare. Però solo lei è in grado di assumersi le responsabilità per la sua vita e per ciò che le succede. Quello che ritengo opportuno è che il suo dolore, la pena e la sofferenza che prova non rimangano prigionieri dentro di lei, ma che, attraverso un buon percorso analitico, lei possa fare un cammino di verità e di libertà per non doversi più nascondere, potendo nascere ad una condizione di vita extra-uovo.
Cordialmente,
Paolo Quaranta

Quella che descrive è una situazione di profondo affaticamento, fisico, mentale ed emotivo. Probabilmente ha ragione quando parla di "bournout" e probabilmente non c’è l'ha quando si svaluta e non riconosce in sé stessa le risorse che sicuramente ha. Dopo tutto è ad un passo dalla laurea e il fatto di essere arrivata a questo punto è la testimonianza del suo valore. Si prenda un periodo di riposo, vedrà che poi riuscirà a vedere tutto con maggiore lucidità e recupererà l’energia necessaria per l’ultimo sforzo finale. Un caro saluto, MCB

Buonasera. Sicuramente la situazione che vive è molto stressante e faticosa. Talvolta tutto questo può anche incidere sulla memoria. Sicuramente per capire cosa accade, fare chiarezza e sforzarsi le suggerisco di rivolgersi ad un esperto. Sprofondare non è mai una buona idea. Chiara Tomassoni

Carissima,
ci sono momenti nella vita in cui ci pare di essere bloccati da problemi invalicabili, ma sono momenti fondamentali per far emergere la nostra vera natura!

Un blocco esistenziale è sempre la manifestazione di un conflitto tra forze interne che spingono in direzioni opposte, creando l’immobilità. Forse si è presa una strada sbagliata che ha allontanato da ciò che ci fa star bene...

Ma non se ne accorge perché è la strada approvata dai genitori...ma i disagi dicono che non fa per lei. Vorrebbe accontentarli...ma ciò le impone una condotta innaturale. Ma per fortuna qualcosa resiste. Il corpo, messaggero dell’inconscio, si ribella con vari sintomi...e la memoria sceglie di non assimilare.

Ognuno di noi ha un disegno da realizzare nella vita e non il sogno di qualcun altro. Se ci si sente persi in un labirinto è perché ce ne siamo allontanati, perdendo il contatto con i propri desideri adeguandoci troppo ad ideali cui non crediamo nemmeno noi.

Allora l’anima la ferma per farle ritrovare il suo percorso. Lo stop è provvidenziale, non è il problema ma la soluzione. Il vero guaio è l’ostinazione nel voler guidare la vita dalla parte sbagliata rendendo cronico il problema di fondo. Non è che abbia poca forza, al contrario! Ce ne mette troppa per indirizzare la vita secondo regole e modelli mentali assorbiti da fuori...

Ma il punto non è imporsi di scegliere tra stabilità e rischio, tra noia e avventura. Desiderio e paura sono da accogliere entrambi. La stabilità che cerca fuori di sé è solo lo specchio della profonda paura di navigare le acque incerte dei suoi stessi desideri che ancora non conosce, che scorge in modo confuso perché la sua vista finora è stata annebbiata da falsi bisogni, obiettivi e ideali che ha assorbito dalla mentalità comune ma che in realtà non le interessano, per questo tutto la delude e le sembra privo di senso, perché non nasce da dentro e non rispecchia le sue vere aspirazioni.

Dobbiamo pensare allora a questa situazione come ad un espediente che l’inconscio usa per metterci di fronte a una domanda: a cosa non voglio più rinunciare? È giunta l’ora di cambiare registro e di usare il momento di incertezza e di vuoto non per riempirlo, come sempre, di suggerimenti pescati fuori ma per far nascere qualcosa di veramente suo.

Ammettere di non farcela da soli è il primo passo verso la soluzione. Per ritrovare il benessere un buon terapeuta saprà condurla a farle evolvere la crisi in senso favorevole, in modo che l’inconscio, prima inascoltato, finalmente entri in funzione e fornisca le indicazioni sulla via da prendere.

Augurandole di trovare la sua strada, la saluto caramente.

Roberto Lucchetta

Il suo racconto esprime in modo chiaro le sue difficoltà. Bisogna tener conto che lei si trova in una situazione nella quale altri studenti prima di lei ci sono trovati. Si prenda un tempo di riposo e cerchi uno psicoterapeuta che la potrà guidare verso una soluzione favorevole. Attraverso un lavoro terapeutico troverà le risorse che ci sono dentro di lei, come in ogni uno di noi. Cordiali saluti

Salve. Capisco sinceramente il suo malessere e il suo senso di smarrimento. Arrivare alla fine del traguardo di studi, quando forse si sono riversate un'accesso di energie su questo aspetto della sua vita, può portare alle sue difficoltà. Capita molto frequentemente. Non si spaventi,
anche se può avere delle remore ad accettare un periodo di maggiore debolezza. Non ceda allo sconforto o ad un eccesso di autocritica ma si rivolga ad uno psicoterapeuta. Abbia fiducia, vedrà che potrà aiutarla ad ascoltarsi e potrà riscoprire il reale desiderio verso ciò che ama. Un caro saluto. L.

