Buonasera, da ormai circa 3 anni soffro di ansia quando sono in luoghi o situazioni in cui non mi è

53 risposte
Buonasera, da ormai circa 3 anni soffro di ansia quando sono in luoghi o situazioni in cui non mi è concesso andare in bagno, e nel momento in cui ci penso mi si crea immediatamente uno stimolo che sento di dover soddisfare. Nell'eventualità in cui io voglia farmi seguire da uno specialista, in quanto tempo è risolvibile la cosa?
Buongiorno, purtroppo è molto difficile stabilire a priori la durata del trattamento. Lei descrive un sintomo, cioè un'espressione di disagio, ma è importante andare a vedere cosa c'è sotto, cioè il perchè si manifesta questo disagio. Potrebbe essere un sintomo ansioso, oppure di origine traumatica...
Le ragioni infatti possono essere varie e di solito, nel corso delle prime 2-3 sedute, esplorando diversi aspetti della vita presente e passata del paziente, lo specialista si fa un'idea, un'ipotesi di cosa possa aver generato il malessere. Dopodichè, si concordano insieme gli obiettivi su cui lavorare e anche una stima del tempo necessario.
Indicativamente, il trattamento potrebbe avere una durata dai 2-3 mesi a 1-2 anni... dipende, ripeto, da molte variabili.

Spero di aver risposto in modo esauriente alla sua domanda.
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti o informazioni.
Dottoressa Silia Lafortezza | Milano - Buccinasco

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Buongiorno. Dalla sua descrizione appare abbastanza definito il raggio del sintomo, ma sarà bene affrontare con un colloquio quale sia la vera portata del problema. Ricordi però che il terapeuta lavora su obiettivi concordati insieme, perciò la durata della terapia è parte della presa in carico

Buongiorno, purtroppo come affermano le colleghe non è possibile definire la durata del trattamento a priori. Ciò che posso invece dirle è che in genere i sintomi che si avvertono sono espressione di un disagio più profondo. Intervenire sul solo sintomo (come ad esempio la sua ansia) può anche permettere di arginarlo in periodo relativamente brevi, ma non essendo intervenuti sulla causa di quel sintomo è verosimile che se ne presenteranno altri. Di qui il mio invito a concedersi il tempo di conoscere cosa causa quell’ansia e di “curare” la fonte del suo disagio anziché il sintomo. Un po’ come quando si infiamma qualche muscolo per una postura sbagliata, l’antidolorifico interviene sull’infiammazione ma se non viene migliorata la postura il muscolo tornerà ad infiammarsi. Un caro saluto

Buongiorno, spesso i sintomi costituiscono una risposta più o meno enigmatica a una domanda che ci si pone. Nel suo caso trovo molto particolare il fatto che un'impossibilità, un divieto, faccia nascere in lei un desiderio impellente di soddisfazione.
Un percorso terapeutico potrebbe per esempio partire da questa considerazione per portarla a ben altre questioni che niente hanno a che vedere con quella che lei qui presenta.
Il sintomo potrebbe anche regredire velocemente, ma spesso il vero percorso inizia proprio in quel momento.

Un caro saluto,

mg

Buonasera, quello che descrive sembra un sintomo molto specifico, ma come già precedentemente detto da diversi colleghi e colleghe, il disagio psicologico si esprime in diversi modi in diverse persone con funzioni diverse. Prima di qualsiasi ipotesi andrebbe fatta una valutazione funzionale e globale della persona. Le auguro il meglio. Dottor Cimino

Buonasera, stabilire a priori la durata di un percorso che porti a risolvere uno specifico sintomo, sopratutto in alcuni approcci psicoterapeutici, non è semplice. Anche perché dietro la sintomatologia c’è una persona, lei, che certamente è molto più articolata di una sola manifestazione. Provi a consultare uno psicoterapeuta per fare una iniziale panoramica, insieme, di ciò che sta percependo come difficile da governare nella sua vita. Un cordiale saluto Dott.ssa Elisa Galantini

