Ipertrofia dei turbinati nasali: trattamento chirurgico

Esperto Alberto RoccoOtorinolaringoiatria • 2 maggio 2016 • Commenti:

La chirurgia mini-invasiva dei turbinati: tecniche e strumenti

La chirurgia mini-invasiva dei turbinati nasali permette un aumento dello spazio respiratorio attraverso la riduzione dell'ingombro dei turbinati all’interno delle fosse nasali.

Le diverse tecniche non sono però tutte uguali tra loro e per alcune di esse, a causa della scarsa potenza dello strumento, la necrosi (eliminazione) della parte trattata risulta insufficiente cosicché il risultato finale non è soddisfacente.

Un limite comune a molti strumenti è l'impossibilità di raggiungere la parte posteriore dei turbinati a causa dello spazio ristretto della cavità nasale. Fa eccezione il Laser ad Anidride Carbonica (Co2) che, essendo un vero e proprio "raggio di luce", può raggiungere qualsiasi bersaglio e trattare il turbinato nella sua totalità dalla testa alla coda, garantendo quindi un risultato più duraturo e completo.

Tra tutti i tipi di strumenti mini-invasivi il Laser ad Anidride Carbonica (CO2) è  quindi il più potente e il più avanzato.

La diffusione sul territorio è limitata dall'elevato costo di esercizio di questa tecnologia, che rimane comunque la tecnica più avanzata e indolore per il trattamento dei turbinati e la prima scelta per i professionisti che investono nei risultati e nella soddisfazione del paziente.

Per comprendere meglio le basi dell'intervento diamo uno sguardo al quadro clinico dell'ipertrofia dei turbinati...

Cos'è l'ipertrofia dei turbinati?

I Turbinati sono tre strutture spugnose sostenute da uno scheletro osseo, situate all'interno del naso. La loro funzione è di riscaldare, filtrare e umidificare l’aria inspirata.

In condizioni normali i turbinati inferiori cambiano frequentemente dimensioni a seconda delle condizioni ambientali (umidità e temperatura) per regolare il passaggio dell'aria all'interno del naso,  esattamente come avviene per le pupille (la cui variazione di diametro regola il passaggio di luce negli occhi al variare dell'illuminazione ambientale).

Quando l'ingrossamento dei turbinati inferiori diventa costante nel tempo per cause individuali (allergie, impiego di farmaci, variazioni ormonali) o per cause ambientali (variazioni di temperatura o di umidità), si determina il fastidioso quadro dell’ostruzione nasale.

L’ostruzione nasale, se le cause scatenanti perdurano, può trasformarsi in ipertrofia (irreversibile), accentuarsi durante la notte ed essere accompagnata da ulteriori sintomi:

  • rinorrea (naso che cola);

  • prurito nasale;

  • diminuzione dell'olfatto;

  • cefalea;

  • starnutazione;

  • apnee notturne;

  • russamento.

Molte persone utilizzano spray nasali disponibili in commercio per migliorare il processo di respirazione, ottenendo però un beneficio solo momentaneo e successivamente un ulteriore peggioramento per il sopraggiungere della rinite medicamentosa.

La terapia medica, basata sull’utilizzo di antistaminici, cortisonici per via nasale o per via sistemica, può risolvere solo le forme più lievi di ipertrofia dei turbinati e spesso in maniera non soddisfacente.

Decongestione dei turbinati con Laser CO2

Quando i casi di ostruzione nasale resistono alla terapia si ricorre dunque alla decongestione dei turbinati con il Laser CO2, riducendo la dimensione dei turbinati ipertrofici e creando più spazio disponibile per il passaggio d'aria, rispettarando al tempo stesso l'utile funzione delle mucose.

La tecnica di vaporizzazione con Laser CO2 salvaguarda l'integrità degli scheletri ossei dei turbinati, che solo in rarissimi casi causano ostruzioni respiratorie nasali.

Ciò è dimostrato dal fatto che le persone che soffrono di ostruzione nasale possono momentaneamente ottenere un miglioramento della propria respirazione ricorrendo a vasocostrittori nasali, i quali agiscono soltanto sulla mucosa ipertrofica senza apportare alcuna modifica alle dimensioni dello scheletro osseo.

Questa tecnica, eseguibile a livello ambulatoriale, è la più risolutiva e indolore per il trattamento dell'ostruzione nasale da ipertrofia dei turbinati.

Dopo una breve visita, sufficiente ad evidenziare l'ipertrofia dei turbinati si può procedere con la riduzione dei turbinati mediante laser.

L'intervento viene eseguito in anestesia locale per contatto senza iniezioni ed è ssostanzialmente indolore. La tecnica non prevede tagli né suture ma soprattutto, vista l'assenza di sanguinamento, non è necessario alcun tamponamento nasale, l'intera procedura dura 20-30 minuti ed il paziente può tornare a domicilio con qualsiasi mezzo (macchina, treno, aereo) subito dopo l'intervento.

L’asportazione dei tessuti avviene per vaporizzazione e quindi senza il minimo contatto fisico; ciò determina uno "sgonfiamento" dei turbinati unito ad una cicatrizzazione rapidissima.

In caso di necessità l'attività lavorativa può essere ripresa nella stessa giornata.

Esperto

Alberto Rocco otorino, chirurgo generale, oncologo Dott.

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