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Esperienze

Su di me

Professionista attenta, dedita all'esplorazione dell'anima umana nei suoi molteplici aspetti, mi sono laureata in psicologia del lavoro e delle organi...

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Patologie trattate

  • Ansia
  • Attacco di panico
  • Crisi
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Formazione

  • Università di Padova, Facoltà di Psicologia, Laurea in Psicologia del lavoro
  • Studio di Psicodramma di Milano, Specializzazione in psicodramma classico

Specializzazioni

  • Psicoterapia

Foto


Competenze linguistiche

Francese

Prestazioni e prezzi

I prezzi indicati sono quelli per pazienti senza assicurazione sanitaria

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Recensioni

5

Punteggio generale
4 recensioni

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A
Presso: Spazio Terapeutico psicoterapia

Angela è una persona estremamente sensibile oltre che un'eccellente professionista. Accompagna con serenità nel percorso psicoterapeutico e diventa un insostituibile supporto,, una solida base per affrontare le grandi/piccole sfide che, ognuno di noi, deve affrontare tutti i giorni.


L
Presso: Altro Altro

Competente attenta sensibile grande capacità di ascolto empatica rielaborazione di situazioni della biografia


M
Presso: Altro Altro

Ottima professionista, capace, molto brava e chiara. Già dalle prime sedute, ho avuto buoni benefici e mi sento molto meglio.


A
Presso: Altro Altro

Sono stata soddisfatta di quanto ho ricevuto dalla Dott.ssa Chiavassa, l'ascolto, la serenità e disponibilità ad aiutarmi a capire i miei problemi. Mi sarebbe stata molto utile averla incontrata prima così imparavo a gestire le cose per me e verso gli altri. Gli incontri hanno un tempo ma mi sarebbe piacciuto averne un pò di più perchè quando si esprime un problema ci vuole anche tempo per capire e poi elaborare. E' serena e capace nel suo lavoro, la consiglio spassionatamente a tutte le persone che vogliono star bene con se stesse e con gli altri. Qualcosa ho migliorato, ci vuole tempo e volontà ma con Lei i risultati ci sono. Consiglio avere pazienza e fare diversi incontri. Buon lavoro dentro e fuori di noi e auguri alla Dott.ssa che possa aiutare molte persone. Gli incontri avvenivano nello spazio terapeutico. Ho deciso contattarla a seguito incontri formativi. Grazie


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 9 domande da parte di pazienti di MioDottore

Puoi aiutarmi!

Racconto la mia storia, primo episodio nel 2015 un tunnel buio, decisi di curarmi con daparox nel giro di due mesi, mi sono rimesso in sesto, nello stesso anno (autunno) ho avuto una ricaduta, riprendo il farmaco è sotto Natale sparito tutto, per poi arrivare nel 2017 ricaduta curata sempre nel giro di un paio di mesi, primavera 2019 stessa cosa, riprendo la cura dopo un peggioramento dovuto al farmaco come giusto che sia, rivedo la luce, durante questo periodo ho avuto un lutto a settembre mia mamma, un male in due mesi L'ha portata via, pensavo di esserne uscito definitivamente, invece ora sono un paio di giorni che è tornato il pensiero/paura nel momento in cui penso al futuro, sarà dovuto anche a questo periodo di clausura, da premettere che riesco a fare tutto e ci sono momenti in cui non penso e sono sereno, vorrei superarlo una volta per tutti cerco un disperato aiuto grazie

Gentile,
il suo racconto sembra parlare di un andamento ciclico del suo tono dell'umore e nella descrizione di ciò che le accade, fa riferimento ad un tunnel buio e al ritorno di pensieri/paure per il futuro, come se questi fossero già conosciuti; sicuramente il momento attuale di grande incertezza è di poco aiuto, ma dalle sue parole, questa condizione di paura l'attraversa periodicamente, e se ho capito bene, ciò accade di frequente in primavera. Il farmaco, come ben esposto dalle mie colleghe, è un'utile stampella, soprattutto nei momenti dove la sofferenza sovrasta la capacità di contattare e ascoltare sé e gli altri al di fuori del rigido circolo di pensieri che nutrono la paura.
Oltre a ciò, noto che non fa riferimento a nessuna figura professionale che l'abbia accompagnata nel suo uso discontinuo del farmaco, e ci tengo a sottolineare come in realtà sia molto importante evitare l'auto-somministrazione senza condividere il percorso con uno psichiatra che, insieme a lei, può monitorare l'andamento della cura e anche modificarla in corso, in base ai cambiamenti; non so se questo sia il suo caso, ma colgo l'occasione per parlarne.
Perché poi la cura farmacologica possa essere il più efficace possibile è necessario iniziare un percorso psicoterapeutico, per potersi prendere cura della propria mente e della propria anima sofferente, per accedere e consolidare le risorse interne e agire il cambiamento verso il benessere. Noi siamo esseri in relazione, attraverso la relazione possiamo sviluppare sofferenze, attraverso la relazione possiamo guarire.