Buongiorno, mi spiace per la sua situazione.
Con la terapia cognitivo comportamentale., ho visto buoni miglioramenti già in 8 sedute (2 mesi circa), ma questo è verificabile solo dopo una valutazione approfondita da fare insieme.
dott Tealdi

Buongiorno, non è possibile di stabilire senza un colloquio clinico il tempo necessario per la problematica che descrive. Consiglio di rivolgersi ad un psicoterapeuta per aiutarla a risolvere le varie problematiche, facendo una valutazione globale .Cordiali saluti

Buongiorno. Dato il perdurare della situazione, l'idea di rivolgersi a uno specialista è decisamente da incoraggiare. Come anticipato dai colleghi, può essere molto difficile stabilire a priori la durata di un intervento: una simile operazione risulterebbe fittizia, perché i significati e i motivi della Sua sofferenza sono da ricercarsi in modi di essere nel mondo e in contesti che non conosciamo dal Suo messaggio, e che devono essere esplorati tramite colloquio. Indicativamente, per esperienza clinica, è possibile sostenere che In molti casi la sintomatologia ansiosa veda una parziale remissione entro le prime 8 sedute. Questa indicazione è tuttavia da verificare alla luce della Sua personale storia di vita, e in ogni caso non dice nulla sulla durata totale della psicoterapia (Lei porta questo peso da diversi anni, e questo incide senza dubbio sulla durata complessiva dell'intervento). Certamente è necessaria una presa di responsabilità importante: il percorso dovrà essere seguito con motivazione, impegno e costanza. Questi fattori concorreranno a ridurre i tempi. In bocca al lupo, cordialità. DMP

Buongiorno,
è difficile definire a priori la durata del trattamento.
I primi colloqui con uno specialista servono infatti ad inquadrare più nel dettaglio la situazione e ad avere un quadro più approfondito dei sintomi. La durata del trattamento varia da persona a persona e dipende da un numero ampio di variabili che risulta difficile considerare se non attraverso alcuni colloqui clinici. Capisco che la situazione che sta vivendo possa crearle difficoltà e probabilmente le impedisce di viversi appieno la sua quotidianità; un percorso psicologico potrebbe sostenerla e aiutarla a trovare strategie idonee per affrontare l'ansia che sperimenta, indagando la possibile origine dei sintomi e della problematica manifestata e vissuta.
Resto a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Andrea Carta

Buongiorno,
la sua disponibilità alla ricerca d'aiuto è un primo passo per trattare il suo malessere.
Definire a priori la durata di un eventuale trattamento risulta essere poco sensato perché può dipende da diversi fattori in gioco.
Partire dall'esordio del suo sintomo e indagare insieme a lei il suo mantenimento potrebbe essere una prima pista da seguire.

Buongiorno, non si può sapere a priori la.durata del trattamento. Potrebbero esserci diverse cause e la.psicoterapia potrebbe aiutarla a capirne le.origini. si rivolga ad uno specialista.
Saluti

Buongiorno. La sua domanda rivela un atteggiamento di fretta rivolto a eliminare il problema rappresentato dal sintomo senza l'intenzione di volerlo ascoltare per comprendere ciò che cerca di comunicarle. Il tempo necessario a risolvere il suo problema non solo non é prevedile, ma c'è da aspettarsi che si dilati se non prende in considerazione di voler andare a vedere il significato che il sintomo stesso assume all'interno del suo equilibrio psichico. Lo stimolo a urinare in situazioni di pericolo é filogeneticamente determinato nel nostro sistema nervoso autonomo, ma perché una situazione in cui non é possibile accedere a un bagno rappresenti per lei un pericolo é questione di ben altra portata, che va esplorata in un contesto terapeutico protetto, all'interno del quale lei possa confrontarsi con le sue paure per comprenderne la portata, il significato, le origine e infine come affrontarle. Cordiali saluti, dott. Gualazzi.

