Caffè e caffeina: amici o nemici della nostra salute?

Diabetologia • 30 marzo 2017 • Commenti:

“La vita è quella cosa che inizia dopo il caffè”, così recita un famoso detto con cui saranno certo d’accordo tutti quelli che consumano regolarmente caffè. Milioni di persone bevono ogni giorno la tanto amata bevanda “aristocratica” diventata oggi una delle più diffuse in ogni parte della Terra. Ma siamo sicuri che l’uso, e soprattutto l’abuso, di caffè non abbia nessuna ripercussione sulla nostra salute? A quanto pare no. Studi recenti hanno evidenziato un possibile legame tra l’assunzione di caffeina e la quantità di zuccheri nel nostro sangue.

Cos’è la caffeina

La caffeina è una sostanza naturale contenuta in vari alimenti, soprattutto nel caffè, ma anche in altre bevande di uso comune tra cui il tè, alcune bevande energetiche e nelle fave di cacao. Questa sostanza non ha alcun valore nutrizionale, cioè non fornisce al nostro corpo energia o materiale utile per le nostre normali funzioni, ma ha un’azione eccitante sul sistema nervoso donandoci una sensazione di maggiore energia e prontezza di riflessi. Oltre agli effetti positivi sul nostro corpo, la caffeina può avere anche degli effetti collaterali, soprattutto quando ne assumiamo in eccesso. Tra i problemi più comuni causati dall’abuso di caffè, principale fonte di caffeina, troviamo irritabilità, insonnia, frequenti irritazioni dell’apparato digerente come gastrite, nausea e diarrea, ma anche aumento della diuresi.

Caffeina e glicemia

Studi recenti hanno messo in evidenza anche gli effetti provocati dalla caffeina sul metabolismo degli zuccheri nel sangue. La quantità degli zuccheri nel sangue viene definita glicemia: dopo un pasto ricco di zuccheri, ad esempio dopo un piatto di pasta, la glicemia aumenta per tornare a valori normali nelle due ore successive. Una ricerca della Duke University ha evidenziato un legame tra l’abuso di caffeina e l’insulino-resistenza. L’insulina è un ormone prodotto nel pancreas in risposta ad elevati livelli di glucosio nel sangue ed è il principale responsabile dell’utilizzo dello zucchero presente nel sangue (il glucosio in primis) da parte delle cellule, mantenendo così il livello di glicemia entro valori normali. Quando i recettori dell’insulina non funzionano a dovere, il livello di zuccheri nel sangue non è più regolato e può causare il diabete, caratterizzato proprio da iperglicemia alternata a situazioni di ipoglicemia. Studi condotti su un campione selezionato di pazienti hanno evidenziato come l’assunzione di caffeina andrebbe ad interagire con i recettori specifici per l’insulina delle cellule, rendendo così l’azione di questo ormone poco efficace. La caffeina, oltre a ridurre la risposta delle cellule all’insulina, diminuirebbe anche la risposta dell’insulina stessa alla variazione di glicemia: nei casi di insulino-resistenza servono livelli molto più alti di glicemia prima che si abbia la produzione di insulina. Inoltre, proprio per la sua azione eccitante, la caffeina aumenta anche il rilascio di adrenalina nel nostro corpo, un ormone che contribuisce ad aumentare la quantità di zuccheri in circolo.

Quali sono le conseguenze

Un abuso di caffeina quindi può diventare dannoso sia nelle persone sane, ma soprattutto nei soggetti che già soffrono di patologie diabetiche. L’aumento degli zuccheri nel sangue può infatti predisporre a sviluppare il diabete e ad aggravare situazioni già esistenti. I medici ancora non hanno un’idea chiara e definitiva sul reale impatto della caffeina sulla glicemia e certamente nei prossimi anni verranno perfezionati studi e ricerche per chiarire questo rapporto. Ad oggi, le raccomandazioni dettate dagli studi e dal buonsenso invitano tutta la popolazione a limitare l’assunzione di caffeina o, se questo fosse troppo difficile, di ridurne almeno il consumo. Inoltre, un’alimentazione adeguata ed uno stile di vita sano, con attività fisica regolare e personalizzata sul proprio corpo e le proprie necessità hanno sicuramente un impatto positivo sulla nostra salute e possono prevenire lo sviluppo di patologie diabetiche, obesità e molte altre malattie cardiovascolari.

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