Dott.ssa Angela Chiavassa

Salve a tutti, mi chiamo Omar, ho 18 anni e soffro di attacchi di ansia e panico da circa 1 anno e 9 mesi. Sono stato in azienda sanitaria con una Psicologa che mi ha seguito per 7 mesi in cui sono passato dal non riuscire a dormire, tremolii di tutto il corpo in generale, gola bloccata, fatica a deglutire, respiro affannoso sempre, paura dei posti chiusi, difficoltà nel lasciarsi cadere nel sonno a fine giornata sono passato al avere “solamente” un po’ di difficoltà nel riuscire a dormire la sera, respiro affannoso (non sempre) e crisi di pianto dopo sensazioni tristissime dopo i pensieri sul mio stato ansioso. Il mio stato ansioso è partito da una vacanza fatta in Marocco ad Agosto in cui partimmo la mattina per prendere una nave per tornare in Italia, sono stato sveglio dalle 9 del mattino fino alle 10:30 del mattino del giorno seguente, lasso di tempo in cui è capitata una cosa mai successa prima: verso le 9:30 di mattina del giorno seguente (quindi quando ormai ero già sveglio da 12 ore) arrivammo al porto di sbarco della nostra destinazione, corsi giù con la mia famiglia ad accendere la macchina per uscire dalla nave ma, appena sceso, tutti iniziarono ad accendere i motori delle macchine e ne uscii un odore di gas di scarico davvero impressionante che mi mise una paura di non riuscire a respirare. Preso dal panico (a parer mio paura non controllata perché stanco mentalmente) iniziai ad agitarmi e entrai subito in macchina prendendomi con me la bottiglia d’acqua perché iniziai a far fatica a deglutire, così cercai di calmarmi e dissi alla mia famiglia di stare in silenzio perché mi sentivo di impazzire, così una volta ottenuto un po’ di silenzio non riuscivo comunque a rilassarmi ne a trovare un po’ di pace. Dopo 20 minuti che andava avanti questo stato ansioso ho richiuso gli occhi. Appena riaperti mi “risveglio” che erano le 11:40 e stavamo attraversando il portellone di sbarco della nave (quindi proprio appena usciti) e subito ho preso una boccata d’aria e mi sono sentito meglio, dopo circa un oretta di strada mi sono reso conto che, nell’asso di tempo fra il mio stato di agitazione e l’uscita dalla nave, io ero svenuto e questo perché al risveglio non mi sono sentito affatto riposato come una dormita e soprattutto quell’1:40h mi è sembrata come un minuto. Questo racconto perché dopo quell’episodio al mio ritorno a casa non mi sentivo più quello di prima, avevo episodi di blocco totale (per esempio totalmente a caso mi sconnettevo dall’ambiente in cui ero senza riuscire a riconnettermi senza prendere una pausa e iniziavo ad avere ansia e paura e riflettevo nei miei pensieri su quello che stavo sentendo) e le mie giornate iniziarono e essere invase da questo senso di ansia e tristezza. Ogni volta che mi alzavo dal letto non mi sentivo riposato e non avevo neanche fame (cosa che di solito io non ero così) finché un giorno iniziai a sentire male al cuore e un odore nauseabondo che mi ricordava l’odore di scarico delle macchine come quelle in nave. Tutti i miei stato d’ansia cominciavano (e anche ora) quando sono stanco e stressato, perché io durante tutti questi mesi ho avuto delle giornate in cui mi svegliavo riposato e sereno (quindi a mia volta felice) solo che alla ripresa della giornata, quindi stress e stanchezze varie, ricominciava a venirmi l’ansia. È pur vero che in quei mesi proprio in cui iniziarono questi stati ansioso stavo affrontando situazioni nuove per l’inizio di una nuova relazione (attualmente presente) e il cambio di squadra di calcio (sport su cui punto molto e a cui sono più affezionato). 