Buon giorno,
lei parla chiaramente di un sintomo che, naturalmente, in particolari situazioni, le crea notevole disagio.
Il lavoro terapeutico lavora oltre il sintomo e ne valuta le sue origini, il suo perdurare e il vantaggio a presentarsi.
Difficile, come già detto dai colleghi, poter definire a priori una durata di un percorso terapeutico.
Ci sono comunque le terapie cognitivo-comportamentali e la terapia breve strategica che interverrebbero lavorando sul sintomo.
Qualora la situazione è divenuta per lei ingestibile, ed è comprensibile, potrebbe trovare colleghi che utilizzano i due approcci su menzionati.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Barbara Assaiante

Buongiorno.
Nella descrizione del suo sintomo non ci dice la sua età ed il sesso.
Il suo problema potrebbe avere una storia che dipende molto da questi due fattori.
Ad ogni modo, non aspetti oltre e si rivolga con fiducia ad un professionista, anche online, almeno per una prima consulenza.
Così da non prolungare ulteriormente lo stress muscolare e psicologico.
La zona del corpo deputata ad espletare quello che lei descrive può essere collegata a molteplici aspetti di lei.
Se ne prenda cura e non si preoccupi della durata. Prima di tutto conta il chiedere aiuto, come ha già fatto scrivendo qui. Ora faccia un altro passo!


Buongiorno,
Come detto da più colleghi, nonostante vi sia una chiara descrizione del sintomo, prima di tutto è bene avere un approccio globale alla persona per capire esattamente quali meccanismi siano coinvolti e quindi esaminare i vissuti ed i pensieri legati ai momenti di disagio.
Nella terapia , il terapeuta ed il cliente stabiliscono assieme gli obiettivi, poi il tempo dovuto al percorso dipende da molti fattori ed ogni persona ha il suo passo. Inoltre bisogna concordare anche quali siano le aspettative e la percezione del percorso fatto.
Sperando di esserle stata d'aiuto le auguro una buona giornata
Giorgia Tolio

É una domanda molto complessa, tuttavia le tecniche di stampo comportamentale per regolare l’ansia sono molto rapide, tuttavia esiti dipendono se l’ansia sia agganciata ad altri meccanismi di funzionamento.

Salve,
i miei colleghi hanno già risposto ampiamente. Quindi aggiungo solo una riflessione sul perché non è possibile stabilire a priori la tempistica di un processo di cambiamento: siamo esseri umani, tutti diversi e ricchi della nostra complessità. Se si trattasse di un oggetto, uguale a tanti altri, andrebbe semplicemente a sostituirlo con un altro identico. Le persone invece hanno una propria storia, un proprio modo di sentire, percepire, ragionare e comportarsi. Non c'è una soluzione rapida e perfetta per tutti. È normale che senta l'urgenza di risolvere..per cui prima inizierà ad occuparsene, più si avvicinerà il momento in cui potrà risolvere ???? Le auguro di prenderai cura di lei al più presto. Dott.ssa Manuela Di Leonardo

Buongiorno,
il corpo spesso ci manda segnali per farci notare un malessere che probabilmente è ben più radicato e legato a vissuti emotivi che ci fanno soffrire perché sfuggono alla nostra consapevolezza.
Obiettivi di un percorso psicologico e ancor di più di una psicoterapia sono la consapevolezza del proprio funzionamento e il cambiamento di certi automatismi cognitivi ed emotivi, a favore di strategie più funzionali.
Purtroppo non sono obiettivi che si possono ottenere nel breve periodo, ma anzi, con motivazione e impegno si intraprende un percorso spesso lungo e faticoso, ma unico, alla scoperta di sè e dei significati che fino a quel momento abbiamo dato al mondo per meglio comprendere quest'ultimo e comprenderci, chiavi per un maggior benessere psicologico e fisico.