Secondo me lei sta vivendo male la pressione che la sua famiglia le impone in modo subliminale allontanarsi la rende libera ma non ancora indipendente il primo bene culturale e lei stessa dopo il compimento di un titolo non importa quale purché porti verso la “libertà”

Gent. a pochi passi dalla conclusione del suo percorso questo momento di blocco ha sicuramente un significato psicologico più profondo ed inconscio. Lei elenca una serie di elementi molto significativi sui quali lavorare, quali la sua scarsa autostima, la presenza "di traverso"dei suoi genitori, la sua scarsa motivazione , la difficoltà ad esprimere la sua volontà in modo assertivo Impostando un percorso psicoterapeutico in tempi brevi sicuramente troverà il suo orientamento interiore ed una risposta ai quesiti. Cordiali saluti

Gentilissima,
mi arriva molto la sua fatica e frustrazione, deve essere stato molto impegnativo portare quasi a termine un percorso che lei non desiderava per se stessa. In contemporanea mi arrivano anche le sue tante risorse:
come le hanno fatto notare i miei colleghi, non è da tutti arrivare alla fine di un percorso che non si desiderava neanche affrontare!
Credo che potrebbe farle molto bene un percorso psicologico per comprendere i suoi bisogni attuali, gli obiettivi che sente di voler raggiungere e gli eventuali ostacoli che si potrebbero mettere tra lei e quelle mete... I sintomi fisici sono molto faticosi da vivere, ma a volte è proprio accogliendoli e ascoltandoli che apriamo gli occhi su cosa desideriamo e cosa vorremmo lasciare. Le auguro di trovare un professionista che possa guidarla in un cammino pieno di consapevolezza.






Buonasera. Dal suo testo è comprensibile un profondo malessere dovuto, probabilmente, al suo desiderio di accontentare la richiesta dei suoi genitori. Purtroppo non posso offrirle la soluzione al suo disagio, tenterò comunque, di darle alcuni spunti di riflessione. La letteratura ci insegna che l'essere umana risponde al desiderio dell'Altro nel tentativo di essere amato e qualche volta, ahimè, rimaniamo intrappolati perdendoci nell'estenuante tentativo di rispondere alle richieste che ci provengono dalle figure per noi importanti. Ecco che ad un certo punto tutto diventa insuperabile, privo di senso, in quanto non risponde al nostro desiderio.
Le avevo preannunciato che non le avrei offerto la soluzione al suo disagio. Questo perché ciò che sta alla base, o meglio ciò che causa il suo disagio, non si trova scritto in nessun testo, ma è una verità soggettiva, la sua per l'appunto, che potrà ricercare grazie ad un percorso di psicoterapia. Uno degli obiettivi che si prefisse un lavoro psicoterapico è quello di permettere al soggetto di staccarsi da dosso le identificazioni provenienti dagli altri e ricercare il proprio desiderio. Lei cosa desidera fare ed essere? E' giovane ha tutto il diritto di stare bene. Tanti auguri.




Buongiorno, ha già avuto tantissime risposte al suo messaggio. Tutto ciò dovrebbe farla sentire più fiduciosa rispetto a se stessa e all'evoluzione positiva della sua condizione. Lei si trova davvero ad attraversare un passaggio, un cambiamento di stato esistenziale e di ruolo, avvicinandosi alla fine del percorso universitario. E la paura si è fatta sentire nel suo caso sottoforma di stress ed ansia.. il consiglio che le darei anch'io è quello di affrontare tutte le sue domande interne nel contesto di un lavoro psicologico, finalizzato esclusivamente alla sua crescita. I migliori auguri, dr. Vittorio Cameriero

Cara ventiduenne, il tuo racconto è ricco di esperienze, episodi ma anche stili relazionali (in particolare dinamiche familiari) che si sono irrigiditi malgrado la tua crescita in termini anagrafici e formativi. Ora sembri in un loop e sembri voler ascoltare te stessa, dare retta ai segnali del tuo corpo e prendere una pausa. Sembra che tu abbia una buona occasione data dalla prossima partenza. Valuta se questo sia un tempo che puoi sfruttare per investire su te stessa , in termini di maturazione e ricerca di te onde poi capire ciò che tu voglia realmente. Chiedi un aiuto non per studiare ma per fare un viaggio anche dentro di te. Buona ricerca!