5 mesi (Gennaio) dopo la vacanza in cui sono svenuto, la mia ragazza mi ha “beccato” a flirtare con una conoscente sui social, io subito mi sono pentito e chiesi scusa e lei mi fece aspettare due giorni prima di incontrarci per risolvere. In quei due giorni ho avuto giustamente una tristezza immensa che non mi faceva pensare ad altro, ho avuto le emozioni più tristi che abbia mai avuto, tanta frustrazione e stress e ho iniziato ad avere problemi nel sentirmi sveglio (ovvero da quando mi svegliavo a quando andavo a dormire continuavo a sbadigliare e stiracchiarmi perché svegliarmi perché se no iniziavo a sentirmi svenire), fatto sta che nel giorno in cui ci siamo incontrati ho iniziato ad avere ansia e la tristezza persisteva, ci siamo incontrati e abbiamo risolto e siamo tornati insieme. Il sabato dopo durante una trasferta di calcio in pulmino in cui ero particolarmente stanco e stressato ho iniziato a sentirmi tanto in ansia perché ho iniziato a sentire caldo e non riuscivo a respirare bene, così una volta levata la giacca e la felpa mi sono sentito un pochino meglio ma appena arrivati al campo e entrato nello spogliatoio non riuscivo più a respirare, sono dovuto uscire nel parcheggio perché non riuscivo a stare fermo e calmo. Una volta rientrato continuavo a bere acqua a sorsi per alleviare almeno un po’ la sensazione di chiusura della gola e una volta uscito sul campo a giocare sono riuscito riuscito a distrarmi e sentirmi un po’ meglio.
Nel viaggio di ritorno sono stato bene e appena arrivato a casa tiro un sospiro di sollievo e penso che finalmente sia finita quella sensazione. Mangio e vado in camera a chattare con la mia ragazza, ma dopo 10 minuti inizio ad andare nel pieno caos, ho un attacco di panico, penso di volermi buttare giù dalla finestra per porre fine a quella sensazione, inizio a girare per casa perché non riuscivo a stare fermo e prego mia mamma di andare dalla guardia medica. Li mi spiegano che si tratta di ansia e mi danno delle pastiglie naturali per dormire. Arrivato a casa mi trema tutto il corpo ma riesco a dormire. Il giorno dopo ansia uguale che dura fino ai giorni d’oggi vista la mia relazione ancora attuale con la mi ragazza. Giusto per precisare, con lei ho ormai sempre ansia in quasi tutte le situazioni.
Il mio quesito è: dopo tutto questo racconto, può darsi che io abbia avuto un trauma oppure è il semplice ricordo impresso nella mia mente che mi riporta a situazioni del genere (come incontrare la mia ragazza o magari alla sola sensazione della stanchezza) che mi da questi attacchi di ansia?
Premetto che sono quasi sempre stressato fra scuola calcio e ragazza e ho poco tempo libero e zero amici e anche quando ho tempo libero (come durante la quarantena) mi sento molto stressato e annoiato anche dal semplice pensiero di non avere niente da fare.
Vi pongo questo quesito perché probabilmente la mia ansia a parer mio è causata dal non aver amici e sentirsi molto solo e quasi sempre represso in me stesso visto che con la mia ragazza molte volte mi freno e non mi sento libero.
Ringrazio di cuore qualunque persona mi dedichi un po’ di tempo e qualche parola in questo mio periodo non felice. Auguro a tutti buona serata.

Omar

Caro Omar, grazie per aver condiviso con noi la tua sofferenza ed il tuo malessere. Sono felice che il percorso con la psicoterapeuta abbia dato i suoi frutti, e ti abbia permesso di rientrare in uno stato più vicino al benessere di quello precedente, ma hai ancora bisogno di cure; ti sarebbe utile riprendere il percorso, magari con la stessa terapeuta, oppure con un altro/a professionista che utilizzi EMDR e anche lavori con la Mindfulness o approcci corporei ( bioenergetica o psicologia funzionale o psicologia biosistemica) oppure anche terapie di gruppo, come quella psicodrammatica. Probabilmente è necessario lavorare sul modo di leggere la realtà che ti circonda, accedendo e rafforzando le tue risorse personali, in modo da non sentirti sopraffatto e "soffocato", ma di poterci fluire in armonia.

Dott.ssa Angela Chiavassa

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  • Università di Padova, Facoltà di Psicologia, Laurea in Psicologia del lavoro
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  • Centro Antiviolenza del Comune di Venezia
  • Cooperativa Sociale Gea, Mestre
  • SerD di Mirano, Ulss 2

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