Buongiorno,
tipicamente la sintomatologia ansiosa può essere la punta dell'iceberg di diversi possibili disagi.
A volte può anche regredire rapidamente, anche se, spesso, è proprio il quel momento che è opportuno lavorare per andare oltre e sciogliere il nodo che ha prodotto la reazione ansiosa in modo da ottenere risultati duraturi.
A priori è difficile stabilire la durata del trattamento, per dare un'idea concreta, posso illustrare come di solito lavoro.
Nel corso delle prime 2-3 sedute, si esplorano diversi aspetti della vita presente e passata del paziente e si ipotizzano percorso, strumenti ed obiettivi a breve, medio e lungo termine.
Rispetto agli obiettivi, periodicamente si fa una verifica ed una valutazione dei risultati ottenuti e di quegli elementi su cui è ancora necessario lavorare.
Indicativamente, il trattamento potrebbe avere una durata totale da 2-3 mesi a 1-2 anni, dipende da molte variabili, ovviamente, ma, in ogni caso, si procede per passi che vengono man mano condivisi.
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti o informazioni.
d.ssa Stefania Macchieraldo

Buongiorno. È purtroppo molto difficile decidere a priori quanto potrebbe durare un trattamento psicologico. Come già spiegato da alcuni colleghi, i sintomi fisici possono spesso essere causati da disagi più profondi di tipo emotivo. Incontrare uno specialista le permetterebbe di comprendere quali potrebbero essere le cause dell'ansia che prova, esplorando tematiche relative alla sua storia passata ed attuale. Entrare in contatto con aspetti sofferenti della sua vita può essere di certo doloroso ma funzionale al fine di risolvere il sintomo e di regolare l'attivazione emotiva. Le auguro di trovare il giusto aiuto per la sua situazione.
Dott.ssa Viola Adragna-Torino

Buongiorno caro utente, grazie per aver posto il suo quesito. Sarebbe opportuno parlare attraverso un colloquio psicologico clinico della sua situazione. Come scrivono i colleghi gli obbiettivi vengono concordati insieme nel momento in cui si instaura il colloquio. E' molto difficile definire a priori e tempi di risoluzione del suo problema. Il mio consiglio è fissare un appuntamento con un professionista e dare al suo sintomo uno spazio e un luogo e l'ascolto necessario per poterlo risolvere.
Cortesemente le mando un grosso saluto.
Rimango a disposizione.
Dottoressa Monica Pesenti

Buon giorno. Stabilire una eventuale durata di trattamento senza conoscere la persona e capire il relativo disagio pare alquanto difficile. Credo però che un trattamento terapeutico possa aiutarLa a mettersi in gioco e cercare le strategie più adeguate. Cordialmente Gian Piero Grandi

Ciao, capisco la tua sofferenza, non dev'essere falice. Se vuoi iniziare un percorso i tempi non sono prevedibili a priori in quanto tutto dipende dal lavoro che viene fatto insieme, dalla motivazione e dall alleanza che si crea tra te e il terapeuta. Potrebbe volerci un mese come sei mesi. Poi dipende se vuoi risolvere solo il problema o capirne anche le cause profonde.
Ti consiglio comunque di provare con un primo colloquio e vedere come ti trovi.
Ti auguro il meglio
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Gentile Utente. Non è facile dire a priori quanto tempo sarà necessario per risolvere il suo problema. L'ansia, infatti, potrebbe indicare altre problematiche più profonde che è necessario affrontare. Le consiglio, comunque, di rivolgersi a uno specialista.

Buongiorno, come già molti colleghi le hanno scritto, è molto difficile stabilire a priori la durata di un percorso psicologico atto ad affrontare questo suo particolare disagio, che da quanto ci scrive e mi sembra di capire, le sta causando anche difficoltà nella gestione quotidiana della sua vita, condizionando le su abitudini.
Per questo motivo le consiglio di rivolgersi ad un professionista della sua zona per un primo colloquio conoscitivo per riuscire insieme a lavorare sulla sua sofferenza.
Le auguro tutto il meglio.