Cara ragazza, è come se ci fosse qualcosa dentro di lei che scalpita e chiede di essere liberato, questo qualcosa verrebbe chiamato dal famoso psicoanalista Donald Winnicott. "vero Sè". In questo momento la parte più vera di lei, si sente sacrificata e lo osserva bene descrivendo tutte le sue sintomatologie e le associazioni che riporta in maniera pertinente. La sua sfiducia nelle proprie capacità la paralizza e non le permette né di continuare né di scappare. È un momento di evidente conflitto, ma non è un caso che tutto ciò le sia capitato proprio adesso. Se colta, questa può essere una grande occasione di crescita per lei. Se proprio i suoi volessero aiutarla, potrebbero dare una mano a pagare una terapia piuttosto che un tutor. La sua intelligenza è intatta, ricordi che difficoltà di memoria possono anche dipendere da situazioni di forte stress, come quella in cui si trova. Si faccia coraggio e inizi un percorso! Potrebbe scoprire di valer più di quanto crede. I migliori auguri

tre dimensioni predominanti per la sindrome di Burnout. Esse sono:

Esaurimento emotivo ovvero sentimento di stanchezza, il sentirsi svuotato di ogni tipo di energia sia fisica che psichica;
Depersonalizzazione ovvero perdita di ogni atteggiamento positivo verso se stesso, verso il mondo e verso gli altri;
Mancanza di realizzazione professionale ovvero sentimenti di frustrazione, rabbia, calo di autostima e desiderio di cambiare o di abbandonare il lavoro.
La domanda che ci poniamo è questa: «è possibile osservare ed evidenziare la Sindrome da Burnout negli studenti universitari»?

Bene, osservando un po’ da vicino la popolazione studentesca ci potremmo accorgere che quasi la maggior parte di essi, man mano che proseguono i loro studi, vanno incontro ad un calo di motivazione e di interesse in ciò che fanno. Questo probabilmente potrebbe essere determinato da un rapporto non soddisfacente con i propri colleghi o con i docenti, dalle valutazioni che sembrano poco “idonee” alla preparazione dello studente (“paura da voti bassi”), dalle lezioni che la maggior delle volte vengono ritenute passive e noiose perché ripetitive e così via.

Ciò potrebbe essere tranquillamente dimostrato se si osservasse la differenza tra un giovane studente universitario ed uno che frequenta il quarto o l’ultimo anno degli studi universitari. Il primo è entusiasta e voglioso di intraprendere i suoi studi, i suoi esami. Il secondo, invece, ha voglia solo di concludere quanto prima e forse avverte anche un po’ di paura, scoraggiamento, per ciò che ha compiuto fino a quel momento. Fondamentalmente questo tipo di studente è stanco di seguire lezioni con orari improponibili ed è stanco di ricevere magari qualche voto basso e quindi dover ripetere l’esame fino all’esaurimento!

E se consideriamo quei ragazzi che possiedono già una laurea, ma che sono “costretti” ad intraprendere un nuovo corso di studi poiché non riescono a trovare un lavoro e vivono in una condizione di estrema precarietà?

Sicuramente saremo un po’ tutti portati a pensare che essi soffrono un po’ la sindrome di Burnout. Ovviamente inteso nei termini di fatica, di indifferenza e quasi distacco dagli studi, di insofferenza generale che inevitabilmente si riversa nell’ambito delle relazioni sociali.

Dunque, parliamo di una sensazione di esaurimento per le esigenze di studio, un atteggiamento cinico e distaccato verso i propri studi e soprattutto la sensazione di sentirsi uno studente incompetente. Le consiglierei una psicoterapia, mirata al problema e che possa sostenerla per questi ultimi periodi di sprint finale.
Aggiungerei che, se è arrivata fino ad adesso, possiede tutte le qualità per eccellere e distinguersi e che il suo problema forse nn è nelle competenze che possiede. La porta del cognitivo è aperta ma forse quella emotiva ha bisogno di un aiuto. Coraggio.
Mi contatti se preferisce....
Rossella De Francesco

Cara giovane donna,
e se fosse arrivato il momento di fare quello che ti piace?
La memoria risente del carico emotivo che ti stai portando dietro da tanto tempo.
Ora è fondamentale pensare a te stessa. Spesso capita che i momenti di crisi avvengano in concomitanza con dei passaggi di vita importanti, nel tuo caso l'imminenza della laurea, che segna la conclusione di un percorso di studi e l'inizio dell'ignoto.
Concediti una scelta libera e sgombra dalla presenza dei tuoi genitori, ricorda che adesso sei una giovane adulta e hai il diritto
di pensare e agire in autonomia.
Buone cose!

Salve, dalle sue parole si evince un forte stress derivato da vari fattori.
Le consiglio di rivolgersi ad un professionista e di provare a dargli fiducia, almeno per provare a sbloccare le situazioni che sente opprimenti.
MMM

Buonasera, penso che chiedere aiuto sia il primo passo verso la guarigione. Le auguro di trovare un professionista col quale costruire un rapporto di fiducia che possa permetterle di esplorare e sciogliere i suoi nodi più importanti. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini

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