Buongiorno,
Ogni sintomo, se non deriva da un problema di carattere organico, richiede colloqui di approfondimento che non possono essere quantificati in un numero più o meno preciso di sedute. Sarebbe come chiedere ad un medico quali farmaci prendere e per quanto tempo prima che il professionista abbia fatto fatto una diagnosi. La sua ansia ha una causa, capiamola... Consideri inoltre che, in ogni caso, sarà Lei stesso a decidere quando finire il lavoro psicologico. Quindi si rilassi, affronti con piacere la novità di un percorso di cura e osserverà un miglioramento delle sue problematiche.
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Buongiorno, se lei ritiene di dovere intraprendere una psicoterapia è perchè già sa che il suo sintomo riguarda qualcosa che avviene in lei senza che lei lo decida. Il sintomo dice qualcosa che lei non può dire e chiede di essere decifrato. Quanto ci vuole perchè questo accada? Forse, anche non molto. Ma sta a lei farsi delle domande su questo disfunzionamento così fastidioso e capriccioso. La psicoterapia è un modo per leggerlo. Dunque, buona lettura. Cordiali saluti PG

Salve, da un punto di vista psicoterapeutico la sua domanda si traduce con "come posso sentirmi libero/a nelle relazioni che desidero?". È un percorso molto interessante e le auguro che l'eventualità diventi audacia.
In bocca al lupo!

Carissima, come hanno già risposto gli altri colleghi, sarebbe opportuno indagare il suo problema in modo più approfondito per capire quale è la sua causa, l'entità di questo sintomo e le origini. Per ovvie ragioni è quasi impossibile stabilire la durata del trattamento prima di aver effettuato una accurata diagnosi. Solo a questo punto vengono stabiliti con il paziente gli obiettivi della terapia e concordata la presunta durata del trattamento. Cordiali saluti

Buongiorno,
Esprime la sua problematica in modo preciso e puntuale. Tuttavia il sintomo è espressione e manifestazione sì, a livello biologico, della sofferenza somatica, ma non va dimenticato il vissuto inconscio di disagio e sofferenza psichici. Evidentemente l'impulso di fare qualcosa quando sa che non può accresce dentro di lei fino a metterla in grande difficoltà. Questo è un tema sicuramente molto interessante da approfondire, poiché forse potrebbe veicolare un portato, una serie di non detti e di idiosincrasie con l'autorità, con la norma e le regole che generano scompiglio su l piano interno suo.
Al netto di questo credo sia evidente che non è possibile stabilire anzi tempo la durata della terapia per la risoluzione di un sintomo, ma che questo stesso sintomo debba essere portato 'a gran voce' come motore del cambiamento all'interno del processo terapeutico.
Cordialmente
Paolo Quaranta

Gentile Utente, dalle risposte precedenti avrà compreso che è impossibile stabilire un tempo relativo alla durata del trattamento. A questo punto può solo scegliere quale tipo di trattamento sente più vicino al suo mondo psichico. Io le suggerisco un approccio psicocorporeo, ottimo in caso di disturbi ansiosi che trovano espressione attraverso un sintomo corporeo. Una terapia che utilizzi anche tecniche di rilassamento potrebbe fornirle uno strumento utilizzabile anche in tutte le situazioni in cui sente crescere dentro di lei l'ansia quando si trova in contesti pubblici, al fine di gestirla e recuperare la serenità. In bocca al lupo!

È difficile stabilire a priori quanto durerà un percorso di psicoterapia. Molto dipende dal problema e dal tipo di approccio psicologico utilizzato dal terapeuta. Io, personalmente, concordo con il paziente il percorso più adatto per aiutarlo a superare la problematica che mi ha riferito al termine del primo colloquio di conoscenza . Tendenzialmente, come primo intervento, propongo una decina di incontri, della durata di un'ora ciascuno a cadenza settimanale, al termine dei quali condividiamo le riflessioni sul lavoro fatto e decidiamo congiuntamente se proseguire o meno nel rapporto terapeutico. È un modo per procede con gradualità e step successivi. Non mi piace dare a chi inizia un percorso la sensazione di avviarsi per una strada senza fine…

Buonasera, la sua richiesta rispetto al suo disagio e al tempo di risoluzione non si può definire a priori. Dai primi colloqui si potrà definire orientativamente la modalità di terapia e indicare approssimativamente un tempo che può essere tra i 6 mesi a 2 anni. Cordiali saluti dott.ssa Troisi

Buonasera
premesso che occorre almeno un colloquio clinico per fare diagnosi e previsioni, il suo potrebbe essere un disturbo d'ansia.
I disturbi d'ansia vengono trattati con successo dalla Terapia Breve Strategica che vanta risultati in tempi brevi, in media qualche mese. La terapia breve integrata a mio avviso fornisce spesso risultati ugualmente veloci e più stabili.

Buonasera gentile utente. È comprensibile il desiderio di risolvere in tempi brevi la situazione spiacevole nella quale si trova da così tanto tempo. Purtroppo però è difficile stabilire a priori il tempo di una terapia psicologica: durante i primi colloqui il terapeuta raccoglierà delle informazioni che saranno necessarie per poterle dare una durata indicativa del percorso, che potrete concordare sulla base degli obiettivi che vi proporrete di raggiungere.
Le auguro buona fortuna
Dott.ssa Alice Maffeo

Salve. Le poche informazioni disponibili non mi fanno avanzare nessuna ipotesi plausibile. Fermo restando che serve almeno un colloquio per potersi orientare nella sua situazione.
Cordiali saluti Dottor Emanuele

Buongiorno, è difficile definire la durata di un intervento terapeutico. Un colloquio con un/una professionista le sarà di aiuto anche per definire un ipotetico periodo di intervento. saluti.

Buongiorno,
se una persona chiede di sapere quanto tempo ci vorrà a guarire da un sintomo di natura psicologica, probabilmente significa che la stessa persona non è veramente motivata e pronta ad un vero cambiamento.
Il lavoro di psicoterapia basato sulla parola richiede tempo e rispetto di tempi interni di elaborazione. Questi tempi sono soggettivi e non si conoscono a priori.
La ringrazio per la sua domanda, Cristina Brunialti

C’è una metafora della signora 4 bagni e quella che di solito sta agli autogrill , ecco bisognerà mentalizzarsi in quella direzione non ci vorrebbe tantisssimo tempi

Gentile utente, come le hanno già spiegato i colleghi prima di me, non è possibile stabilire a priori la durata di un percorso perché entrano in gioco molti fattori impossibili da controllare: la sua disponibilità, la sua reazione a ciò che emerge nelle sedute, il tipo di approccio scelto per lavorare sulla problematica e quindi il terapeuta stesso, e non meno importante la relazione che si instaura tra lei e il suo terapeuta. Sicuramente dopo la fase iniziale di raccolta delle informazioni necessarie sulla sua persona e sulla problematica che porta, il terapeuta sarà in grado di darle un’idea del tipo di lavoro che vorrebbe fare insieme a lei. In questo modo potrà decidere se andare avanti con lui o rivolgersi a qualcun altro.
In bocca al lupo!
Cordiali saluti

Dott.ssa Elisa Paterlini

Gent il suo sintomo rientra nella categoria dei sintomi psicosomatici alimentati dalla sua ansia e dall'autosuggestione. Le consiglio un percorso terapeutico che utilizzi tecniche ipnotiche per desensibilizzare questo processo. La psicoterapia ipnotica aiuta in modo diretto e con poche sedute ad affrontare il suo disagio e ad utilizzare strumenti adeguati in piena autonomia per ridurre la sintomatologia. Saluti

Gent.mo utente,
per analizzare il nostro essere, nella psicologia del profondo ha senso assumere la casa - e il rapporto che abbiamo con lo stare in casa - come strumento analogico per indagare gli spazi simbolici dell’anima (la nostra dimora interiore) e delle nostre solitudini.

Nello specifico il bagno è un luogo molto intimo e diretto, in cui ci troviamo soli con noi stessi senza alcun tipo di pudore. Entriamo in contatto col nostro fisico, ci prendiamo cura del nostro corpo. Rappresenta il luogo più intimo della propria casa in cui il privato evoca il segreto, libertà da ogni giudizio e la solitudine, che si carica di positività anche grazie alla presenza dell’acqua, simbolo di purificazione.

È un luogo che simbolicamente può esprimere la necessità di liberarsi da tutto ciò che profondamente si vive come tossico, inutile e dannoso, riuscendo così a lavar via ed esorcizzare emozioni, sensi di colpa, ricordi o situazioni pesanti, risultando di fattiva rinascita e rigenerazione psichica.

È dunque un luogo legato al desiderio e al piacere di “lasciare andare” aspetti di sé più “bassi e impuri” - ma con questo non meno importanti in quanto parti di sé - ma che può essere collegato anche ad un timore di “essere scoperti” e che tali aspetti segreti divengano visibili agli altri.

Timore che nasce quando questi elementi così intimi e nascosti, stimolati proprio dalla situazione di divieto e impedimento, si caricano di un desiderio erotico-trasgressivo che vorrebbe cedere all’impulso e varcare il limite, generandole angoscia.

Essendo l’ansia legata più a proibizioni interne che esterne, mentre il desiderio trasgressivo volto più a infrangere un divieto pur senza negarlo, un percorso terapeutico nemmeno troppo lungo la potrebbe di certo aiutare ad alleggerirsi e a vivere determinate situazioni con maggior serenità, riconoscendo ed integrando alcuni elementi di sé che probabilmente tende a negare attraverso schemi e regole eccessivamente rigide, liberandosi da eventuali sovrastrutture e rivelandosi in piena autenticità.

Un caro saluto.
Roberto Lucchetta

Salve, ho avuto diversi casi come il suo... per alcuni il problema era urinare, per altri invece il dover andare di corpo. Abbiamo spezzato i meccanismi di mantenimento del disturbo d'ansia con la Psicoterapia cognitivo comportamentale e abbiamo risolto. La durata del trattamento è stata variabile, varia da persona a persona, ma potrebbe essere realistico nel suo caso, visto che purtroppo è già da 3 anni che ne soffre, un tempo di almeno 6 mesi. Cordiali saluti.
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Buongiorno, il sintomo specifico che lei presenta può "dire tanto" se viene letto ed ascoltato con l'attenzione di uno psicoterapeuta. E dopo i primi due o tre colloqui è possibile concordare una stima della durata di una psicoterapia. È importante approfondire prima l'origine di questo disagio, e valutare se ci sia stata una esperienza traumatica o se è legata solamente ad un quadro di espressione ansiosa. Tanti saluti, dr. Vittorio Cameriero

Buonasera. Circoscrive il periodo del disagio agli ultimi tre anni: si tratta di un esordio abbastanza recente e questo può rendere anche il lavoro psicoterapeutico più breve. Ovviamente servono ulteriori informazioni per una valutazione e questo sarà possibile anche con due sedute: il professionista, raccolti gli elementi fondamentali della sua storia, sarà in grado di proporle un contratto con metodo di lavoro e obiettivi. Mio dottore mette a disposizione anche delle schede in cui i pazienti si descrivono e/o rispondono a delle domande, al momento di prenotazione della visita, che permettono una prima raccolta di dati e che permettono di accorciare i tempi dell'indagine nei colloqui.
Prima inizia, prima vedrà dei risultati.
Saluti.
Anna Mallocci

Buon giorno.Descrive un sintomo specifico, in un contesto specifico. La durata del trattamento dipende da lei. La cura potrebbe durare un mese come un anno. I sintomi raccontano il malessere del paziente al paziente. Dalla mia esperienza le persone che si rivolgono ad uno specialista stanno meglio già dopo la prima seduta....Ma ripeto, dipende da lei, dalla sua motivazione e dalla sua disponibiltà. Si affidi ad uno specialista... Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. La mia mail è rosselladefrancesco@libero.it. Mi contatti. Qualche mese fa ho rilasciato un' intervista per radio Veronica One che potrebbe fare al caso suo.
Saluti
Rossella

Salve. L'ansia, così stressante, che lei descrive, probabilmente è caratterizza un vero e proprio disturbo che è più comune di quanto si possa immaginare.Chi si trova dentro la trappola di questo disturbo, in caso di mancanza di disponibilità immediata di un bagno, sperimenta un forte timore di perdere il controllo del proprio corpo, che può portare a far sorgere veri e propri attacchi di panico. Più il problema viene evitato, più esso si ingigantisce. Esistono Terapie Brevi che aiutano rapidamente le persone che soffrono di questo disturbo a gestire la loro paura di perdere il controllo del corpo, smontando strategicamente tutte le precauzioni fino a far riacquistare al paziente piena sicurezza in se stesso. Deve sapere però che questo tipo di terapia ha tempistiche immediate anche perchè agisce prettamente sul sintomo e non sull'origine del problema alla base. Il punto è che una volta eliminato quel sintomo senza un'approfondita analisi psicodinamica, il problema potrebbe sfociare in altre sintomatologie addirittura più gravi. La invito dunque ad avere pazienza e ad affidarsi ad un professionista con molta esperienza e su cui possa riporre la piena fiducia professionale. I miei migliori auguri

Gentile utente,
dal suo messaggio sento molto il suo disagio nel vivere questa situazione. Il fatto che lei senta ansia e che riconosca che non ci sia un bisogno reale di utilizzare il bagno, ma che sia provocato dalla impossibilità di farlo, credo possa metterci sulla strada di pensare che si tratti di un sintomo psicologico.
I sintomi possono essere davvero faticosi da sopportare e il desiderio principale è quello di poterli eliminare il più velocemente possibile. In realtà sono preziosi elementi di noi, che mettono in evidenza bisogni profondi. Un professionista può aiutarla a comprendere cosa sta accadendo e a ritrovare in se stesso le risorse per dare dignità ai suoi bisogni e abbassare i livelli di ansia. Il tempo necessario per fare questo non si può stabilire a priori, dipende da molte variabili. Le porgo i miei più cari saluti e resto a disposizione.
Marcella

Salve, ha fatto bene a scriverci! L'ansia viene comunemente associata a sensazioni negative, nel suo caso legate all'impossibilità di espletare i propri bisogni fisiologici. Tuttavia l'ansia le sta suggerendo che c'è qualcosa "da sistemare", nel senso che probabilmente è un sintomo che cela qualcos' altro.
Come scritto anche dagli altri colleghi, è necessario un approfondimento per inquadrare bene la situazione e poterle restituire una risposta sul trattamento.
Tanti auguri, Dott.ssa Fazzari

Salve, i disagi derivati da stress e asia spesso hanno molteplici fonti.
Le tempistiche per un trattamento sono difficili da calcolare e derivano da molteplici fattori, primo fra tutti il suo modo di rispondere alle sedute. Il professionista a cui si rivolgerà sicuramente saprà darle delle risposte.
MMM

Buonasera, l'ansia, la paura di perdere il controllo, le sue preoccupazioni possono essere accolte e gestite all'interno di un percorso di psicoterapia. Tuttavia, per quanto a volte ci possa essere il desiderio di star bene subito, non ci sono tempi predefiniti per risolvere un problema, perché certamente lei ha una sua storia specifica e un suo modo di essere specifico, che richiede tempi e modi di intervento specifici. Così come una problematica si è sviluppata nel tempo, ci vuole tempo e rispetto per prendersene cura e per introdurre nella propria vita elementi di benessere e cambiamento. Il sintomo, per quanto a volte odiato, nasce per un motivo specifico e può comunicarci molto. Il sintomo vuole essere ascoltato, perché è un modo con cui il nostro corpo ci chiede aiuto. Ricreando una connessione tra il corpo e la mente, tramite un percorso di psicoterapia, si possono scoprire nuovi modi più funzionali per gestire emozioni e preoccupazioni, che possono prendere il posto del sintomo.

Buonasera, penso che chiedere aiuto sia il primo passo verso la guarigione. Le auguro di trovare un professionista col quale costruire un rapporto di fiducia che possa permetterle di esplorare e sciogliere i suoi nodi più importanti. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini

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